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UN ALTRO MOSTRO A FOLIGNO?

[ 23 febbraio 2019 ]

«Esprimiamo la nostra più sincera solidarietà a Mauro Bocci, il maestro elementare, padre di due figli, precario nella scuola elementare di Foligno Monte Cervino, sottoposto ad un indegno linciaggio mediatico a causa di una vera e propria fake news, e malgrado ciò “sospeso a titolo cautelativo per incompatibilità ambientale” —ovvero gettato in mezzo ad una strada.

A scatenare il “dagli all’untore” dei social, dei media e della “santa inquisizione” della ex-sinistra sarebbe stata una lezione con cui Mauro spiegava agli alunni quanta crudeltà ci sia stata nella la Shoa e quanto inaccettabile sia il razzismo.

Ammesso e non concesso che la modalità didattica adottata da Mauro Bocci fosse inappropriata, la sua sospensione dal lavoro è un atto gravissimo, come inaudita risulta essere l’accusa di aver compiuto “atti persecutori, maltrattamenti e violenza privata”.

Per questo, oltre a chiedere che Mauro Bocci venga immediatamente reintegrato al suo posto di lavoro, esprimiamo la nostra indignazione per la caccia alle streghe mediatica, montata ad arte per criminalizzare una persona che chi conosce considera in perfetta buona fede.

Denunciamo la diabolica regia che ha voluto far passare una lezione scolastica per un crimine ed una brava persona come il nuovo “mostro di Foligno”.

Programma 101 – sezione Foligno

23 febbraio 2019

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PASTORI SARDI: ULTIM’ORA

[ 23 febbraio 2019 ]

Dopo il flop del tavolo di trattativa al Ministero, anzitutto per l’assenza delle aziende casearie, i pastori hanno emesso un comunicato che così si conclude:

«Se gli industriali dovessero continuare a snobbare i tavoli di confronto, ci troveremo costretti a chiedere l’annullamento dei contratti in essere per la palese violazione dell’Art. 62 , comma 2 del D.L. n. 1 /2012 che vieta qualsiasi comportamento del contraente che, abusando della propria maggior forza commerciale, imponga condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, ivi compresi , prezzi particolarmente iniqui o palesemente al di sotto dei costi di produzione».

Sembra dunque passata, tra i pastori, la “linea morbida”: negoziato a oltranza e cessazione dei blocchi per consentire il regolare svolgimento delle elezioni regionali di domani.

In questo senso sembra andare l’annullamento dell’assemblea generale a Tramatza, prevista per oggi, sabato 23 febbraio, assemblea che avrebbe dovuto confermare la più clamorosa delle forme di protesta: i picchetti davanti ai seggi.

Vedremo nelle prossime ore se questa tregua verrà rispettata da tutti i pastori.

Certo quella del blocco delle elezioni pareva una modalità tanto clamorosa quanto velleitaria. Sarebbe stata la prima volta nella storia della Repubblica italiana, un gesto che avrebbe dato il destro al Ministero degli interni per adottare la linea dura della repressione. Arresti, tafferugli, denunce in massa… Il tutto avrebbero innescato un innalzamento del conflitto col rischio grandissimo dell’isolamento dei reparti più combattivi dei pastori e quindi la sconfitta del movimento.

Scriveva l’altro ieri Mariano Ferro (leader dei Forconi siciliani e da sempre in stretto contatto col Movimento dei Pastori Sardi di Felice Floris [nella foto] — oggi a capo dell’ASPI:

«Se da qui a Sabato sera non si approda ad un accordo, alla Sardegna, ai Sardi, ai Pastori, A TUTTI gli aventi diritto al voto non rimane che un’arma : disertare le urne. NON E’ PIU’ SOLO LA VICENDA DEI PASTORI. E NON E’ PIU’ NEMMENO UNA VICENDA CHE RIGUARDA SOLO LA SARDEGNA. E’ UNA VICENDA CHE APPARTIENE A TUTTA L’AGRICOLTURA ITALIANA».

Chiamare i sardi a disertare le urne come forma attiva, dura ma pacifica di protesta, ci sembra anche a noi (per quel che vale) la decisione più intelligente e pagante.

Scriviamo nella mattinata di sabato, a poche ore dal voto ma, dopo le roboanti minacce, tutto tace.

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