I CIALTRONI DEL COVID-19 di Sandokan

Un mese fa scattava la dissennata e isterica campagna mediatica di allarmismo e di terrorismo di massa. Una pandemia catastrofica, in perfetto stile holliwoodiano, veniva annunciata. Il panico e la paura assalivano, prima ancora che i cittadini inermi, i centri politici ai massimi livelli, di governo e di opposizione, la più parte degli scienziati di regime. A dar manforte ci si sono messi i dietrologi di tutte le razze: filocinesi, filoamericani, apocalittici…

L’effetto collaterale più grande è sull’economia, anzitutto italiana, già malata. La metafora è perfetta. Come l’influenza da Corona virus, nella stragrande maggioranza dei casi, si dimostra letale per persone molto anziane già affette da gravi patologie, la campagna di panico rischia di ferire a morte la già malata economia italiana. Dallo psicodramma del virus alla tragedia vera, quella sociale e nazionale.

Dopo aver evocato e fatto uscire gli spiriti maligni della psicosi collettiva dalla bottiglia, da perfetti apprendisti stregoni, cercano di far rientrare il demone. Come chiudere la stalla dopo aver fatto scappare i buoi: “Contrordine compagni! Ci siamo sbagliati, non c’è nessuna grave minaccia, si torni alla normalità”.

Ma alla normalità ormai è difficile tornare se, com’è altamente probabile, arriva una recessione generale, il cui prezzo sarà pagato anzitutto dalla povera gente.

Una ragione in più per mandare a casa politicanti di regime, di destra e di sinistra, non solo sono servi dei poteri forti, li si deve prendere a calci nel culo perché sono anzitutto dei cialtroni.

Qui sotto le dichiarazioni degli ultimi giorni che ridimensionano la minaccia del Covid-19…

«Cerchiamo di sdrammatizzare: questa è una situazione senza dubbio difficile ma non così pericolosa. Il virus è aggressivo e rapido nella diffusione ma molto meno nelle conseguenze: è poco più di una normale influenza, e questo lo dicono i tecnici». (…)
«Sto bene, ho superato la malattia con pochissimi sintomi. Quindi niente panico, e sottoponetevi ai tamponi solo se ci sono sintomi…La malattia si comporta esattamente come la banale influenza e nella stragrande maggioranza dei casi si risolve in 3-4 giorni senza esiti..Ho avuto sintomi da raffreddore con rinite, ma non febbre e nemmeno tosse, sono andato regolarmente al lavoro visitando pazienti, incontrando gente nella mia normale vita sociale (palestra, ristoranti ecc.)… Stimo di aver incontrato decine di persone, oltre a moglie e figlio,ho starnutito più volte nello studio in cui lavoro a stretto contatto con i miei colleghi, eppure a distanza di una settimana nessuno ha manifestato sintomi e tutti i tamponi che hanno fatto sono risultati negativi…e per giunta avevo il sistema immunitario indebolito perché stavo prendendo antibiotici per un problema al dente del giudizio».
Attilio Fontana, presidente della Lombardia

«Il coronavirus provoca gli stessi sintomi di un’influenza ed ha lo stesso decorso nell’85% dei casi, mentre nel 15% provoca problemi respiratori come una polmonite; tra questi un 2%, che ha tumori avanzati, malattie cardiache o polmonari ed è in età avanzata ha più probabilità di morire rispetto all’influenza tradizionale».
Nicola Acone, specialista in malattie infettive e primario al Moscati di Avellino

«Dobbiamo ridimensionare questo grande allarme, la malattia va posta nei giusti termini…Su 100 persone malate 80 guariscono spontaneamente, 15 hanno problemi seri ma gestibili in ambiente sanitario e solo il 5% è davvero grave…ma tutte le persone decedute avevano già gravi problemi di salute».
Walter Ricciardi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS):

«I contagi in Cina hanno cominciato a diminuire in maniera consistente..e nonostante le speculazioni sul fatto che questa stia diventando una pandemia, al momento non si vede una diffusione tale da non poter essere contenuta. (…) Si è scambiata un’infezione appena più seria di una influenza per una pandemia letale. Non è così. Guardate i numeri. Questa follia farà molto male».
Maria Rita Gismondo, responsabile del laboratorio dell’ospedale Sacco di Milano

«D. Professoressa, il governatore Fontana ha detto che ‘questa è poco più di una normale influenza.
R. Bene, significa che mi stanno ascoltando.
D. Quando lei chiedeva di abbassare i toni, tre giorni fa, è stata attaccata da Burioni.
R. Lasciamolo alla sua gloria.
D. Cosa dobbiamo fare allora?
R. No allarmismo, molta attenzione e molto lavoro, dire le cose vere con molta obiettività. C’è un bombardamento di notizie che fomentano la paura, c’è stato un lavaggio del cervello collettivo. Sembra che siamo in guerra ma non siamo in guerra…Se invadi gli italiani con video di città deserte, ambulanze a sirene spiegate, crei il panico…Poi spesso la salute viene strumentalizzata a livello politico. E qui mi fermo. Ma è inaccettabile.
Intervista di Maria Rita Gismondo

«Si tratta di una sindrome simil-influenzale da coronavirus… che farà il giro del mondo in tempi abbastanza rapidi, ma non ci saranno forme gravi, anzi probabilmente sarà sempre più debole… il virus assai probabilmente era già in Italia, stava girando da metà gennaio prima che si chiudessero i voli … assurdo cercare ora il ‘paziente zero’, tante persone si possono essere infettate senza sintomi, oppure l’hanno trattata come un’influenza e anche il loro medico l’ha considerata tale…In vari casi c’è poca o nulla febbre».
Ilaria Capua, direttrice dell’One Health Center of Excellence dell’Università della Florida