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COSÌ NON VA di Piemme

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[ 26 settembre 2018 ]

Manca poco, oramai, per conoscere la Nota di Aggiornamento al Def, nella quale viene tracciato il profilo, per meglio dire, la sostanza della legge di bilancio. 
Nulla di buono si profila all’orizzonte.
Vero è, come affermato da Programma 101QUALE COMPROMESSO? — che essendoci di mezzo la possibilità di cambiare la “finanziaria” in Parlamento, il giudizio andrà dato alla fine. 
I segnali che giungono sono funesti. 

Nel governo a tre tra M5S, Lega e Quinta Colonna dei poteri forti, giocoforza, la Legge di bilancio sarà un compromesso. Ma ci sono compromessi e compromessi e quello che pare venga fuori, vorrei sbagliarmi, è una bidonata, se è vero — e pare lo sia — che passerà la linea di Tria di tenere il deficit all’1,6%, ciò che darebbe, come chiede la Ue, un calo dello stesso dello 0,1%.

Ci vuole poco a capire che a crescita del Pil invariata o meglio in flessione, non saranno liberate le risorse necessarie per invertire l’austerità. So io quel che sanno tutti (anche se non lo dicono), che per dare una scossa all’economia stagnante, occorrerebbe che lo Stato (il settore pubblico signori, visto che i privati non lo fanno) liberi risorse ingenti.
So io quel che tutti sanno (anche se non lo dicono), delle due l’una: o si rispettano i vincoli europei, e ci teniamo l’austerità, oppure si violano quei vincoli.

La situazione pare addirittura grottesca. Altro che ingenti risorse, altro che svolta!
Cito dal CORRIERE DELLA SERA di oggi:«Genova, tensione sul decreto, soprattutto sulla mancanza di coperture economiche».

A questo punto siamo! Che in ossequio ai vincoli ordoliberisti europei, allo Stato è negata la facoltà di spendere una manciata di miliardi per rispondere ad una catastrofe (non inattesa a quanto pare). La domanda è dunque: qual è il potere reale di Conte, Di Maio e Salvini? la risposta è semplice: malgrado abbiano dalla loro un forte mandato popolare, essi non detengono le vere leve del potere. 

Con la pistola puntata dello spread, essi sono tenuti a rispettare i vincoli di poteri sovranazionali —si legge: antinazionali. Ci voleva un’altra prova che non siamo un Paese sovrano?

So bene che non è confortevole la posizione di Di Maio e Salvini. Ma qui non è questione personale, di fair play (detto altrimenti di volemosebene). Dimostrino con atti politici veri lo stesso coraggio che ostentano quando fanno dichiarazioni verbali incendiarie, la stessa determinazione mostrata su questioni secondarie come l’immigrazione. 

Dimostrino, se vogliono essere credibili, di essere capi politici veri. Utilizzino le prerogative che la Costituzione gli assegna e tengano duro per una legge di bilancio radicale, di svolta, disobbedendo quindi ai diktat dell’Unione europea. Non si tratta solo di un … cambio di passo, si tratta di spezzare delle catene, di uscire dalla gabbia.

Ps

I bocconiani e i liberisti dicono che lo Stato non ha denaro, che per averlo avrebbe solo tre maniere: aumentando le tasse, tagliando la spesa, indebitandosi — e se ti indebiti, siccome sei già indebitato, finisci per impoverire il Paese a forza di pagare interessi. Ritorneremo su questo assioma per smontarlo, intanto segnalo che, a condizioni di vincolo esterno date, lo Stato una maniera per indebitarsi in maniera virtuosa per il Paese ce l’avrebbe e come! vedi quella indicata da Leonardo Mazzei.
Ma torniamo dalle parti del governo. Non pare ci sia chi smentisca questo patetico assioma monetarista. Quindi tre sono le possibilità: 1) oltre al coraggio, mancano la competenza e le capacità scientifiche per smentirlo; (2) lo si ritiene valido, (3) chi può smentirlo, è messo nelle condizioni di non poter aprire bocca. 
Sia come sia, la situazione è seria e rischia di diventare drammatica: il popolo ha impresso una svolta profonda al Paese, ma non c’è una classe dirigente preparata ad indirizzarla e realizzarla.

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8 pensieri su “COSÌ NON VA di Piemme”

  1. Anonimo dice:

    Io cerco sempre di guardare tutti i possibili scenari per comprendere. Senza cedere all'indole dello scommettitore (che detesto) ma sono di solito tendenzialmente pessimista. Ciò premesso, qui dicono in questo momento che vorrebbero portare il deficit a 2.4% e la proposta è sul tavolo di Tria.Certo è l'HP, però leggiamo un estratto:Domani subito dopo pranzo andrà in scena l'ultimo vertice a Palazzo Chigi [..] Al momento né Di Maio né Salvini hanno intenzione di retrocedere di un millimetroVedremo cosa accade da qui a domani. Senza cedere a inopportuni ottimismi ma mi sembra che il gioco, che certo può anche finire male se non peggio, non sia ancora concluso.Giovanni

  2. Anonimo dice:

    E Tria resiste su 1.8%-1.9% massimo ricorrendo al solito armamentario (spread, rating, ecc). L'accordo si farà? Solo se si piegano.Intanto gli sfollati si dicono pronti a protestare sotto casa di Grillo. Il nodo è venuto al pettine. O si impuntano ora o mai più.Giovanni

  3. Anonimo dice:

    Cioè? Non tutti sappiamo il crucchese

  4. Anonimo dice:

    Cioè? Non tutti sappiamo il crucchese

  5. Simone ArticoloUno Boemio dice:

    Adesso ci mettiamo anche a giustificarli?Il potere di mandare a fare in culo troika e crimali vari ce l'hanno eccome, ma non sanno / vogliono usarlo.Tutto come da copione. E intanto la "Grecia" si avvicina

  6. Simone ArticoloUno Boemio dice:

    Adesso ci mettiamo anche a giustificarli?Il potere di mandare a fare in culo troika e crimali vari ce l'hanno eccome, ma non sanno / vogliono usarlo.Tutto come da copione. E intanto la "Grecia" si avvicina

  7. Piemme dice:

    caro Boemio,tu dai per scontato che "la Grecia si avvicina", ovvero che Di Maio e Salvini faranno la fine di Tsipras.Non porti tuttavia alcun argomento che possa sostenere la tua certezza.Noi abbiamo sempre detto, sin dalla formazione del governo Conte che tre e solo tre erano le strade: (1) capitolazione alla Tsipras; (2) un compromesso temporaneo (parliamo della legge di bilancio) con i poteri oligarchjci ed eurocratici; (3) Rottura con essi nel caso i due tengano la schiena diritta.Chiunque abbia sale in zucca (ma sono rimasti in pochi tra i cosiddetti "sovranisti") si augurano la terza. Noi ce l'auguriamo, e se la terranno dritta meriteranno di essere sostenuti (senza con ciò appiattirsi o diventare codisti)Prima di emettere sentenza di cassazione, ricorda, c'è il primo grado e poi l'appello.Piemme

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