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PASTORI SARDI: PIOVE SUL BAGNATO … di Giancarlo D’Andrea

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… ma una goccia può far traboccare il vaso.

Sono Cinquemila le aziende agro-pastorali sarde che rischiano di fallire e di finire all’asta a causa di un perverso meccanismo partito nel lontano 1988 e che Regione e banche hanno col tempo peggiorato .
La vicenda è quella della legge regionale 44 del 1988 che consentiva l’abbattimento dei tassi d’interesse per i mutui sino a quindici anni in favore degli imprenditori agricoli isolani in condizioni di difficoltà economiche.

La legge fu però ritenuta illegittima dall’Unione Europea ma l Regione Sardegna ha causato il danno maggiore per le gravissime inadempienze che hanno consentito alle banche di richiedere la restituzione delle somme erogate in conto interessi senza neanche concedere agli imprenditori agricoli la possibilità di rateizzarle.

Dopo la bocciatura definitiva nel 1997 della legge da parte dell’Unione Europea, “la Regione non informò i beneficiari dei mutui, limitandosi a non erogare più il contributo in conto interessi, causando la lievitazione dei debiti degli agricoltori nei confronti delle banche, le cui rate passarono da un tasso di interesse del 2-5 per cento a quello del 13-18 per cento”.

Solo nel 2001 la Regione Sardegna ha notificato il provvedimento di revoca del concorso interessi concesso, “richiedendo ai circa cinquemila beneficiari la restituzione degli aiuti percepiti e dei relativi interessi”: ora migliaia di aziende rischiano così di fallire e finire all’asta.

A questo disastro si aggiunge il fatto che “mentre fino ad ora si è dato per scontato che il ruolo di custode del bene all’asta potesse essere svolto dallo stesso imprenditore, nell’interesse dell’integrità del bene e del proseguimento dell’attività dell’impresa, attualmente il Tribunale sta procedendo alla nomina di custodi tramite l’Istituto di Vendite Giudiziarie, rendendo di fatto impossibile la prosecuzione dell’attività di impresa, indispensabile agli imprenditori per accumulare sufficiente liquidità in vista di una chiusura concordata della controversia, col rischio di pregiudicare il benessere del bestiame e la salvaguardia dell’integrità dei beni immobili”.

A questo punto c’è da domandarsi dove sia finita e a cosa sia servita la “commissione di tre esperti” (designati ciascuno dal Ministro dell’economia e delle finanze, dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e dalla Regione Sardegna) istituita nel 2007 che avrebbe dovuto proporre una soluzione del problema?

Nove parlamentari sardi del Movimento 5 Stelle hanno presentato una interpellanza urgente presentata (primo firmatario il deputato Pino Cabras) e rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, al Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, e al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova.

Proprio per questo motivo nell’interrogazione presentata dai deputati Cinque Stelle si chiede al Governo di adottare iniziative urgenti per rilanciare l’attività della commissione e salvare dal fallimento le cinquemila imprese del settore agro-pastorale sardo

Con l’emendamento al Decreto Milleproroghe viene istituito anche un commissario ad acta che avrà il compito di effettuare una ricognizione e valutazioni sul contesto creditorio/debitorio ad oggi venutosi a creare, mentre il Ministro delle politiche agricole, con proprio decreto, emanato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, dovrà individuare entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto, le modalità e i criteri della procedura di liberazione dal debito degli imprenditori al fine di garantire la continuità delle aziende agricole e la tutela dei lavoratori.

La questione è ora al centro di una interpellanza urgente presentata da nove parlamentari sardi del Movimento 5 Stelle (primo firmatario il deputato Pino Cabras) e rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, al Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, e al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova, che hanno inoltre presentato un emendamento al Decreto Milleproroghe con il quale si punta a sospendere fino al luglio del 2021 i giudizi pendenti presso i tribunali sardi e si istituisce un commissario ad acta che dovrà definire una soluzione che tuteli gli imprenditori agricoli, la sostenibilità dell’attività di impresa e i lavoratori coinvolti.

Europa , Banche rapinatrici, Amministratori incapaci stanno distruggendo un settore di qualità che vede coinvolte 5000 aziende che danno lavoro a molte migliaia di lavoratori sardi del settore, gli stessi Pastori , protagonisti della clamorosa protesta dello sversamento del latte nelle strade dell’Isola che proprio in questi giorni si vedono costretti a difendersi da una pioggia di provvedimenti giudiziari in nome del Decreto Sicurezza colpevoli di aver difeso i propri diritti di lavoratori e padri di famiglia :una vergogna che solo con la ripresa della lotta dura sarà possibile fermare !

 

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2 pensieri su “PASTORI SARDI: PIOVE SUL BAGNATO … di Giancarlo D’Andrea”

  1. Anonimo dice:

    E mentre i pastori sardi cercano di lottare, mentre i gilet gialli in francia conducono una dura battaglia cosa accade da noi?

    Accade che Landini dichiara il suo auspicio il governo non cada dopo il voto in Emilia

    https://www.huffingtonpost.it/entry/il-governo-non-cada-dopo-il-voto-colloquio-con-il-segretario-cgil-maurizio-landini_it_5e299c1ac5b6d6767fcfec67?utm_hp_ref=it-homepage

    Con sindacati così i capitalisti dormono sonni tranquilli.

  2. Anonimo dice:

    Pensavo che la Sardegna fosse "da noi" … AZ

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