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IL RICATTO E’ SERVITO di Leonardo Mazzei

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Il signor Regling non è uno qualunque. Sul Corriere di stamane il solito Fubini ce lo presenta come un nonno che vorrebbe dedicarsi ai nipoti, mentre solo la sorte ha deciso che debba invece occuparsi di noi. Il signor Regling è il direttore generale del Mes. E solo casualmente è anche tedesco.

Dato che oggi l’ipocrisia è il segreto del successo del buon giornalista, la sua intervista è un capolavoro del giornalismo. Ma il signor Regling è un tipo indaffarato, e non avrebbe mai sprecato il suo tempo solo per questo. Se si è concesso al più astuto dei pennivendoli è solo per inviare un messaggio. Nient’affatto cifrato.

Certo, il signor Regling è pieno di rassicurazioni. «Siamo in un mondo diverso», non sono mica più i tempi della Grecia, «stiamo cercando di gestire uno choc comune». Oggi i fondi del Mes sono disponibili per tutti i paesi con «termini standardizzati concordati in precedenza». Dunque che temete, italiani? Dovete solo farvi avanti. Quei soldi son già pronti lì sul tavolo per la vostra sanità, e voi esitate?

Commovente direi. Sembra quasi di sentir parlare Prodi. Ma avete visto mai tanto disinteresse nei palazzi dell’UE? Tanta attenzione per la nostra sanità?

Anche ad un piddino normo-dotato potrebbe venire il dubbio che costui ci stia prendendo per i fondelli. Ma in fondo è un tedesco, e la verità alla fine ce la dice, ma ben diluita ed a dosi omeopatiche.

Prima verità: «In seguito (dopo aver ottenuto il grazioso prestito del Mes, ndr), tutti gli Stati membri dell’Unione europea restano impegnati a rafforzare i loro fondamentali in base al quadro di vigilanza europeo, inclusa la flessibilità. L’Eurogruppo dice anche questo». Grazie di avercelo ricordato signor Regling. In europeese, il “rafforzamento dei fondamentali” non vuol dire crescita economica, aumento degli investimenti, tantomeno diminuzione della disoccupazione. Nella lingua dell’Eurogruppo e del direttore del Mes, significa piuttosto il contrario: rigore fiscale ed austerità senza fine.

Seconda verità del signor Regling: l’attivazione del Mes è la condizione affinché la Bce acquisti i titoli italiani. Ecco il succo dell’intervista, il ricatto che si vuole sia noto. Il Fubini, che non è pagato solo per farci leggere delle amabili conversazioni tra euroinomani incalliti, gli fornisce ovviamente l’assist. Parlando della relazione tra la linea di credito Eccl (Enhance Conditions Credit Line), quella che nel caso verrebbe attivata – per il bene della nostra sanità, ci mancherebbe! – e l’acquisto dei titoli italiani da parte della Bce, il Fubini chiede al signor Regling la sua interpretazione di questo legame. E la sua risposta è netta: l’attivazione del Mes è una condizione necessaria per utilizzare le OMT (Outright Monetary Transactions), anche se – bontà sua – non ancora sufficiente.

Lasciando qui da parte i tecnicismi, il succo del discorso è chiaro. Se un paese ha bisogno dell’acquisto massiccio di titoli, di fatto di un’ampia monetizzazione del debito, il Quantitative easing (Qe) non può bastare. Ma questa monetizzazione potrà avvenire solo a condizione di aver prima commissariato quel Paese. Ecco dunque il ricatto all’Italia.

Il Mes non ci viene proposto perché risolutivo di qualche problema. Tutti sanno che non lo è, che i 36 miliardi ottenibili per quella via sono solo un decimo di quel che servirà. Ma il Mes è la pistola puntata alla tempia dell’Italia. Questo è il vero nodo politico.

Giustamente, nell’appello dei 101 economisti si sostiene che l’unica via per affrontare la crisi è quella della monetizzazione del debito, da attuarsi alla svelta. Comprensibilmente ci si chiede il perché la Bce non dovrebbe farlo, mentre lo fanno le banche centrali di tutto il mondo. Chiaramente, però, la Bce è una cosa assai diversa dalle altre banche centrali. Ma la diversità non sta tanto nello statuto (come pensano i faciloni), essa sta nell’assurdità di una moneta senza stato, anzi nell’irrazionalità di una moneta per 19 stati con interessi diversi e spesso contrastanti. E’ da un simile aborto che nascono le famose regole europee, tra queste quelle del Mes.

Ad ogni modo il ricatto euro-tedesco è servito. Era chiaro che lì sarebbero andati a parare. Adesso la scelta è politica. Squisitamente politica. O inizia un percorso di liberazione, o l’Italia sarà condannata, dopo l’inevitabile recessione, ad una stagnazione senza fine. Gli euroservi del Pd si sono già schierati. Senza illusione alcuna,vedremo cosa faranno i Cinque Stelle.

Vada come vada, la battaglia è appena iniziata. La maggioranza delle persone sa oggi da che parte stare. Se il governo non capitolerà, tanto meglio. Se invece cederà, lo pagherà caro.

Fonte: Liberiamo l’Italia

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2 pensieri su “IL RICATTO E’ SERVITO di Leonardo Mazzei”

  1. Anonymous dice:

    Ci hanno già venduto.

    I nostri “governanti” hanno tessuto la trappola ed ora faranno finta di caderci dentro.
    Il prolungarsi del lockdown, così come i numeri esagerati del covid-19 che vengono esposti, sembrano funzionali a sfinire la cittadinanza per poi farle ingerire qualsiasi boccone.
    Il PD parla già di patrimoniale, Bankitalia per bocca del direttore Visco (ex PD) ha già tra le righe annunciato che ricorrere al patrimonio privato degli italiani è un’ipotesi da considerare.
    Renzi e Berlusconi plaudono il ricorso al MES.
    Il M5S regge il gioco per paura di vaporizzarsi alle prossime elezioni e, intanto, le amministrative sono state spostate all’autunno.
    Non si vede una destra apertamente schierata, come altresì sostiene negli annunci. Sembrano più preoccupati di mantenere ognuno le proprie relazioni politiche internazionali. E in questo senso la Lega è più che ambigua.

    Personalmente ho un po’ paura.
    È ovvio che se si andasse al voto oggi i partiti (tutti) sarebbero spazzati via in favore di una enorme astensionismo.
    All’orizzonte vedo solo una svolta autoritaria lenta come una dolce eutanasia. Probabilmente, Napolitano docet, un governo tecnico sine die (Draghi?). D’altronde, chi meglio di un governo tecnico può guidare il paese in queste condizioni?

    Il tempo delle parole e delle riflessioni è finito. Protestare senza rappresentanza politica è inutile.
    Bisogna agire e un movimento extraparlamentare ha un solo modo di agire.
    Andare in piazza, certo con le mascherine e a due metri uno dall’altro, ma andare.
    E se non si vuole essere confusi coi gilet gialli, ci si faccia chiamare Giubbe Rosse, attenzione solo a non ripetere gli errori di Garibaldi.

    Basta uno che inizi, i molti lo seguiranno. Diversamente rassegnamoci.

  2. Alberto Conti dice:

    Questi 36 miliardi dal MES sembrano proprio i 30 denari di Giuda, presi da chi voleva morto Gesù.
    A questo punto il discorso da fare a questa UE è ancora più chiaro.
    Cari signori della banda bassotti, da vent’anni ci state dicendo che ogni Stato membro deve fare da sè, è responsabile della sua politica fiscale e del suo debito pubblico in proprio, perchè così nessuna cicala può fare la furba a spese delle virtuose formiche, anzi della formica regina che si pappa tutto. Benissimo, questa è l’occasione per dimostrare che la giustizia monetaria esiste, così come la intendete voi. Ecco come.
    Ogni Stato membro subirà danni enormi dal lockdown imposto dall’emergenza covid-19. E’ onesto supporre che tale danno sia omogeneamente distribuito in tutta l’area euro (anche se sappiamo benissimo che non è vero, sarà molto peggio per i PIIGS), perciò la proposta è che la BCE presti denaro a tasso zero a tutti gli Stati membri in proporzione al PIL consolidato, quello del 2019. Questa è imparzialità di fatto!
    La formica regina dice di no? Bene, le cicale indignate se ne vanno. Bye.

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