NELLE VISCERE DELLO PSICODRAMMA di Piemme

«Per salutem autem intelligi debet non sola vitae qualitercunque conservatio, sed quatenus fieri potest vita beata».
Thomas Hobbes, De cive, Editori Riuniti, 1989, p. 196

«Dalle prime luci dell’alba ci sono oltre 40mila tra carabinieri, poliziotti e finanzieri a controllare gli spostamenti degli italiani. Agli agenti di polizia occorre aggiungere l’Esercito, che conta, esclusi i 14mila soldati impegnati all’estero, 165mila effettivi disponibili».

Così le agenzie. La voglio dire in un’altra maniera: vita associata abolita, libertà individuale sequestrata, democrazia temporaneamente soppressa. Non c’era mai stata in Italia una simile militarizzazione del territorio, una mobilitazione repressiva di tale ampiezza e contundenza, a conferma dello “Stato d’eccezione” che ha sigillato il Paese, trasformandolo in un immenso reclusorio.

Si dice che siano le prove generali della dittatura. Forse è troppo. A loro signori basta che siano le prove generali del “governissimo”, Draghi o non Draghi a capo dell’Esecutivo. Di sicuro siamo davanti ad un atto eversivo, anticostituzionale, ad un auto-golpe mascherato.

Non a caso le opposizioni di destra per prime han chiesto di mettere sotto chiave il Paese, di qui l’assist al governo Conte bis. Di che stupirsi? Mica Salvini e la Meloni, che hanno costruito il loro successo sventolando la bandiera del sicuritarismo manettaro, potevano farsi sfuggire la ghiotta occasione!

Confesso che avevo sottovalutato la dimensione della tempesta in arrivo. Il 25 febbraio scorso mi ero soffermato sulla “assordante campagna allarmistica”, sostenendo che essa, assieme al panico ed alla paura, alimentava  “il rimbambimento di massa, la sterilizzazione politica della democrazia, la quale vive di cittadini consapevoli e coraggiosi”. Mi sbagliavo, siamo messi molto peggio di così.
Quelli che stanno in alto hanno voluto terrorizzare il popolo, ed il popolo, in larga parte è terrorizzato, con le spalle al muro, annichilito.

A chi altri fa comodo, questa clausura, se non al potere ed alla sua cieca volontà di potenza e sopravvivenza.

E c’è invece chi scambia e confonde questa determinazione al comando di chi sta sopra, con il legittimo bisogno di sicurezza di chi sta sotto. Sbagliato! Chi così ragiona, che se ne renda conto o meno, è prigioniero (dalla parte sbagliata) del dilemma sicurezza-libertà. Nello “Stato d’eccezione”, tertium non datur, o l’uno o l’altro. La Cina insegna, ci dicono.

Non è così. Una Repubblica democratica potrebbe e dovrebbe evitare che l’una, la sicurezza, come un Moloch, divori l’altra, la libertà.

E vengo così alla citazione di Hobbes: “Per salute non si deve intendere soltanto la conservazione della vita, a qualsiasi condizione, ma una vita per quanto possibile felice». E’ esatto! Non si deve accettare, col motivo di preservare la salute pubblica, di rendere la vita di tutti infelice, sacrificando quindi  la libertà e  saturando ogni spazio di vita associata.

Come è stato scritto su questo Blog citando Foucault, ciò accadeva ai tempi della peste, quando il sistema capitalistico muoveva i suoi primi passi. Cina e Italia, come in un inquietante e circolare ritorno alla genesi, sono diventati laboratori sociali di sperimentazione di clausura e segregazione di massa.

C’è solo un problema, la peste non c’è. Il potere invece, coi suoi tentacoli, quello c’è, e come.

Staremo a vedere come andrà a finire questo psicodramma, sento che ci riserva delle sorprese. “Di quali sorprese parli mai, che il popolo non è mai stato così pesantemente narcotizzato?” Non lo so nemmeno io. Forse le rivolte scoppiate nelle carceri, ovvero nel luogo dove il potere esercita e concentra il suo prepotente comando sulla vita, sono solo il sintomo di ciò che potrebbe accadere anche fuori….




EMERGENZA: LIBERIAMO L’ITALIA PROPONE

Mentre l’Italia è doppiamente sconvolta dall’epidemia del Corona-virus e dai draconiani dispositivi biopolitici di clausura, sorveglianza e sanzione; mentre il contagio si diffonde minaccioso in tutta Europa; mentre bussa alle porte una recessione più devastante di quella del 2009-2014, l’Eurogruppo (i Ministri delle Finanze dei 19 stati dell’eurozona) che si riunirà il prossimo 16 marzo, nel suo ordine del giorno, discuterà anzitutto di M.E.S. e banche, e solo per ultimo la questione dell’epidemia.

Nemmeno davanti a quella che si ritiene una minaccia gravissima alla salute pubblica i tetragoni burocrati che guidano l’Unione europea hanno il buon senso di cambiare la loro agenda.

Chiediamo che il Parlamento italiano si riunisca immediatamente per:

a.    Dare mandato al governo italiano di esigere che l’Eurogruppo discuta anzitutto dell’emergenza sanitaria Covid-19 affinché sia concesso agli Stati di farvi fronte, scardinando così gli assurdi vincoli di bilancio eurocratici i quali, oltre ad avere causato tagli esiziali al sistema sanitario così come allo stato sociale, se rispettati affosserebbero il nostro Paese;

b.    Di vietare al Ministro dell’economia Gualtieri di sottoscrivere sotto qualsiasi forma il Trattato del M.E.S.

c.    Chiediamo inoltre, tenuto conto della situazione d’emergenza, che dia mandato al governo di approvare con Decreto d’urgenza un piano economico che preveda lo stanziamento di almeno 30-40 miliardi per fare fronte alle immediate necessità del nostro Paese, cioè almeno cinque volte di più di quanto già deciso. E che lo stanziamento sia immediatamente operativo, vogliano o non vogliano a Bruxelles.

d.     che sia garantita la sospensione degli obblighi fiscali, inizialmente prevista per le sole zone rosse e per un arco di tempo assai limitato, e un adeguato sostegno al lavoro dipendente, alle partite iva, lavoratori autonomi ed alle aziende.

Ove i partiti dell’attuale maggioranza fossero sordi a queste richieste; ove i partiti rifiutassero di riunire in seduta d’urgenza il Parlamento; ove il governo, invece di difendere la Patria ferita ed i suoi cittadini, decidesse la via dell’abdicazione, una grande mobilitazione di popolo si renderà necessaria per mandarlo a casa, quale esercizio del diritto-dovere di resistenza contro atti eversivi che violino la libertà ed i diritti garantiti dalla Costituzione del 48.

Si faccia fronte all’emergenza sanitaria senza sospendere la democrazia e la vita sociale!

Basta ai criminali vincoli dell’Unione Europea!

Riprendiamoci la Sovranità Nazionale! 

Il Coordinamento nazionale di Liberiamo l’Italia

9 marzo 2020

Fonte: Liberiamo l’Italia