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GENDER X: LO SPARTIACQUE ISLANDESE…

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[ giovedì 27 giugno 2019 ]

Sulla controversa questione del “Gender” ci sono stati su questo blog diversi interventi. Più sotto li elenchiamo. 
 Nel frattempo segnaliamo un corsivo di Luigi Offeddu, pubblicato in sordina (pagina 24) dal Corriere della Sera del 24 giugno. Offeddu ci segnala una inquietante legge appena approvata dal Parlamento islandese. Un provvedimento qualsiasi? ovvio che no. Come segnala il giornalista ci sono di mezzo “il costume sociale, la politica, l’etica, la scienza”. In breve, quella che una volta si chiamava “visione del mondo”. E’ condivisibile la “visione del mondo” di cui il “gender” è solo un travestimento cosmetico?
Ci torneremo su, intanto leggete cosa hanno deciso nella premiata (dal World Economic Forum!) Islanda …
*  *  *

L’AUTONOMIA DI GENERE: NE’ MASCHIO NÉ FEMMINA, IN ISLANDA C’È CHI È “X” 

di Luigi Offeddu 
Né maschio né femmina, ma “X”, marcato sul registro dell’anagrafe: d’ora in poi, come stabilito dall’”Atto per l’autonomia del genere” appena approvato dal Parlamento di Reykyavik, i cittadini islandesi che lo vorranno potranno registrare il proprio sesso “in accordo con le loro esperienze di vita”, senza bisogno di accertamenti e diagnosi mediche per confermare un cambiamento di genere.
“Nessuno meglio del singolo individuo”, questo il principio-base della nuova legge proposta dalla premier Katrine Yakobsdottir, ha infatti il diritto di prendere una simile decisione.
Mentre speciali equipe di medici saranno chiamate a certificare la situazione giuridica di quei neonati venuti al mondo “senza specifiche caratteristiche sessuali”, così da “assicurare il diritto individuale all’immunità fisica”.
In altre parole, la “X” trans gender potrà essere attribuita alla nascita, per lasciare una futura libertà di scelta ai futuri cittadini. Un uomo, poi, potrà avere un nome femminile e una donna viceversa: mentre fino ad ora bisognava avere il permesso di un “comitato nazionale degli appellativi”.
Unica eccezione a queste aperture: i minore di 18 anni dovranno comunque chiedere il parere dei genitori, prima di cambiare il proprio genere all’anagrafe.
Anche per un paese come l’Islanda, che nel 2018è risultata primo nella classifica internazionale dell’Uguaglianza di genere stilata dal World Economic Forum, la nuova legge ha il carattere di uno spartiacque. E riguarda il costume sociale, come la politica, l’etica, la scienza. “Per migliorare i diritti umani di tutti sono necessari coraggio e volontà politica”, ha commentato la Premier. Anche se la realtà ha spesso molti risvolti: secondo una ricerca pubblicata nel 2015 dal Giornale scandinavo della sanità pubblica, fra i giovani gay islandese il rischio di tentato suicidio è 17 volte più alto che fra tutti i loro coetanei.

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