1

CON LA MORTE ALLE SPALLE di André Comte-Sponville

La morte vissuta come una sconfitta di André Comte-Spenville.

Miliardi di persone si stanno accorgendo che su questo pianeta si muore. Eppure succede da sempre, il tasso di mortalità del pianeta è di uno a uno, pari al 100%.

La morte c’è sempre stata e ci sarà sempre.

Adesso tutti parlano dei morti di Corona Virus e nessuno si ricorda che ogni anno per malnutrizione muoiono milioni di persone (tre milioni sono bambini). Che ipocrisia. Fino a pochi mesi fa non si parlava così tanto dei quasi 400 mila morti in dieci anni di guerra in Siria. Che ipocrisia.

Io non ho paura di morire di Corona Virus, temo di più l’Alzheimer, il Cancro, l’Ictus, malattie che fanno stragi ben peggiori. Mentre chi si ammala di Corona guarisce al 95% dei casi. Il fatto è che la morte oggi viene vissuta come una sconfitta. Mentre è solo lo scopo finale della vita.

Ma improvvisamente, certi Dei della Politica, senza più qualità politiche, hanno stabilito che la loro missione è quella di salvare vite umane. A me spaventa questo pan-medicalismo, una ideologia che affida tutto il potere ad alcuni medici. Stanno ponendole basi per una civiltà che fa della salute il valore supremo. Diceva Voltaire: «Ho deciso di essere felice perché fa bene alla salute». Prima la salute era un mezzo per ottenere la felicità. Oggi la salute è il fine supremo, mentre la felicità è solo un mezzo.

Così si delega alla medicina la gestione non solo delle nostre malattie, cosa normale e giusta, ma anche delle nostre vite e delle nostre società civili.

Dio è morto, viva l’assicurazione sulla salute.

Attenti signori della Politica, quando si affida la democrazia agli esperti, la democrazia muore. Insisto, la salute non è tutto. E lo dico da quasi settantenne.

La salute è un bene, non un valore. I grandi valori sono altri: la giustizia, l’amore, la generosità, il coraggio, la libertà. Io non svendo la mia libertà sull’altare della salute. Posso accettare il confinamento se è di breve durata. Se no rischiamo di sostituire “l’ordine sanitario” a “l’ordine morale”, come si diceva all’epoca del Maccartismo. Attenti, ci stiamo ficcando nel “sanitariamente corretto”, come ci eravamo infilati nel “politicamente corretto”. Io amo i medici ma non voglio essere tenuto in ostaggio da alcuni di loro.

Temo di più la schiavitù che la morte.

Lasciatemi morire come voglio.

Adesso, tutti piangono i poveri anziani deceduti negli ospizi. Ma diciamo la verità, quanti di quegli anziani erano stati mandati negli ospizi da alcuni parenti cinici, proprio in attesa della loro morte?

E smettiamola di fare i buonisti sostenendo che questa pandemia cambierà il pianeta in meglio. La crisi economica massacrerà le giovani generazioni che pagheranno i debiti.

Cosa cambierà? Cambieranno molte cose, ma alla fine i calciatori continueranno a guadagnare milioni. Mentre i veri eroi, i tantissimi medici e infermieri, sempre sottopagati.