1

IL SISTEMA NE AMMAZZA PIÙ DEL VIRUS

Passata l’emergenza del COVID-19 ci sarà modo di scavare a fondo sulla “pandemia”.
Si tratterà di rispondere a diverse domande, anzitutto ad una: come mai il virus — premesso che la grandissima parte di vittime si annoverano tra i cosiddetti “vulnerabili” cioè anziani con gravi patologie pregresse —  ha colpito anzitutto la “Padania”.
Ciò richiederà, di tutta evidenza, un grande lavoro interdisciplinare.

In attesa che il mondo scientifico dia le dovute risposte, noi ci permettiamo di suggerire una riflessione.
Abbiamo comparato (vedi grafica sopra), visto che COVID-19 colpisce le vie respiatorie, tre tabelle: le regioni più colpite dal virus, quelle con più alto inquinamento dell’aria (polveri sottili e non solo) e quelle più inquinate d’Europa.
Si può facilmente notare che esse sono perfettamente sovrapponibili: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sono le regioni più colpite dal virus e quelle più inquinate.

Nella parte alta della tabella un titolo di Huffington Post del 8 maggio 2017
In base ad uno studio dell’ENEA l’inquinamento da polveri sottili contribusice ad uccidere 85mila persone all’anno.
Ripetiamo: 85 mila, concentrati soprattutto nelle tre regioni in questione, anzitutto nelle province di Milano e della Brianza.

Un altro studio dell’International Institute for Applied Systems Analysis (IIASA) e del Norwegian Meteorological Institute (MetNorway) pubblicato da IL FATTO QUOTIDIANO del 17 aprile 2018 – giunge alle stesse conclusioni.

Spetterà alle indagini che speriamo verranno compiute una volta passata la bufera confermare la connessione causale tra inquinamento e tasso di letalità e mortalità del COVID-19. A noi la cosa appare evidente.

Ora confrontate la prima tabella in alto con questa qui accanto che segnala le regioni europee che più esportano, le cui economie sono cioè più strettamente connesse ai flussi della globalizzazione. Anche in questo caso si può notare la perfetta corrispondenza tra le aree più colpite dal virus e quelle in cui c’è il tasso più alto di esportazioni. Ciò non riguarda solo il nostro Paese ma tutta l’Europa occidentale.

Morale della favola: il potere ha scatenato una terroristica campagna di allarme per il virus, ma i decessi con COVID-19 sono il 6,5% circa degli 85 mila che ogni anno perdono la vita con l’inquinamento come concausa, anzitutto per complicazioni alle vie respiratorie.

Segnaliamo questo per sottovalutare la pericolosità del virus? Per niente. Lo facciamo per contestualizzare e per ribadire quattro basilari concetti:

(1) Le misure di quarantena indiscriminata sono terapeuticamante sproporzionate rispetto alla portata del male, forse addirittura dannose;
(2) L’avere imposto lo Stato d’eccezione con la soppressione della vita associata e democratica è un atto che non si giustifica se non politicamente, ovvero con l’esigenza di un governo debole e inviso alla maggioranza, di sfruttare la “pandemia” per uscirne più forte;
(3) cosa deve intendersi per “salute”? anzitutto per salute pubblica? La stessa OMS respinge il concetto meccanicistico e biologistico di salute. Citiamo: “Per l’ Organizzazione Mondiale della Sanità la salute è uno stato di completo benessere bio-psico-sociale, è essere se stessi, è consapevolezza, è armonia”. Chiediamoci: la carcerazione prolungata, in casa e di massa di 6o milioni di italiani, migliora o peggiora la salute dei cittadini?
(4) Infine l’ultimo ma più importante concetto: da qualunque angolo si guardi la questione sotto accusa va posto il sistema liberista-capitalista, basato sulla competizione accanita, sul produttisvimo forsennato, sulla “performatività” come principale criterio di efficienza. Tutti fattori che cozzano con il “benessere bio-psichico-sociale”.

Più avanza il mostro del capitale più l’essere umano viene reificato e indebolito e attaccato, più esso subisce una lesione delle sue stesse difese biologico-immunitarie.