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CHE FARANNO ORA DI MAIO E SALVINI? di Piemme

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[ 6 ottobre 2018 ]

Il governo non aveva fatto in tempo ad inviare a Bruxelles la Nota di aggiornamento al Def che fulminea è arrivata la risposta:

«I target di bilancio rivisti sembrano, ad una prima vista, puntare ad una deviazione significativa dal percorso raccomandato dal Consiglio. Questa è una fonte di seria preoccupazione”: lo scrivono i commissari Moscovici e Dombrovskis nella lettera all’Italia, chiedendo alle autorità di “assicurare che la bozza di legge di stabilità sarà in linea con le regole comuni di bilancio».

Tradotto: secco no della Commissione al Def per cui, o verranno apportate modifiche profonde con una Legge di bilancio gradita a lorisgnori, oppure l’Italia verrà spinta nell’abisso.

Nel frattempo il solitamente informato Alessandro De Angelis scrive sull’Huffington Post che con le visite di Draghi (Bce) e Visco (Bankitalia) a Mattarella, si sarebbe costituito un “informale comitato di responsabili della crisi”. La qual cosa ha tutta l’aria di essere un’apripista della troika.

Vedremo. Resta che la risposta di Bruxelles è un avviso di guerra a Di Maio e Salvini: o vi piegate ai nostri diktat oppure sarà scontro frontale. 

Questa vicenda mostra subito due cose: (1) che viene delusa la speranza del governo giallo-verde di addivenire ad un compromesso onorevole con Bruxelles e quindi, (2) che per il nostro Paese non c’è possibilità di svolgere politiche sovrane dentro la gabbia dell’Unione.

L’obbiettivo tattico dell’eurocrazia è chiaro: sottoporre il governo a tali e tante pressioni da costringerlo a rimodulare Def e Legge di bilancio, ovvero a compiere gesto di sottomissione. Le armi a disposizione dell’eurocrazia sono diverse, sono quelle già usate per portare Monti al governo nel 2011 e quelle scagliate contro il popolo greco. Il nemico dispone non solo dell’appoggio del Pd e di Fi, non solo della sua Quinta colonna in seno al governo; ha dalla sua Mattarella che minaccia di non firmare né questo Def né tantomeno una Legge di bilancio ad esso ostile.

Si può capire la fermezza di Bruxelles: è in gioco la vita o la morte dell’Unione europea. Tanto più in un contesto geopolitico segnato dal conflitto aspro con gli Stati Uniti di Trump, il quale, contrariamente a quanto fece Obama sulla vicenda greca, non pare interverrà per salvare l’euro-Germania. Si avvera ciò che da tempo avevamo previsto, che l’Italia è il campo di battaglia e la posta in palio, assieme alla sua sovranità, c’è il destino dell’euro e della moneta unica.

Che faranno dunque Di Maio e Salvini? Accetteranno di mettersi in ginocchio sacrificando l’Italia e se stessi o resisteranno? Per resistere (e vincere) hanno una sola arma, fare leva sul grande consenso di cui godono chiamando il popolo lavoratore ad una grande mobilitazione in difesa dell’interesse e della sovranità nazionali. In caso contrario saranno travolti e con essi l’Italia. 

Non dev’esserci dubbio, in caso di guerra, quale lato della barricata sceglierà la SINISTRA PATRIOTTICA.

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8 pensieri su “CHE FARANNO ORA DI MAIO E SALVINI? di Piemme”

  1. Anonimo dice:

    La domanda sembra un po retorica. Non ha importanza cosa faranno Salvini e Di Maio. Certamente non possiamo aspettarci da una forza populista centrista M5 stelle e di destra la Lega, niente di piu' niente di meno di quello che stanno facendo o non… faranno.Il punto e' che faremo noi per costruire una sinistra populista, sovranista ed anticapitalista? Speriamo di non ridurci tra un convegno ed un dibattito ad aspettare Godot!

  2. Redazione SollevAzione dice:

    caro Anonimochiedi "che faremo noi per costruire una sinistra populista, sovranista ed anticapitalista? Speriamo di non ridurci tra un convegno ed un dibattito ad aspettare Godot!"Intanto facciamo un convegno, quello del 13 a Roma,che, a guardarci attorno, è la sola occasione di confronto serio per tentare di raggruppare nuove e più consistenti forze soggettive.E il convegno serve appunto a dire, ti sembrasse poco, che noi ci siamo, e che lavoriamo affinché non si aspetti Godot e la sinistra patriottica scenda in campo.Poi come P101, dove siamo, agiamo senza sosta nella stessa direzione.Sappiamo che ci vorrebbe molto di più, ma con le nostre modeste forze, di più non possiamo fare.La domanda che ci rivolgi dovresti porla ad altri…Morale: anche tu aiutaci e non stare alla finestra!

  3. Carmine dice:

    Chiamando il popolo lavoratore ad una grande mobilitazione in difesa dell'interesse e della sovranità nazionali. Ma chi Di Maio e Salvini? Vuol dire che ancora non si è capito di che pasta sono fatti, come non si è capita la natura di Lega e M5 stelle.

  4. Anonimo dice:

    La natura della di lega ed M5S da queste parti la si è compresa benissimo. Ci si sta muovendo nell'ipotesi che le circostanze potrebbero forse obbligarceli a questo passo. Chi fa politica non può esimersi dal fare ipotesi e muoversi di conseguenza.Quindi si cerca di star dentro i possibili sviluppi magari facendo entrismo ed adeguando di conseguenza la propria comunicazione propagandistica. Chi fa politica non può fare a meno di far propaganda.Poi può andar bene come può andar male, ma se si sta fuori è praticamente certo che andrà male. Ciascuno si regoli pure come crede.

  5. Anonimo dice:

    Sono l'anonimo delle 12,53, innanzi tutto grazie per la pubblicazione del commento. La mia non voleva essere una provocazione. Mi chiedo solo da quanti anni prima come sinistra no euro, poi come CLN, adesso come sinistra patriottica organizziamo incontri, dibattiti, convegni? Dobbiamo chiederci perche' stentiamo? Perche' le uniche scissioni del M5Stelle sono andate a destra? Perche' Bagnai, Barra Caracciolo hanno scelto altri lidi ? Perche' Fassina e Dattorre non rompono con Leu? Questi tempi quando maturano? mai? Quando saremo tutti morti? Una risposta parziale e' nelle specificita' territoriali. P 101 fa bene ad indicare una linea nazionale, ma e' sui territori che si gioca la partita. Scegliere un sindacato di riferimento, avere un approccio critico tattico per es con Potere al Popolo potrebbe farci uscire dall'isolamento politico al quale saremo condannati se non crescera' questa benedetta sinistra patriottica

  6. gengiss dice:

    Il rapporto decifit / Pil al 2,4 % non è molto diverso da quello degli anni precedenti, che è passato dal 2,6 al 2,3 %… Se poi aggiungiamo che per gli interessi paghiamo circa un 3,8%, quindi è comunque una manovra non espansiva ma di austerità come le precedenti… non si capisce il senso di questo scontro governo / Europa: è più che altro un gesto simbolico di disobbedienza https://coniarerivolta.org/2018/09/13/guida-al-dibattito-sulla-finanziaria-un-ridicolo-balletto-tra-europa-e-pagliacci-al-governo/

  7. Luciano dice:

    È voi sinistrati di che pasta siete fatti?Alla Soros,alla Saviano o all'antifascista alla Macron?

  8. gaetano apicella dice:

    Che fare? Guarda un po', gira e rigira, dove si ritorna….Le soggettività politiche di sinistra e patriottichepienamente o quasi pienamente coscienti e consapevolisono sparute e sparse.La novità è che il terreno sociale diventa fertile. Discutendo con le persone normali, cioè non politicizzate (99% degli italiani),non ti senti e non vieni più trattato come un alieno.Sembra, cioè, possibile immaginare sviluppi futuriin cui la sinistra patriottica potrà lottare per l'egemoniae crescere.Ma abbandonerei l'illusione di crescere mediante l'aggregazione dipezzi di vecchia politica (ancorchè collocati alla sinistra del teatrino).Chi oggi si abbandona all'abbraccio delle oligarchie euriste è perso.Individualmente potrà ricomparire nel futuro dopo un sostanziale maquillagema oggi si perde tempo: la contrapposizione rossobruni Vs rossoidioti nonvede margini di ricomposizione.

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