SIAMO ALLA CENSURA (FASCISTA)

Era nell’aria.

Nello Stato d’eccezione, non solo il coprifuoco, non solo arresti domiciliari per 60 milioni di cittadini.
Inesorabile è arrivata la censura.
L’editto è giunto dall’AGCOM (Autorità per le “garanzie” nelle comunicazioni).
Con delibera del 18 marzo il commissario relatore, tra le altre cose, prescrive:

«I fornitori di piattaforme di condivisione di video adottano ogni più idonea misura volta a contrastare la diffusione in rete, e in particolare sui social media, di informazioni relative al coronavirus non corrette o comunque diffuse da fonti non scientificamente accreditate. Le predette misure devono prevedere anche sistemi efficaci di individuazione e segnalazione degli illeciti e dei loro responsabili».

E quindi intima:

«L’Autorità si riserva di verificare il rispetto del presente provvedimento attraverso la propria attività di monitoraggio e di assumere, in caso di inosservanza, le conseguenti determinazioni».

Il potere così mette il bavaglio a chiunque, per qualsiasi ragione, contesti la narrazione dominante sull’epidemia o dissenta sui metodi draconiani adottati dal governo (senza nemmeno passare per il Parlamento).

Non siamo certo alle leggi del 1925-26 con cui il regime fascista chiuse tutte le testate d’opposizione, ma quello è il solo precedente.

ORA E SEMPRE RESISTENZA!