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ASSEMBRIAMOCI!

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Questa mattina, 18 maggio, mentre stiamo scrivendo, gli operai delle acciaierie Arcelor Mittal di Cornigliano (Genova) sono entrati in sciopero e si sono diretti in corteo verso la Prefettura.
Le maestranze hanno risposto compatte. Sono diverse centinaia [vedi foto.]
Il motivo della protesta è l’uso illegittimo della cassa integrazione da parte dell’azienda: “gli ordinativi ci sono, perché non ci fanno lavorare e scaricano sulla collettività i costi della Cig”?
Lo sciopero in corso è di grande importanza.
Non è il primo che si svolge nel regime repressivo emergenziale. Ricordiamo quelli recentissimi e spontanei alla Piaggio di Pontedera e alla Electrolux di Susegana (Treviso) per protestare contro l’obbligo delle mascherine del tipo Ffp2/3: “si soffoca, non si respira, in queste condizioni lavorare è una tortura”.
La grande importanza simbolica della protesta sindacale di oggi a Genova dipende dal fatto che allo sciopero è seguito un grande corteo che ha sfidato il famigerato Dpcm che vieta ogni “assembramento”, ovvero ogni manifestazione.
Per questo la Rsu dell’ex-ILVA, onde aggirare le prescrizioni emergenziali, l’ha chiamata “Passeggiata civile”.
Non è tuttavia solo una sfida allo stato d’emergenza, al criterio del “distanziamento sociale” e al divieto di manifestare.
E’ una sfida alla paura indotta, alla psicosi irrazionale generata dalla pandemia, all’accusa per cui chiunque violi le prescrizioni rischia di essere bollato come untore.
Mentre il Paese precipita nella catastrofe, il potere si dimentichi che resteremo inermi e chiusi in casa.
Un esempio che quindi speriamo verrà seguito.

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4 pensieri su “ASSEMBRIAMOCI!”

  1. Francesco dice:

    Il problema è che non tutte le categorie purtroppo possono contare sul sostegno di un sindacato. Per quanto riguarda il lavoro autonomo, Confcommercio e Confesercenti non soni veri e propri sindacati e comunque rappresentano principalmente gli interessi degli esercenti “medio_grandi”. I piccoli lavoratori autonomi e le partite iva non hanno in concreto un proprio sindacato sotto la cui sigla possano manifestare/ protestare/ avanzare proposte, rivendicare i propri diritti. Eppure di motivi per protestare ce ne sarebbero, al di là della situazione attuale legata al virus e al relativo lockdown. 2 su tutti: la concorrenza sleale della grande distribuzione e dei siti di vendita online e un sistema previdenziale che ci obbliga a versare all’Inps migliaia di euro ogni anno per poi prendere, FORSE, l’equivalente della pensione sociale a partire FORSE dai 70 anni… (…un problema, questo della IPOTETICA futura pensione, che in tanti, nello stesso settore del lavoro autonomo, ignorano COMPLETAMENTE)

    Francesco F.
    Manduria (Ta)

  2. Rosso Nera dice:

    Non dimentichiamo anche lo sciopero a oltranza alla TNT

  3. Cittadino dice:

    Il problema è proprio questo. Nonostante sia un bene che una protesta rompa il divieto di assembramento e che questa venga da un settore strategico come quello dell’acciaio, questa resta una protesta corporativa di categoria. Sono le richieste sindacali dei lavoratori dell’acciaio. Nessuna menzione, ad esempio, al superamento della differenza fra tutelati e non tutelati che ha recentemente evidenziato Mazzei.

    Se non ricordo male (ricordo vagamente un commento anonimo al riguardo proprio su sollevazione qualche anno fa) ci fu una volta un cosiddetto movimento dei non tutelati, quello contro cui Enrico Berlinguer lanciò l’accusa di essere untorelli. Forse varrebbe la pena riprendere la questione.

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