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NON C’È PARAGONE!

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L’altro ieri, mentre circolavano voci dell’espulsione in arrivo, scrivevamo PARAGONE HA RAGIONE. 
Tanto tuonò che piovve…
Per non aver votato la “fiducia” al governo Conte bis sulla Legge di bilancio, i probiviri (si fa per dire) del M5s “hanno espulso senza appello” Gianluigi Paragone.
Misura estrema, di alto valore simbolico e deterrente.
Si devono impaurire non solo i parlamentari stellati ma ogni singolo attivista: non c’è spazio nel Movimento per chi dissente restando fedele non solo allo spirito ma pure alla lettera del programma politico con cui il M5s, il 4 marzo del 2018, diventò primo partito, tra cui “col Partito democratico mai”.

Mentre ribadiamo la nostra solidarietà con Paragone ci chiediamo se questa sarà la goccia che farà traboccare il vaso.
 

Sono migliaia gli attivisti pentastellati sconcertati dalla decisione della cupola di allearsi col Pd e che in cuor loro hanno condiviso la decisione di Paragone di votare contro la “fiducia” al governo della restaurazione.
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                 SCRIVE DI BATTISTA ==>


Gianluigi, almeno fino ad oggi, non ha voluto assumere il ruolo di anti-Di Maio, di fungere da catalizzatore dei malpancisti in vista di una scissione. “Sono quelli che mi vogliono cacciare che sono fuori linea!”. Questa modalità poteva avere un senso prima dell’espulsione, ora non ce l’ha più.

Volenti o no, giunti a questo punto, a causa dell’atto di forza della cupola pentastellata, si tratta di decidere se “tornare a casa” e disperdere le forze, oppure passare il Rubicone, chiamando a raccolta le forze sane del mondo a cinque stelle per raggrupparle in vista di un nuovo soggetto politico.

Di che tipo? Con quale programma politico? Con quale progetto di Paese?

Una semplice riedizione del grillismo prima maniera? Oppure, visto che certi problemi stavano nel manico, un movimento con una visione antiliberista coerente, meno confusionario, e diversamente strutturato?


Ci sarà tempo per affrontare questi problemi. Ora è il momento della decisione, se arrendersi o al contrario riorganizzarsi.


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