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INCENERITORI: SÌ O NO? IL CASO DI TERNI di Francesco Santi

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[ domenica 22 dicembre 2019 ]

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il recente parere negativo espresso dalla USL n.2 dell’Umbria ad autorizzare l’inceneritore di ACEA di Terni a bruciare 30.000 tonnellate di rifiuti solidi offre lo spunto per una riflessione di carattere più generale sulla gestione delle tematiche relative all’inquinamento.  

L’argomento è complesso e il caso ILVA di Taranto fornisce l’efficace rappresentazione delle drammatiche contraddizioni legate ad uno sviluppo industriale troppo attento agli interessi economici del capitale e meno agli altri interessi tutelati dall’art. 41 della Costituzione che recita: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.”

La finanziarizzazione dell’economia e la sua disumanizzazione hanno reso la volontà di un profitto rapido assolutamente predominante rispetto alle esigenze sociali, in particolare quelle dei lavoratori e quelle legate ad un ambiente salubre, che necessiterebbero invece del pieno rispetto dell’art. 41.

            Il recente decreto del Ministero della salute del 27 marzo 2019 ha reso operative le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità “Valutazione di Impatto sulla Salute (VIS)”.

     Le innovazioni in esse previste sono molto importanti e in particolare:

1)   Superano definitivamente la separazione fra tutela dell’ambiente e quella della salute, introdotta con il referendum del 1993 che tolse ogni competenza alle USL affidandola al Ministero dell’Ambiente ed operativamente alle Agenzie per la Protezione dell’Ambiente (ARPA). Ora la tematica Salute-Ambiente è stata correttamente ricondotta ad una gestione integrata.


2)   Ribadiscono che la salute è, come definita dalla Organizzazione Mondiale della sanità, uno “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale” e la collocano all’interno di un contesto di fattori che la influenzano (determinanti) indicati in figura 1. Interessante notare come il capitale sociale della comunità sia uno dei fattori che più da vicino condizionano lo stato di salute di una persona, insieme alla situazione economica locale.

3)   Testualmente recitano: “La procedura di VIS, come proposta e promossa dalla Conferenza di Gothenburg, si ispira ai principi di trasparenza, etica, eguaglianza, partecipazione, sostenibilità e democrazia……La procedura di VIS è stata identificata come uno strumento importante per migliorare la salute pubblica, tenendo in considerazione i determinanti socioeconomicidella salute nel promuovere politiche e interventi che possano migliorare l’equitàin salute e ridurre le disuguaglianze in salute”.

Dal punto di vista dei criteri operativi le linee guida prevedono il coinvolgimento, sin dalle fasi iniziali, oltre che di esperti del settore ambientale e sanitario, anche degli attori sociali e, soprattutto, della popolazione che principalmente subirà gli effetti, diretti ed indiretti, positivi e negativi, che l’opera, nel nostro caso l’inceneritore, apporterà al territorio; è inteso che il saldo dovrà essere ovviamente positivo, riducendo al massimo gli effetti negativi e compensandoli con interventi ed iniziative che migliorino lo stato di salute.

Altro punto importante è che dovranno essere resi trasparenti i criteri adottati nella identificazione e nella costruzione degli scenari di esposizione e dei modelli previsionali di rischio per la salute ad essi correlato. Dovranno altresì essere esplicitate le incertezze legate alle stime degli effetti sulla salute e quali sono le fonti scientifiche a cui si è fatto ricorso, in nome della massima trasparenza.

Nella relazione della USL n.2sull’inceneritore dell’ACEA, viene innanzitutto rappresentato l’attuale quadro degli effetti sulla salute dell’inquinamento a Terni, legato al traffico, al riscaldamento ed alle attività industriali. I dati sono preoccupanti sia rispetto alla media delle città italiane che alle altre città umbre, anche se rispetto a 30 altre città industrializzate del nord Terni si trova però in una condizione migliore. Ciò ha indotto la USL 2 alle seguenti conclusioni:  
«A conclusione di questa sintetica revisione dei dati epidemiologici oggi disponibili, si può affermare che le problematiche di salute evidenziate sono già sufficienti per portare a due conseguenze: la realizzazione, in generale, di azioni di miglioramento ambientale da attuare senza indugio e la necessità di non incrementare ulteriormente le fonti inquinati, in particolare le emissioni in atmosfera».
D’altro lato, i dati complessivi di mortalità nel comune ed in provincia di Terni offrono un quadro più rassicurante: nel 2014 Terni era al terzo posto nella graduatoria delle province italiane in termini di riduzione della mortalità evitabile per quanto riguarda gli uomini e nella media italiana per quanto riguarda le donne. Ciò a riprova che le influenze dirette ed indirette sulla salute dei determinanti di cui alla fig. 1 sono molto complesse e che le condizioni socio-economiche di un territorio rivestono un ruolo molto importante. La povertà, in particolare, è un elemento di grande rilievo che, oltre agli ovvi svantaggi che comporta in termini di accessibilità alle cure ed a stili di vita salubri, si correla anche con i maggiori livelli di esposizione all’inquinamento. Le stesse linee guida della VIS sollecitano a valutare lo stato socio-economico della comunità interessata dall’opera che si andrà a costruire usando l’indicatore deprivazione, basato su: % di popolazione con istruzione pari o inferiore alla licenza, elementare (mancato raggiungimento obbligo scolastico), % di popolazione attiva, disoccupata o in cerca di prima occupazione, % di abitazioni occupate in affitto, indice di affollamento (numero di occupanti le abitazioni per 100m2). 


  Per quanto riguarda gli effetti sulla salute dell’inceneritore nella relazione della USL n.2, in base al principio dell’ipotesi peggiore sono stati presi in considerazione i due scenari di esposizione che non è previsto si verifichino nelle normali condizioni di esercizio. La stima è stata espressa in termini di mortalità, di ricoveri ospedalieri per malattie cardiovascolari e respiratorie e di aumento dei tumori che possiamo sintetizzare così:

       – rispetto ad un numero di morti a Terni pari a 1337 l’anno (nel 2016), lo scenario peggiore legato all’attività dell’inceneritore sarebbe di 0,02 morti l’anno (ossia 1 morto in più in 50 anni). a fronte di un numero totale di decessi che si aggirerà sui 60-70mila)

       – per quanto riguarda i tumori, la stima, effettuata con criteri molto cautelativi che potrebbero sovrastimare il dato, sarebbe di circa 7 tumori aggiuntivi in 70 anni per milione, superiore al valore di 1 tumore ritenuto accettabile da vari organismi scientifici ed anche dal d.lg. 152/2006 per quanto riguarda i siti industriali bonificati. Rapportato alla popolazione di Terni, pari a circa 100.000 persone, il rischio incrementale è pari all’incirca ad un tumore in 70 anni. Nello stesso periodo i tumori avuti a Terni si può stimare che saranno attorno ai 60mila.

Questi numeri, in verità non elevati, impongono una riflessione sulla percezione del rischio da parte dei cittadini, che definiremmo “vittime” di un’informazione distorta: come è possibile che contro l’inceneritore a Terni si sia creato un allarme sociale molto elevato, mentre, ad esempio, per il numero di morti e gravi malattie provocato a Terni dalla crisi economica, incomparabilmente più grave, come risulta da uno studio della Bocconi riportato in un nostro precedente articolo, ci sia un assoluto silenzio da parte di istituzioni, partiti, sindacati e comitati di cittadini vari?


La stessa USL n.2 stimola ad una riflessione di questa natura: “Queste conclusioni devono necessariamente essere contestualizzate, in particolare con gli aspetti socio-economici in grado di influenzare lo stato di salute della popolazione.”

Noi riteniamo che sulla questione inceneritore ACEA i cittadini debbano essere coinvolti, in ossequio alle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità che lo prevedono esplicitamente, affinchè si esprimano sul punto; sarebbe una buona occasione per dare corpo alla partecipazione democratica nel pieno rispetto della normativa di settore e, aspetto non secondario, della Costituzione.

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