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I SALVINIANI PIÙ PERICOLOSI …

[ martedì 18 giugno 2019 ]

Di salviniani, ove non si fosse ancora capito, ne esistono di due tipi. 

I primi sono gli invasati, quelli che considerano Salvini un santo salvatore della patria.
I più pericolosi sono tuttavia i salviniani di secondo tipo, quelli che si considerano sui acerrimi nemici e lo considerano un diavolo.

Mentre Salvini deve guardarsi dagli invasati e dai leccaculo che si vanno ammucchiando ai suoi piedi, pronti a mollarlo con la stessa facilità con cui ora lo incensano, può invece essere sicuro che l’appoggio dei secondi non solo è certo ma quello che gli assicura la definitiva ascesa al potere.


Di chi si tratta? Non solo dei tecnocrati europei, dei sorosiani alla Emma Bonino, dei piddini. Si tratta del decadente mondo della sinistra radicale che rispetto agli euristi radicalizza l’antisalvinismo in forme parossistiche e, appunto, più radicali.


Angelo Panebianco sul Corriere della Sera di ieri, elencati alcuni clamorosi esempi di come la sinistra piddina e radicale trasformato Salvini nel “male assoluto, afferma come ciò abbia portato e porti acqua proprio al mulino del “male”, chiama questo fenomeno “paradosso”. 

Sarà pure un paradosso ma è la conseguenza del mutamento genetico avvenuto nel campo delle sinistre, di sinistre che abbandonate le proprie radici socialiste e di classe, sono diventate, sotto le mentite spoglie di un umanitarismo simil-cattolico, l’ala radicale del liberalismo democratico e borghese.

Lo avevamo visto ai tempi della crociate anti-berlusconiana, una crociata che ha permesso al cavaliere di restare in sella per un ventennio in alternanza con la cricca del centro-sinistra a guida piddina.

Pensavamo che prima o poi  ci sarebbe stata una sinistra che avrebbe fatto autocritica per essersi arruolata in quella crociata. Questa speranza si è dimostrata un’illusione. Oramai priva di radici e di visione rivoluzionaria, la stessa sinistra radicale, commette lo stesso errore, ma al quadrato visto il contesto del tutto diverso in cui il Paese di dimena.
La morte, non sotto i colpi della repressione “fascio-leghista” ma per consunzione è inevitabile.


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