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I ROMANI? SUDDITI NON CITTADINI di Marina Minicuci

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[ 24 ottobre 2018 ]

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

L’apocalisse è alle porte, inizierà da Roma?
Roma, scala mobile impazzita: accelera e cede VIDEO

Faccio bene io ad avere una certa diffidenza ad andare in metro a Roma, non mi fido dei romani!


Alle scale mobili non ci avevo mai pensato, ma a incidenti sottoterra dovuti all’incuria e all’incoscienza degli operatori ci penso spesso e se posso sto lontana dalla metro.
E l’oca del campidoglio (Raggi) dice che i russi saltavano sulla scala mobile! Faccia da sberle.

Gli autobus, quando raramente passano o non sono in sciopero (quasi ogni venerdì) qualche volta bruciano e spesso fanno inquietanti rumori di ferraglia arrugginita.

Se, potendo, usi la bici o le gambe non devi distrarti un attimo, nemmeno un istante sennò ti ammazzano anche se sei sulle strisce e attraversi col verde. I motociclisti sono talmente avventati che sbucano all’improvviso da dietro un autobus, superando a destra.
E dunque tutti in macchina ad ucciderci, e uccidere il pianeta. con le emissioni di gas nocivi.

In giro non vedi che cumuli di spazzatura putrescente e una puzza da latrina ovunque, topi lunghi mezzo metro, gabbiani che assalgono le persone. Davanti a me l’altro ieri a un turista ai fori un gabbiano famelico ha rubato il panino (ma con tutta la spazzatura che c’è in giro, come mai assalgono le persone?). Non avete idea la fifa. Niccolò anni fa ci voleva fare un film, tipo gli uccelli di Hitchcok. Per non dire dei cinghiali.

E poi le buche, altro che buche, trafori, alberi marci sul punto di abbattersi su qualche malcapitato, cornicioni pericolanti, idioti impuniti che mettono vasi sui balconi senza protezione, esposti a una raffica di vento più forte delle altre.

La maggior parte dei romani è priva di senso civico, arroganti, cinici, rozzi, menefreghisti e impuniti. Irridono il potere ma poi son sempre pronti a genuflettersi per avere prebende, intrallazzarsi con i “potenti”. Manca la dignità, la schiena dritta.

Prima di Roma, io ho avuto la fortuna (adesso mi rendo conto) di vivere sempre in città popolate da cittadini: i romani non lo sono, sono sudditi. Penso gli derivi dallo Stato Vaticano. Leggetevi Fanon sugli schiavi e vedete un po’ se non ce li ritrovate. Questo comporta che non ci sia controllo sociale, quasi nessuno che ti appoggi quando pretendi vengano rispettate le regole di civile convivenza. Stanno zitti. Ma il silenzio è complice.

Hanno il classico atteggiamento dei sudditi che è il cinismo, lo scherno e il dileggio del potere e contemporaneamente non fare nulla personalmente per cambiare le cose: inutile differenziare la spazzatura intanto poi mettono tutto insieme, perché dovrei rispettare gli orari per gettarla nei cassonetti se pago l’ama, non spetta a me pulire il marciapiede davanti al mio negozio pago la bolletta dell’ama…

Ho detto, un giorno, a una consigliera dei 5stelle al Comune parlando del quartiere di Trastevere: perché non suggerite ai negozianti di spazzare il metro quadro davanti al loro negozio. Mi ha risposto ” eh sì brava, così poi pretendono di farci quel che vogliono con quello spazio, ti dicono che è loro e non più del comune!” Conosce i suoi polli, evidentemente.

Una mia amica, Stefania, da mesi, la domenica mattina spazza la sua via. Qualcuno si ferma, qualcuno promette di darle una mano la domenica successiva ma ad oggi nessuno, è sempre lì da sola a spazzare. Quelli che non se ne fregano e non pensano “staranno a girà’ un firm”, si vergognano a prendere in mano una scopa e occuparsi dello spazio comune abbandonato all’incuria. E non si vergognano di vedere la loro città ridotta a una cloaca come questa!? Tiri a lucido la casa e lo spazio comune lo imbratti senza riguardo.
Siccome è di tutti, non è di nessuno. La città è tua, tu sei la tua città.

La bellezza di questa città non basta, non basta più, è una città mortifera per il degrado ma anche per l’umore su cui ciò influisce moltissimo. Influisce sull’umore, sulla salute, sull’economia. Non vedo un futuro decente qui. L’amministrazione sembra pessima, ma gli indigeni non accennano a un moto di dignità, ad alzare la testa.

Scusate lo sfogo e mi scusino i romani, quei pochi che conosco e naturalmente non sono così.

E’ una questione di proporzioni. La questione è tutta lì. Se la maggior parte delle persone si sente “cittadina” di un luogo opera un controllo sociale che impedisce anche a buona parte dei maleducati di esprimersi. Al contrario, se la maggior parte degli abitanti sono della
tipologia “sudditi”, sovrastano e prevaricano gli altri.

Se volete far girare, credo che farebbe bene ai romani leggere queste righe e darse na’ mossa perché così il futuro che li aspetta è davvero tragico. E’ già un incubo vivere qua. Non vi sto ad enumerare cosa può accadere qui nei prossimi anni e decenni, lascio alla vostra fantasia.

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5 pensieri su “I ROMANI? SUDDITI NON CITTADINI di Marina Minicuci”

  1. Anonimo dice:

    Sono sempre stato dell'idea che fu un errore fare di Roma la capitale. Nulla ha da insegnare. Ed io a Roma ho vissuto. A Roma si sente come puzza la politica. A Roma c'è la più famosa multinazionale del crimine.Se dovremo avere una capitale sarà il caso di rifarla tutta nuova come fecero i brasiliani, oppure scegliere Cagliari che mi pare molto più civile di tante altre città italiane che vanno per la maggiore.Mnalio padovan

  2. Luca Tonelli dice:

    Roma ormai è una città a livelli da est europa.Tolto il patrimonio artistico, siamo tranquillamente a livelli da Bucharest per servizi sporcizia incuria traffico infrastrutture povertà dei lavoratori e disparità ricchi e poveri.

  3. Luca Tonelli dice:

    Roma va dritta verso il terzo mondo.

  4. Anonimo dice:

    "Scusate lo sfogo e mi scusino i romani, quei pochi che conosco e naturalmente non sono così".Non sono romano (ma "quasi milanese": di Cremona), ma non ti perdono affatto questi pregiudizi pararazzistici (e tutti i razzisti hanno sempre qualche amico o conoscente che costituirebbe la pretesa "eccezione che confermerebbe la -pretesa- regola": al pessimo Umberto Bossi si può attribuire a buon diritto il merito -fra tante colpe gravi- di avere coniato il neologismo "badante", allorché per difendersi dalla sacrosanta accusa di razzismo in un talk show televisivo disse che non ce l' aveva su con le "badanti" extracomunitarie che accudivano onestamente i nostri vecchietti italiani -o forse settentrionali; non ricordo bene: allora i meridionali non erano ancora stati promossi fra gli "Ariani"- ma "solo" con tutti gli altri extracomunitari notoriamente delinquenti.Ciò che dici di Roma e dei Romani in misura maggiore o minore (comunque dipendente da circostanze ambientali acquisite e non congenite) si può dire di qualsiasi altra città italiana ed estera e dei rispettivi abitanti.G.B.

  5. marina minicuci dice:

    mi interessa quello che dici, se in me si annida una razzista o pararazzista val pena che lo scopra. se vuoi mi puoi scrivere a marina.minicuci@gmail.com ciao

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