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IL VOTO DI DOMANI di Sandokan

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[ sabato 25 maggio 2019 ]

UN VOTO CONTRO L’UNIONE EUROPEA


Un po’ tutti adesso convengono su un primo punto: in Italia come in Gran Bretagna le elezioni europee sono quasi come elezioni politiche anticipate. Per questo ciò che verrà fuori dalle urne avrà conseguenze dirette sul governo e gli equilibri politici.

Due e due soli saranno i fattori che potranno avere conseguenze: (1) LA LEGA DI SALVINI (E GIORGETTI) SFONDERÀ LA SOGLIA SIMBOLICA DEL 30%? e (2) CHI ARRIVERÀ SECONDO, M5S O IL PD? 

Tutto il resto è fuffa, avrà valore del tutto secondario.

Walter Veltroni all’Huffington Post…


Si può essere quasi certi che se Salvini supererà il fatidico 30% e l’M5S arriverà dietro il PD, cioè subirà un pesante tracollo, il governo avrà i giorni contati e in autunno potremmo avere elezioni anticipate visto che sia Salvini che il PD vorranno andare all’incasso.

Domandiamoci: a chi conviene che il governo “populista” vada a casa? Conviene alle forze sistemiche, ai pezzi grossi del mondo bancario e industriale, alle cosche eurocratiche, che non vedono l’ora di sbarazzarsi del governo giallo-verde per riportare l’Italia all’ordine —

Quel che dicono i sondaggi…

prima possibile vista l’imminenza della legge di bilancio 2020, che deciderà appunto se l’Italia rientrerà nei ranghi (tornando all’austerità) oppure si attesterà su una posizione di disobbedienza (ancora austerità? no grazie!).

Ecco perché chi considera come criterio fondamentale battere il nemico principale (il blocco eurista dominante) si augura che M5S non subisca un tracollo e che la Lega non sfondi il 30%.

C’è chi pensa che questo ragionamento politico sia troppo complicato, visto che la maggioranza dei cittadini vota invece con “la pancia” e non con la testa.

C’è da augurarsi che per una volta testa e pancia s’incontrino.






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8 pensieri su “IL VOTO DI DOMANI di Sandokan”

  1. RobertoG dice:

    Sì d'accordo, ma qui il problema è che il primo che sembra voler mandare a casa il cosiddetto governo populista ormai sembra Di Maio. Costui ha ormai abbandonato ogni retorica di tipo, diciamo così (visto che il termine è in voga) sovranista o anche soltanto altroeuropeista e si è super istituzionalizzato. Il tempo ormai lo passa ad attaccare e provocare Salvini e, si badi bene, non per i suoi repellenti aspetti reazionari che ci starebbe anche, ma per le sue posizioni critiche (anche se secondo me di tipo elettorale) nei confronti del cosiddetto establishment. Che senso ha quindi appoggiare anche solo tatticamente un movimento per mantenere in vita un governo quando il leader di quello stesso movimento sembra essere il primo a volerlo liquidare? Questo proprio non capisco.

  2. sandokan dice:

    Caro Roberto G "sì d'accordo" un fico secco.ma da quali strani segnali spaziali deduci che Di Maio voglia mandare a casa il governo, ovvero autoaffondarsi?davvero, per quanto mi sforzi, la tua illazione mi sembra strampalata assai

  3. RobertoG dice:

    Fai un po' di violenza a te stesso, come faccio io, e ascolta i telegiornali

  4. Anonimo dice:

    1) Salvini sa benissimo che il suo consenso è dovuto in buona parte al governo che sostiene: e sa bene che con Berlusconi lo perderebbe immediatamente.2) Votare dei proUE alle europee? Ma stiamo scherzando?

  5. Anonimo dice:

    Gli indecisi possono fare la differenza.Il M5S può attingere pienamente dal suo bacino potenzialesolo con alta affluenza come accade alle politiche.Gli indecisi devono mettersi in testa che qui rischiamola restaurazione della seconda repubblica.Il sogno dei mascalzoni è sempre stato quello diritornare ai bei tempi del bipolarismo quando se magnavaun pò a destra e un pò a sinistra e difatti in questi 10 mesihanno provato in tutti i modi a pompare la lega per crearelo spauracchio di un nemico forte al quale si vorrebbe contrapporre come baluardo di salvezza il PD.quindi cari indecisi se non volete la riedizione delpopolo delle libertà con berlusconi fini e casinio dell'ulivo con prodi fassino rutelli dovetealzare le chiappe e votare per il terzo polo,l'unico che ha smosso le acque della nefastaplacida tranquillità bipolarista.

  6. Anonimo dice:

    Condivido la sostanza della posizione di P101, quindi quanto ribadito in questo articolo.Un solo punto di divergenza, diciamo così, igienico, voterò per questa TdC di di maio ma tappandomi ben bene il naso.

  7. Anonimo dice:

    Occorre votare senza incertezze per una lista che sia coerentemente contro l'unione europea e l'euro. Il M5s ha ormai abbandonato il campo sovranista istituzionalizzandosi. La Lega è ambigua e insostenibile per chi lotta per il socialismo. A mio parere resta solo l'opzione Partito Comunista, non ne vedo altre

  8. SOLLEVAZIONE dice:

    SUL VOTO AL PC DI RIZZO – Repetita juvantRibadiamo quanto saldamente pensiamo: nel quadro politico dato quello al PC di Rizzo è un voto francamente IMPOLITICO. L’obiezione secondo cui questa indicazione sarebbe motivata da un “coerente percorso antieuropeista” non ci convince affatto. Tralasciando il fatto che nel suo “percorso” Marco Rizzo ha fatto una scissione (1998) pur di continuare ad appoggiare il governo ultraeuropeista e bombardatore della Jugoslavia di D’Alema (1999), e tralasciando pure il suo voto a favore dei Trattati europei nel parlamento di Strasburgo (2005), l’attuale posizione del PC sull’Europa è solo una frase scritta su un foglio di carta e nulla più. Che cos’è infatti una “posizione politica”? Essa è solo l’affermazione di una propria visione, o è anche il punto di partenza dal quale si sviluppano coerenti e concrete iniziative politiche? Se, come ci pare ovvio, la risposta è obbligatoriamente la seconda, quali iniziative ha messo in campo Rizzo per dare gambe al no all’euro e all’UE? La risposta è semplice: nessuna iniziativa, nessun tentativo di aggregazione delle forze, nessuna elaborazione in tal senso. E’ dunque credibile l’antieurismo di Rizzo? A noi pare proprio di no. A noi sembra, al contrario, che il suo antieurismo sia un po’ come quello di Cremaschi. Entrambi dicono no all’euro ed all’UE, ma mentre Cremaschi affoga il suo no nel sinistrismo movimentista che sta rapidamente portando Pap alla deriva; Rizzo lo affoga in un ultra-comunismo nostalgico che andrebbe quantomeno un po’ discusso. L’unica differenza tra i due è che Rizzo vuol essere più “realista” di Cremaschi. Ma dove lo porta il suo “realismo”?Citiamo testualmente Rizzo:«Fare la Brexit anche in Italia. Ma questo passo va fatto superando prima il sistema capitalista e applicando quello socialista, perché altrimenti il sistema ci farebbe a pezzi tra Pil e pareggio di bilancio». [La sfida del comunista Rizzo: «Brexit anche in Italia, ma prima torniamo al socialismo» – Corriere della Sera del 19 aprile 2019]Questa la sua risposta all’intervistatore del Corriere della Sera. Con questa impostazione, non solo si rimanda lo scontro alle calende greche, ma si accredita pure la tesi catastrofista dei dominanti sulla sostanziale “impossibilità” dell’uscita. Un bel regalo a lorsignori.

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