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TERRORISMO BIOCHIMICO E LA GUERRA IBRIDA

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C’è dell’altro dietro al Coronavirus?

Come i nostri lettori sanno bene non siamo adusi al “complottismo”. Tuttavia, ci pare doveroso pubblicare questa opinione giuntaci stamattina in redazione.

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Corona virus: terrorismo biochimico e azione di guerra angloamericana

Guido Santevecchi, nel “Corriere della Sera” del 28 gennaio 2020, spiega che la “Grande Cina”, dopo i ritardi nella prevenzione si sta muovendo con metodi da “guerra santa”. Il premier Li Keqiang è andato ieri a Wuhan, camice e mascherina in ospedale. “Il comandante supremo Xi Jinping lo ha inviato al “fronte”.

«Li è un tecnocrate serio, assume compiti di ispezione e direzione degli sforzi e ha pensato di lanciare la parola d’ordine “Forza Wuhan”, scandendola tra i dirigenti locali per inneggiare alla resistenza. Ha promesso rinforzi: altri 2500 medici e infermieri». (G. Santevecchi, “Il contagio spaventa le Borse”, Corriere della Sera 28 Gennaio 2020).

Nel frattempo le Borse si spaventano, in quanto 11 Borse hanno rilevato circa 40 contagi, ma anche perché il virus che sta investendo la Cina può costare in termini molto elevati all’economia: da Tokyo all’Europa vi sono miliardi bruciati in capitalizzazione dei settori industriali più vulnerabili, dal turismo all’economia. Il numero dei morti è salito a 106, i casi confermati sarebbero invece circa 4.600, tra cui 1000 pazienti in operazioni critiche, mentre sui 7000 sono i casi registrati di sospetto contagio da 2019-nCoV. La Cina prolunga la chiusura delle scuole e delle aziende per il Capodanno lunare sino a domenica prossima. Qualora cominciasse il grande ritorno verso la vita lavorativa, si avrebbero circa 300 milioni di lavoratori in movimento. Meglio di certo la vacanza forzata sino a data da stabilirsi.

Un evento di simile portata porta con sé due chiare conseguenze sociali planetarie: azzoppa enormemente ogni sogno di gloria imperiale HAN e ogni impulso di confuciana “Armonia universale” sotto il cielo, lasciando inoltre libero sfogo a qualunque istinto di sorda e cieca Sinofobia. La “Cina rossa”, in seguito all’ingresso nell’Organizzazione Mondiale del Commercio, ha vinto su tutta la linea la sfida di guerra asimmetrica economica con la plutocrazia liberista e capitalista angloamericana. Le oligarchie dell’Impero, londinesi o di New York, si sono così spaccate in due principali frazioni politiche strategiche sui seguenti punti.

La linea Kissinger ha teorizzato un nuovo deal globale sia economico sia politico-militare con la Cina, con la possibilità non remota ma ben attuale di una guerra tattica prolungata antirussa (modello Ucraina) o antiraniana (modello Siria): ad esempio, Michel D’Andrea, il capo delle operazioni di intelligence Usa contro l’Iran e mandante dell’omicidio di Qassem Soleimani, peraltro ucciso poche ore fa in Afghanistan nell’incidente aereo di Ghazni, apparteneva a tale frazione, come vi appartiene appunto una potente frazione di CIA e MI6. 

Il recente deal Usa-Cina mostra che anche la frazione neocons e sionista evangelica che tiene “in ostaggio” Donald Trump è favorevole a questa ipotesi. Una più consistente frazione politico-strategica del britannico MI6 ritiene invece non affidabile la “Cina rossa” di Xi Jinping e vede come fumo negli occhi ogni ipotesi di deal mondiale sino-americano; questo naturalmente non significa che sia russofila o filoputiniana, tutt’altro. La prospettiva di tale frazione rimane quella della “Global Britain”, con i Five Eyes più il Sionismo unici alleati strategici a livello mondiale. E’ indifferente, per tale frazione, vi sia Trump o Obama alla Casa Bianca, ma la sostanza della partita geopolitica globale si gioca esclusivamente sul fatto che vi sia concretamente e esclusivamente l’élite wasp — “il fardello dell’uomo bianco” — alla guida strategica dell’imperialismo occidentale. 

E’ la strategia del vecchio imperialismo britannico che fa degli Anglosassoni gli “israeliti” della modernità a riemergere su tutta la linea. E’ in questa direzione che vengono messe in moto azioni di guerra ibrida contro quelli che vengono considerati Nemici del “Global Britain”: dalla Cina all’Iran, dalla Russia alla Turchia. 

L’operazione Coronavirus cinese rientra con ogni probabilità nella logica di azione di guerra terroristica biochimica. Un gruppo speciale dell’intelligence britannica MI6, di appena tre persone, tra cui due operativi ed un dottore di un centro chimico e biologico specializzato nella guerra ibrida che si trova nella zona di Salisbury, sarebbe arrivato a Wuhan con il volo CZ 674 partito da Londra il 16 gennaio 2020. Il gruppo avrebbe fatto rientro a Londra nel tardo pomeriggio del 20 gennaio 2020 da Hong Kong con volo British Airwais. 

L’operazione è purtroppo pienamente riuscita. Quale è il significato politico dell’evento? Mentre l’Iran ha saputo rispondere sino ad ora alle azioni di guerra totale lanciate dagli angloamericani e dai sionisti contro l’IRCG, la Cina si è fatta trovare gravemente impreparata, lasciando il fianco scoperto e subendo agli occhi globali un drastico ridimensionamento della propria ambizione imperiale. Dal modo in cui la Cina reagirà a questo sorprendente e spaventoso attacco della “perfida Albione”, per il quale si è precipitati in una situazione di drammatica globale emergenza, e da come saprà reagire alla stessa Rivoluzione colorata di Hong Kong, si potranno comprendere varie questioni, anche interne alla dialettica di potere dell’élite di Pechino. 

O la Cina cederà alla democrazia liberale e razzista anglosassone, trasformandosi essa stessa in una democrazia liberale subcoloniale o si dirigerà verso una prassi di nuova “teocrazia” Imperiale Confuciana in guerra santa contro l’occidente bianco sionista.

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10 pensieri su “TERRORISMO BIOCHIMICO E LA GUERRA IBRIDA”

  1. ubu re dice:

    Parole di una gravità straordinaria. Risulta che in Cina qualcuno abbia preso in considerazione questa ipotesi apocalittica?

  2. Anonimo dice:

    Governo UK è stato unico che non ha organizzato evacuazione cittadini Brit da Wuhan?? Come mai

  3. yakoviev dice:

    Vado controcorrente: per me è un "normale" virus influenzale un po' più rognoso del consueto che può degenerare in polmonite ed essere letale per le persone deboli. Stop. Qualcuno si ricorda la "spagnola" che falcidiò milioni di persone (si parla forse di 100 milioni nel primo dopoguerra) in un mondo che non conosceva ancora penicillina e antibiotici? Oppure dell' "asiatica" che ancora a fine anni 50 provocò due milioni di morti? Non ritengo che in sé ci sia nulla di misterioso. Ovviamente, visto lo stato di "guerra fredda" esistente, in occidente viene fatto un uso politico-propagandistico della situazione, ma lo scorso inverno (2018-19) la sola normalissima influenza ha fatto in Italia 196 morti, e il "new delhi" l'anno scorso, nella sola Toscana, 38 morti.

  4. Anonimo dice:

    Ora GB ha vietato voli

  5. Anonimo dice:

    Strana simulazione di un'epidemia di coronavirus nel novembre 2019…
    https://www.vietatoparlare.it/nuovo-coronavirus-gia-nel-2017-si-prevedeva-che-il-virus-avrebbe-attaccato-il-wuhan/

    Sicuramente questa emergenza danneggerà l'economia e forse anche il commercio estero cinese

  6. Anonimo dice:

    Coronavirus, lo studio americano e britannico che aveva previsto tutto: "Virtualmente 150 milioni di morti"
    Università occidentali avevano presentato alla Casa Bianca una simulazione su un virus simile a quello di Wuhan. Una coincidenza incredibile, dato che lo studio, per sempio, della John Hopkins University risale ad appena tre mesi fa e ha in qualche modo anticipato l'arrivo del coronavirus. ……..
    A distanza di tre mesi, quell'esercitazione teorica presenta analogie forti con il coronavirus e serve a far riflettere, ma mette anche un po' di paura. Sì, perché nella simulazione il virus era stato sottovalutato all'inizio e, partendo dalla Cina, era riuscito ad espandersi in tutto il mondo con effetti nefasti anche sull'economia globale
    Fonte: Il Giornale, Libero e Veterans Today del 29/01/2020

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