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LA LEGA E L’INCHINO DI GIORGETTI di Piemme

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[ 16 ottobre 2018 ]

Sabato scorso a Milano c’è stato un incontro promosso da Fratelli d’Italia. In quella sede Giorgetti ha fatto delle dichiarazioni che hanno seminato il panico tra i berlusconiani. “Giorgetti conferma l’Opa della Lega su Forza Italia”; “allora è vero, ci vuole morti”; “Dà per finito il centro destra”; “l’alleanza coi grillini è oramai stabile”.

Ma cosa avrebbe detto Giorgetti? Lo riporta fedelmente Il Giornale di Sallusti. Due le frasi salienti. Sentiamo la Prima:

«Stiamo vivendo una frattura storica, le nuove categorie non saranno più quelle classiche del passato, destra e sinistra Chi dovrà interpretare questo cambiamento sarà un soggetto populista e sovranista».

La seconda; questo cambiamento della politica

«… richiede un leader che lo sappia interpretare e  Matteo Salvini c’è già riuscito benissimo. M’inchino alla sua bravura… ha fatto una cosa molto semplice: ha sdoganato la destra. Oggi la gente non si dice più di centro-destra ma di destra e grazie a lui al popolo della destra è stata data una leadership; la gente lo segue, lo apprezza, lo ha votato e vorrebbe votarlo di più. Quando c’era Berlusconi era lui a saper interpretare la destra e ad intercettare il consenso. Oggi la fa Salvini».

Qui, sarò accusato di dietrologia, non c’è solo l’Opa della Lega sul mondo belusconiano in pieno disfacimento, qui c’è l’Opa di Giorgetti su Matteo Salvini; ovvero una certa e potente borghesia padana e nordista, in una delicata fase di passaggio da cui emergeranno i futuri assetti di comando della Repubblica, tenta di usare il taxi di Salvini per impossessarsi di ulteriori quote di potere statale. Poi magari, un giorno scenderà dal taxi e tenterà di fare a meno del populista Salvini.

Detto questo il discorso di Giorgetti è illuminante: la Lega salviniana dovrebbe porsi come partito egemone nel campo della classe dominante, cioè come un organico partito di destra. Col che Giorgetti ci fa capire che se la forma è populista la sostanza deve restare liberal-liberista, poiché egli sa bene che la grande borghesia diffida di certa radicalità populistica. In altre parole il Giorgetti lascia intendere che quella populista è una modalità temporanea, il veicolo momentaneo per dare vita a quel partito liberale di massa che la borghesia italiana non ha più avuto dopo la fase giolittiana.

Notate infatti la stridente contraddizione tra la prima affermazione e la seconda, e quanto poco il nostro consideri il populismo un’opzione strategica. Nella prima butta lì, in modo che più banale non si può,  il discorsetto trito e ritrito che sarebbero saltate le “vecchia categorie di destra e sinistra”,; poi subito dopo, “inchinandosi” a Salvini ci dice che lui “ha fatto una cosa molto semplice: ha sdoganato la destra. Oggi la gente non si dice più di centro-destra ma di destra e grazie a lui al popolo della destra è stata data una leadership”.

Non è dato sapere come davvero evolverà la Lega, se essa finirà per fungere da veicolo per la grande borghesia nordista, o se invece si consoliderà come partito populista della piccola borghesia. I prossimi anni ci daranno la risposta.


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7 pensieri su “LA LEGA E L’INCHINO DI GIORGETTI di Piemme”

  1. Anonimo dice:

    Questo è il commento che nessuno ha il coraggio di pubblicare.Forse perché secondo certi ipocriti non c'è più destra e sinistra, io rimango di sinistra; attendo con fiducia relativa, dato che ho 82 anni, il momento in cui qualcuno comincerà a sparare e altri si aggiungeranno finché il sangue scorrerà sulle strade e ricominceremo con la sinistra veramente intesa.Ecco ciò che si dice sinistra:“In Italia, i 5 decimi della parte inferiore della scala, cioè la metà della popolazione, posseggono in tutto soltanto il 10% della ricchezza nazionale, mentre il decimo più ricco detiene, da solo, circa il 50%di essa. Il nostro paese si distingue inoltre per il numero insolitamente elevato dei milionari in dollari,quelli al vertice della piramide. Essi rappresentano ben il 6% del totale mondo, un punto in più a paragone di Francia e Germania. Tale quota corrisponde a 1,5 milioni d'individui sui 24,2 al vertice. Il che induce a far qualche rozzo calcolo. Se il patrimonio di questi individui “ad alto valore netto”, di cui 1 milione di dollari è il limite inferiore ma l'entità media è considerevolmente più alta, fosse statoassoggettato a una risibile patrimoniale permanente di 3000 euro in media, si sarebbero raccolti 4,5 miliardi l'anno. Una cifra grosso modo equivalente ai tagli della pensione dei lavoratori dipendenti decisi dal neo governo Monti nel dicembre 2011.” Luciano Gallino La lotta di classe dopo la lotta di classe (2012)Manlio Padovan

  2. Luca Tonelli dice:

    Esistono molti ma molti più ricchi in Francia e Germania.Sti dati sono esilaranti

  3. Anonimo dice:

    Scusate, ma non nacque cosi' anche il fascismo? Le parole di giorgetti mi ricordano questo. Se l'attuale governo e' un populismo di centro destra e noi siamo populisti di sinistra perche' dovremmo sostenerlo? Rischiamo di lavorare per il Re di Prussia. La sinistra patriottica non puo' diventare la secolarizzazione gradualista del socialismo. La parola d'ordine e' "fuori dall'euro senza se e senza ma". Mi pare ormai che ne la lega (soprattutto la lega, che e' molto europeista), ne il movimento 5 stelle sposino e abbiano sposato questa rivendicazione.

  4. RobertoG dice:

    Io la vedo dal punto di vista dei rapporti di forza mondiali all'interno dei quali l'Italia è inserita. Essa fa parte dell'impero americano dove attualmente è in corso la guerra civile tra la fazione cosiddetta populista trumpiana e quella della banda Clinton e dei vari personaggi alla Soros, Gates ecc. La prima tendenzialmente nazionalista ed isolazionista, la seconda mondialista. La prima esplicitamente reazionaria, la seconda anch'essa reazionaria ma con una sverniciata esteriore di progressismo tanto per attirare le simpatie del sinistrume più boccalone e demenziale.La lega di Salvini fa sicuramente riferimento all'ala trumpiana ed almeno in parte anche i 5 stelle. Dato che siamo uno stato vassallo i nostri partiti evolveranno secondo le risultanze della guerra in corso nello stato padrone.

  5. Anonimo dice:

    Ieri il governo ha deciso che il Tap si farà. Da oggi io passo all'opposizione

  6. Anonimo dice:

    I dati da me riportati (tra virgolette) sono del professor Gallino. Mi pareva chiaro.Manlio Padovan

  7. Piemme dice:

    (1) Passiamo all'opposizione per il Tap?Ciò anche nel caso il governo tenga duro sulla finanziaria e si apra lo scontro don le oligarchie euriste?Che ti devo dire, dissento radicalmente. Nella gerarchia dei fattori la partita strategica da cui tutto dipende non si gioca sul Tap ma è quella se siamo sovrani, quindi con Berlino, Parigi e Bruxelles. (2) Noi populisti di sinistra perché appoggiamo quello di destra?Fino a prova contraria la forza principale del governo è il M5S, che non è certo una forza politica e sociale di destra. ABbiamo una coalizione tra due populismi ed è bene non fare di tutt'erba un fascio. E anche ammesso che il campo populista sia egemonizzato dalla Lega quale sarebbe la tattica per contrastare questa egemonia? Passare nel campo anti-populista? Si deve stare nel campo populista, dove pulsa la parte più ribelle del Paese, che dall'altra parte c'è piddinia, e li lanciare la sfida per l'egemonia. Mi permetto infine di ricordare che quando il fascismo mussoliniano, dopo il 1920, gettò la maschera diventando soldataglia irregolare al servizio del regime liberal-monarchico, subì la scissione e nacquero gli Arditi del Popolo, che occuparono la prima line anella lotta alle squadracce.Ma questa non vuol essere un'analogia (figurarsi se Giorgetti è fascista!), solo per dire che quando nel campo populista ci sono forze ribelli, si deve tentare di portarle dalla nostra parte.

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