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FACCIAMO FINTA CHE SALVINI… di Sandokan

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[ 20 novembre 2018 ]

Il 5 ottobre scorso, il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, è entrato in vigore il Decreto legge 113/2018, il cosiddetto decreto Salvini sulla sicurezza. [QUI il giudizio generale negativo di P101, Ndr].


Tra le altre porcherie viene reintrodotto il reato di blocco stradale (che era stato depenalizzato nel 1999), sanzionato, se il fatto è commesso da più persone, con la pena della reclusione da 2 a 12 anni (fino a 12 anni di galera!!). Una pena ben più alta di quelle previste per reati che sono considerati dal senso comune sicuramente più gravi.

“Basti pensare che per i partecipanti ad un’associazione per delinquere il nostro codice penale prevede sanzioni da 1 a 5 anni di reclusione, per i capi e promotori da 3 a 7, per un attentato ad impianti di pubblica utilità da 1 a 4, per l’adulterazione di cose in danno della pubblica salute da 1 a 5. Il massimo edittale di 12 anni, indicato nel nuovo reato di blocco stradale è uguale a quello di chi recluta o induce alla prostituzione dei minorenni o di chi commette violenza sessuale contro un minore di 14 anni o di chi compie violenza sessuale di gruppo. E’ più alto di quello del reato di sequestro di persona, della rapina semplice, della violenza sessuale su un adulto.” 


Una misura, insomma, assurda e irragionevole, prima ancora che fortemente repressiva del conflitto sociale. Fatto sta che essa simboleggia la ratio sicuritaria del decreto e la mentalità sbirresca di chi lo ha proposto.Per questo insigni giuristi ritengono che il Decreto, violando l’Art. 27 — «L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato» — sia del tutto incostituzionale.
Mi auguro, Salvini se ne faccia una ragione, che prima ancora della Corte costituzionale esso venga bocciato dal parlamento, o quanto meno fortemente emendato. 

Per capire quanto suddetto Decreto sia antidemocratico, antipopolare e assurdo basta spostarci in Francia. 

Da giorni il paese è paralizzato dal movimento spontaneo dei Gilet gialli. Non si tratta di quattro scalmanati ma di un’autentica rivolta di popolo contro Macron e le sue politiche austeritarie — il che è una bella pezza d’appoggio al governo italiano che sta, giustamente, resistendo alla Commissione europea che ci chiede di continuare sulla strada fallimentare dell’austerità. Parlano i numeri forniti dalle autorità d’Oltralpe: centinaia di blocchi stradali, quasi trecentomila cittadini coinvolti.

Facciamo finta che Salvini sia il Ministro dell’interno francese: farebbe arrestare trecentomila cittadini giustamente incazzati? Per farlo non basterebbero, com’è evidente, le forze di polizia, e forse nemmeno se fosse mobilitato, come in una guerra civile, tutto l’esercito francese. E dove poi li metterebbe trecentomila carcerati? In nazisti campi di concentramento?
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3 pensieri su “FACCIAMO FINTA CHE SALVINI… di Sandokan”

  1. Anonimo dice:

    Quindi, se scendo in strada per sostenere il governo e protestare contro l'euro-pa il ministro dell'interiora mi applicherà il "dura lex, sed lex"? Sandiokan, male che vada saremo dalla stessa parte, delle sbarre.francesco

  2. Anonimo dice:

    Come dire che se, una volta approvata questa nequizia, si effettuassero giuste proteste in strada contro iniqui provvedimenti inflitti dalla UE, Salvini provvederebbe ad arrestare decine di migliaia di manifestanti.sono stupidi e masochisti, altro che gli alfieri del cambiamento.

  3. Anonimo dice:

    Il segno politico a favore dello status quo "padronale" di parte leghista è noto da decenni. Larghe fasce di popolazione sembrano appoggiare questi servi dei "padroncini", a sentire i sondaggi, siamo quindi impiccati all'albero dell'immigrazione, l'altro 99% dei problemi rimangono intonsi, se non si cerca di peggiorarli (ad esempio il federalismo sanitario in salsa leghista, che serve solo a dividere il paese ancora di più, e li chiamano sovranisti). Se poi all'opposizione ci sarà un Minniti come riferimento, saremo riminchioniti dalla propaganda securitaria da tutte le parti. Saluti, Carlo.

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