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IL M.E.S. E LA TRUFFA A 5 STELLE di Gianluigi Paragone

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Mancano cinque giorni alla riunione dell’eurogruppo di lunedì, che ha fissato come primo punto all’ordine del giorno il «political endorcement» per il Mes. La verità ne ha parlato con Gianluigi paragone, senatore del Gruppo Misto, protagonista di una recente clamorosa rottura con il Movimento cinque stelle. Siamo al redde rationem.

D. Con che mandato deve andare a Bruxelles Roberto Gualtieri?

R. «Se ci va con il mandato del Pd, ci va ovviamente per decidere nel senso più favorevole all’Ue. Se invece ci va col mandato pieno del governo, allora vorrà dire che il M5s sarà stato complice della decisione. Francamente non ho ancora capito la posizione del governo, e vorrei sapere una buona volta se è favorevole o contrario. Evangelicamente, direi: “sì o no, il resto viene dal demonio”…».

D. Facciamo un passo indietro. In epoca di Conte uno, il Mes ebbe un primo via libera senza il parere del Parlamento e un secondo via libera addirittura contro una risoluzione parlamentare. In epoca di Conte due, i giallorossi avevano enfatizzato la cosiddetta «logica di pacchetto» inserendola in un’altra risoluzione parlamentare. Ma ora è rimasto solo il «pacco» del Mes. Che deve pensare un cittadino?

R. «Purtroppo la materia è tecnica e difficile, e non è facile per i cittadini seguire ogni passaggio. Nel primo governo, Conte e Tria (che per me è solo un milligrammo politicamente migliore di Gualtieri) fecero un blitz per incastrare la maggioranza. Con questa maggioranza, Gualtieri si trova pienamente a suo agio: non a caso il Pd controlla tutta la filiera economica».

D. E i Grillini? Che devono pensare quei cittadini che avevano votato per i cinque stelle?

R. «Penso che i grillini si spaccheranno su questa vicenda, ma non credo che faranno cadere il governo. Diciamo che giocheranno una parte in commedia».

D. Nel programma M5s si parlava addirittura di «impegno alla liquidazione del Mes»… Se lo sono dimenticati?

R. «Quel programma elettorale si è rivelato una truffa politica. Di Maio e i “capoccia” del Movimento pagheranno un duro prezzo per la loro giravolte, anzi lo stanno già pagando».

D. Esaminiamo i personaggi. Conte era nella sala dei festeggiamenti grillini la sera del 4 marzo 2018, ed era nell’elenco delle personalità chiamate da di Maio come testimonial tematici della campagna elettorale…

R. «Ma allora era un attore non protagonista».

D. Eppure di Maio ha fatto la campagna del 2018 anche su questo tema
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R. «La campagna l’ha fatta, e gli riconosco -diciamo- una titubanza verso il MES. Ma ancora una volta adesso rischia di fare il Pulcinella. Se vuole essere coerente, lasci il governo, si dimetta da ministro degli esteri e dica gli italiani cosa pensa davvero del Mes».

D. Ma di Maio come ha potuto far finta di credere alla questione del «pacchetto» negli ultimi mesi?

R. «Era solo per guadagnare tempo e restare al governo. Ti conosco, mascherina…».

D. E Beppe grillo in tutto questo? Da settembre in poi, lo abbiamo visto prima truccato da Joker, poi entrare uscire dall’ambasciata cinese. Ora tace su questa questione decisiva?

R. «Diciamo che è mascherato…».

D. Non sarà che alla base del patto scellerato che ha portato alla nascita del governo giallorosso, dopo che Pd e M5s si erano detti reciprocamente le cose peggiori, c’era proprio l’imposizione europea del Mes? Insomma, un tentativo di incatenare l’Italia o una prospettiva più probabile di ristrutturazione del debito, o comunque a una salita dei rendimenti che inevitabilmente sarà richiesta dagli acquirenti dei nostri titoli?

R. «Non credo che a Bruxelles siano così sofisticati. Il punto è che l’Europa non esiste, ma esiste l’Ue, che è il più grande imbroglio politico e ideologico in corso. E questa Ue ci franerà addosso. Come il Coronavirus diventa letale su un corpo indebolito, allo stesso modo la tragedia di queste settimane smaschererà la nudità di questa Ue».

D. Effettivamente Bruxelles non brilla certo per attivismo. Nell’ordine del giorno dell’Eurogruppo, al primo punto c’è il Mes, e l’emergenza coronavirus arriva solo al terzo posto…

R. «L’Ue dice di volersi dare un volto politico. Ma avete per caso visto Ursula von Der Leyen venire in Italia e solidarizzare con gli italiani in questi giorni? Senza politica e senza umanità. Ci hanno tolto la sovranità monetaria e ci lasciano quella sanitaria, Che è un altro modo per dire: “Sono c… vostri. Aggiungo: e non provino a ricattarci con il Qe in cambio del Mes».

D. Come dovrebbe comportarsi Roma con Bruxelles su questa emergenza?

R. «Dovrebbe chiedere di non dover chiedere più, men che mai con il cappello in mano. Anche perché l’Ue può solo darti un po’ di morfina. Hong Kong avversato nelle tasche di ogni cittadino adulto l’equivalente di 1175 euro. Qui invece stiamo a cercare le forbicine per rammendare il centrino della nonna…».

D. E lei, senatore, che farà? Ha deciso se percorrere vie legali dopo la sua estromissione dal Movimento?

R. «No. Avevo già capito che il movimento era diventato un soggetto più o meno europeista. Insomma, un soggetto ammaestrato che serve al sistema. Se sarà il caso, formerò o mi aggregherò al cammino di chi vorrà mettere in discussione questa Ue, anche a costo di uscirne».

* Fonte: La verità del 11 marzo 2020. Intervista a cura di Daniele Capezzone

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