Browse By

È LA FINE DELL’ITALIA di Nello De Bellis

 232 total views,  2 views today

[ 14 febbraio 2019 ]

«Così la Lega realizzerà il suo obiettivo strategico, tenacemente perseguito per anni ed abilmente dissimulato dal “sovranismo” strumentale che si serve della questione dei migranti, per dissimulare il suo fine occulto. Abile mossa che ricorda quasi il Piano Schlieffen tedesco della I Guerra mondiale».

Nella cartina la macro regione alpina come viene immaginata dagli eurocrati. Frantumare gli stati ed i demos per far decidere tutto… ai mercati

Tra pochi giorni verrà decisa di fatto dal Governo in carica, su forte istanza leghista, la secessione o devoluzione che dir si voglia di tre regioni italiane, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, rispetto al restante territorio nazionale.

Nelle scorse settimane tanto Salvini, quanto il Governatore della Lombardia hanno teso a rassicurare l’opinione pubblica resa finalmente inquieta dalle notizie sulla “secessione dei ricchi”, che invece non cambierà nulla, che il gettito dello Stato non muterà e che “gli altri non ci perderanno niente” (Fontana).

Così non è, e allora, verrebbe fatto di chiedere, perché procedere nel senso di un regionalismo sempre più differenziato? La verità è che cambierà la struttura dei servizi pubblici, si produrrà un decisiva distrazione di risorse all’interno del Paese, il diritto di cittadinanza effettiva (diritti e servizi) sarà determinato dall’appartenenza a specifiche aree geografiche e non ad altre.

Ciò che va rimarcato con forza è che a tutt’oggi si ignora persino il testo delle intese che il Governo è pronto a firmare il prossimo 15 febbraio. Un vero e proprio golpe istituzionale! Tali articolati di legge giungono in Parlamento senza che lo stesso abbia modo di discuterli perché non ha avuto neppure la possibilità di conoscerli ed essi andranno soltanto approvati o respinti senza alcuna possibilità di modifica o integrazione.

Una volta approvati non sarà possibile alcuna integrazione o correzione senza il consenso delle regioni coinvolte neppure con referendum. Il profilo del progetto si può evincere dal testo preparatorio firmato con le tre regioni interessate dal governo Gentiloni il 28 febbraio dello scorso anno, a pochi giorni dal voto. Inutile dire che un governo sfiduciato, in carica solo per l’ordinaria amministrazione avrebbe dovuto esimersi senza dubbio da una scelta così impegnativa e avventata, che invece compì nella vana speranza di evitare l’imminente débacle.

Zaia e Erika Stefani ministro agli Affari Regionali

Particolarmente insidioso il riferimento all’art. 4, che dopo un anno dall’entrata in vigore della legge concede alle regioni privilegiate il gettito fiscale adeguato ai “fabbisogni standard”.

In pratica ciò si tradurrà nella possibilità di avere più strutture, più beni, più servizi per i cittadini che vivono in territori con più risorse e maggior imponibile fiscale (che resterà quasi tutto in loco) e la cui percentuale non verrà decisa dal Parlamento ma da commissioni bilaterali Stato-Regioni, cioè da tecnici appartenenti allo stesso schieramento politico, con quale “dialettica democratica”, è facile immaginare.

Così la Lega realizzerà il suo obiettivo strategico, tenacemente perseguito per anni ed abilmente dissimulato dal “sovranismo” strumentale che si serve della questione dei migranti, per dissimulare il suo fine occulto. Abile mossa che ricorda quasi il Piano Schlieffen tedesco della I Guerra mondiale.

L’importanza cruciale delle materie che passeranno dalla competenza dello Stato a quella delle regioni determinerà un inevitabile indebolimento delle istituzioni centrali ed una disfunzione giuridica ed amministrativa che lederà, inutile dirlo, la stessa Costituzione. Mentre la data fatidica (pare slittata al 15 marzo) si avvicina, tacciono tutti coloro che avrebbero interesse a parlare e che verranno inevitabilmente schiacciati dal regionalismo differenziato e secessionistico di Lombardia,Veneto ed Emilia. Continua, interrotto da qualche “voce poco fa” il silenzio (peggio di quello di Nini Rosso…) dei deputati del M5S eletti al Sud che dovrebbero rappresentare i cittadini meridionali, anche perché sulla sola sanità in Campania la decisione governativa inciderà per un taglio di 2 miliardi. Viene da chiedersi, come sempre accade in Italia, dove sono coloro che potrebbero e dovrebbero decidere, ma soprattutto discutere, dibattere, informare su questioni così cruciali da cui dipende il destino di un popolo, di uno Stato, di una nazione.

E invece no, sempre a pensare ad altro, a guardare altrove, ad accapigliarsi sulle “contraddizioni secondarie”, invece che sui problemi dirimenti, salvo quando è ormai troppo tardi inseguire affannosamente i buoi appena scappati dalla stalla.

Da questa vicenda, con le solite lodevoli eccezioni che confermano la regola, non solo esce a pezzi l’intera classe politica italiana, il ceto accademico e il circo Barnum mediatico, ma esce malconcio anche il piccolo e misero mondo del sovranismo italiano.

Quali margini di azione politica vi saranno tra poche settimane, a meno di una clamorosa sterzata a pochi metri dal baratro, in un Paese spaccato a metà, come non accadeva dal 1859 e con una Unione Europea (non dimentichiamolo) saldamente accampata nelle nostre province, come una volta l’Austria asburgica dei tempi di Francesco Giuseppe? <!– /* Font Definitions */ @font-face {font-family:Cambria; panose-1:0 0 0 0 0 0 0 0 0 0; mso-font-alt:"Times New Roman"; mso-font-charset:77; mso-generic-font-family:roman; mso-font-format:other; mso-font-pitch:auto; mso-font-signature:3 0 0 0 1 0;} /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal {mso-style-parent:""; margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:12.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ascii-font-family:Cambria; mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-fareast-font-family:Cambria; mso-fareast-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Cambria; mso-hansi-theme-font:minor-latin; mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; mso-bidi-theme-font:minor-bidi; mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 {size:595.0pt 842.0pt; margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; mso-header-margin:35.4pt; mso-footer-margin:35.4pt; mso-paper-source:0;} div.Section1 {page:Section1;}




Sostieni SOLLEVAZIONE e Programma 101

p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px ‘Lucida Grande’; color: #0433ff} p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px ‘Lucida Grande’} span.s1 {color: #000000} span.s2 {text-decoration: underline}

image_pdfimage_print

9 pensieri su “È LA FINE DELL’ITALIA di Nello De Bellis”

  1. Anonimo dice:

    in teoria è corretta l'analisi.in pratica no, visto che non vi passa per l'anticamera del cervello di criticare la costituzione e l'autonomia a 5 regioni parassitarie e ladre: sicilia,valle,friuli,trentino,sardegna.

  2. Anonimo dice:

    bah.. l'anonimo qui sopra forse non se ne avvede ma rivela una classica mentalità neoliberista.Se non lo capisce gli andrà spiegato.

  3. Anonimo dice:

    Non solo, l’anonimo del primo commento rivela un’ignoranza paurosa.

  4. Luca Tonelli dice:

    Basta guardare i bilanci regionali per confermare la condizione di parassitismo fiscale delle 5 regioni a statuto speciale.Su tutte il trentino….considerata la sua ricchezza.

  5. Luca Tonelli dice:

    La realtà è che un terzo del Paese non può finanziare i servizi essenziali per gli altri due terzi.Non è sostenibile.Quindi i codardi del governo decidano: o ci riprendiamo questo Paese, mandiamo a spendere la UE e investiamo TUTTI I SOLDI che servono per rimettere in piedi anche il Sud…OPPURE chi s è visto s è visto, ognuno per sé e Dio per tutti. Che non si può continuare a stare in un sistema che obbliga 20 milioni di cittadini a finanziare servizi per 60 milioni…40 dei quali non avranno mai un lavoro decente – perché nell UE le cose per l Italia possono solo andare così.

  6. Luca Tonelli dice:

    Per non considerare poi che gli Italiani ad oggi finanziano pure le nuove infrastrutture dell Est Europa tramite i fondi europei.Quindi insomma siamo in un sistema in cui chi abita al sud non può lavorare e chi abita al nord paga le tasse per finanziare tutto tranne che i propri servizi di cui avrebbe bisogno.

  7. Anonimo dice:

    Ed il sussidiario già auspica l'arrivo di Draghi.https://www.ilsussidiario.net/news/politica/2019/2/15/dietro-le-quinte-salvini-prepara-larrivo-di-draghi/1848346/Continuando così gli italiani spaventati dalla secessione lo accoglieranno come un salvatore. Lui poi, comunque si mettano le cose, eseguirà gli ordini USA.Certo non è detto ma chi lo sa.

  8. Legge Mancino n°205 dice:

    Abitando in una delle regioni a Statuto speciale non posso che concordare con Luca Tonelli 07:16Gli Statuti speciali vanno tolti, altro che aumentati.

  9. Giuseppe Serrelli dice:

    Mi domando se i 5 stelle si rendono conto che rischiano l’estinzione, se passa questa ‘riforma’?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *