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VIRUS E GUERRA BIOLOGICA di V. D.

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

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Il Covid-19 non è un virus presente in natura, ma è stato creato da un laboratorio di Wuhan e precisamente nel laboratorio di biosicurezza 4. Alla costruzione di questa “chimera” hanno contribuito non solo scienziati militari cinesi, ma anche scienziati militari inglesi, francesi e statunitensi.

Tale tesi è stata bollata come “complottista” o anche peggio a seconda dei casi e degli interessi politici e economici delle frazioni dominanti del multiforme, quanto abissale, Partito Santa Scienza-Inquisizione del Deep State elitista guidato dai Rothschild. Di quel Partito il quale ha nelle proprie mani tutti i mezzi di informazione che raggiungono le case di decine e decine di milioni di italiani, di quel Partito il quale mediante tale mezzi usa da secoli l’ “informazione” come vera e propria arma di guerra.

Questa tesi “complottista” è però da oggi presentata con ampissima documentazione, date, fatti, nomi da uno scienziato di fama internazionale, il prof. Joseph Tritto, microchirurgo presidente del WABT (World Academy of Biomedical Sciences and Technologies) con sede a Parigi, nata molti anni fa sotto l’egida dell’Unesco.

Con questa breve recensione, da cui si arriverà inevitabilmente alla conclusione politica, cercheremo di essere il più chiari possibile, evitando il linguaggio degli addetti ai lavori, che dovrebbe comprendere quello della biofisica quantistica e della nanotecnologia. Non prenderemo, allo stesso modo, in specifico esame la questione dei vaccini, che richiederebbe una breve trattazione specifica.

Il prof. Tritto, 68 anni, è l’autore del libro che è uscito in questi giorni per i tipi dell’editore Cantagalli: “Cina Covid 19. La Chimera che ha cambiato il Mondo”.

Un libro prezioso, l’unico saggio che fa veramente alta informazione sulla tragedia in corso, spazzando via con il buon metodo dell’autentico pensiero scientifico sia il (più pericoloso) fanatismo del Partito Santa Scienza-Inquisizione sia il (più ingenuo) negazionismo.

Nel libro di Tritto quelli che fanno la più meschina figura sono proprio gli scienziati: inizialmente spinti dal desiderio di conoscenza, diventano poi desiderosi di potere, di arrivismo, carrierismo e di soldi. Tradiscono perciò ogni desiderio di conoscenza e non dovrebbero essere presi sul serio, mentre milioni di disperati ascoltano oggi questi esponenti di un’ideologia oppressiva, fideistica e fanatica, quali portatori di indiscutibili verità.

Viceversa, per quanto Tritto non lo dica o non lo possa dire o probabilmente non lo condivida sino in fondo, è ben chiaro – e il suo libro ce ne dà ulteriore conferma – che attualmente le élite militari specializzate nell’arte della Guerra Ibrida stanno scrivendo, ci possa piacere o meno, la storia politica e sociale di questi anni e scriveranno, ancora di più, quella dei prossimi decenni.

Alle elite del Governo Invisibile o Deep State si stanno opponendo, per grazia di Dio, altre elite che non vogliono demagogicamente il “bene del popolo” o chissà quale altro diritto civile di massa, ma semplicemente salvare la storia storicistica e storicizzata dell’essere umano, con il suo sangue, la sua gloria e le sue indubbie infimità, dal disegno transumanista e progressista del Governo Invisibile.

E’ probabilmente errato e novecentesco identificare una elite militare (sia essa di salvezza conservativa o di annientamento transumanista e progressistico) con un singolo Stato.

Siamo ormai entrati nell’era del grande scontro, tra una frazione del fronte conservativo moderato e una frazione di invasati progressisti transumanisti, che avanza sempre di più con stragi di massa, Rivoluzioni Arancioni, Genderismo, attentato mirato e controsacrale alla vita e ai più piccoli esseri indifesi, digitalizzazione globale da un lato, pensiero politicamente corretto ed ultraliberale (Sinistra liberal) dall’altro spacciato come difesa dei più poveri, dei più deboli, dei migranti, degli incerti sessuali…..

Chi oggi va evocando l’ormai datato Orwell per descrivere gli scenari distopici che l’elitismo progressista del Deep State ci sta riservando, non ha probabilmente chiaro chi ha di fronte ed è ottimista sulle loro intenzioni…..

Nelle 272 pagine del volume, che si leggono con notevole scorrevolezza, nonostante l’alto taglio scientifico, il prof. Tritto spiega con doverosa pignoleria intellettuale le radici del virus, soffermandosi inizialmente sul tentativo cinese di monitorare i vaccini contro la Sars, inserendo negli organismi genomi con estrazione Hiv, il che li renderebbe più aggressivi ed aggiungendo quindi elementi di coronavirus scoperti in pipistrelli “a ferro di cavallo”, con un metodo chiamato “reverse genetics system 2”. Tritto, come può constatare il lettore che si cimenterà nella lettura del libro, esclude tutte le ipotesi sperimentali avanzate, sull’origine del virus dal Partito Scienza del Deep State ed afferma, di contro, che (pp. 49 e segg.):

«Lo sviluppo crescente delle tecnologie di ingegneria genetica apre nuovi scenari nella guerra biologica (BioWarfare), nel bioterrorismo e nel terrorismo biologico (BioTerrorism), prospettando una nuova generazione di armi biologiche programmate per causare un’ampia diffusione di agenti patogeni ed un importante impatto sociale….Occorre sottolineare che l’attacco dissimulato o occulto tramite armi biologiche garantisce molti vantaggi rispetto agli attacchi nucleari e chimici, con armi convenzionali. Ad esempio, per ciò che concerne il potenziale offensivo delle armi biologiche, si può osservare che 1 grammo di boutolino è quasi 3 milioni di volte più efficace del gas nervino Sarin. Un missile caricato con botulino è in grado di colpire un’area di 3.700 km quadrati, cioè un’area 16 volte più grande di quella che può colpire il Sarin….La minaccia batteriologica costituisce il giusto compromesso costo/efficacia perché, pur essendo sicuramente più dispendiosa della chimica, rispetto ad essa presenta numerosi vantaggi:……….

– è difficilmente rilevabile ed assicura quindi la condotta occulta dell’azione di “biowarfare” garantendo anche l’anonimato di chi ha condotto l’attacco;

– a differenza di un attacco chimico che colpisce un’area localizzata (“puntiforme”), l’attacco batteriologico costituisce una minaccia reale arrivando a infettare più Stati contigui….In ultimo, è praticamente impossibile identificare con certezza se sia trattato di un attacco, di un evento naturale o di un episodio ascrivibile a una carente “safety”».

Il Professore specifica (p. 53) che la  “Cina è l’unico grande paese del mondo che ha aderito ma non ratificato la Convenzione”; Tritto si riferisce alla ratifica della BTWC, Biological and Toxin Weapons Convention, ed il fatto che la Cina abbia aderito alla stessa senza ratificare significa in ultima istanza che la Cina diviene la patria prediletta di sperimentazioni di Hibrid Warfare da parte dei servizi di intelligence adibiti a ciò.

La prima responsabile di questi esperimenti di ingegneria genetica è stata da anni la prof.ssa Shi Zheng Li, storicamente a capo del laboratorio di Wuhan ma totalmente scomparsa dalla scena da mesi. Ma questo centro ha avuto anche gli aiuti dell’Occidente a iniziare dal governo francese, poi dall’istituto Pasteur, da cui i cinesi avrebbero appreso l’uso dei genomi dell’Hiv.

Da segnalare poi l’aiuto di alcuni scienziati americani, fra cui il prof. Ralph S. Baric, dell’Università della Carolina del Nord e gli stessi fondi provenienti dagli aiuti Usa per lo sviluppo (Usaid). Gli scienziati Usa, in contatto con i coniugi Gates, erano proprio interessati agli studi sui coronavirus, che però fino al 2017 erano proibiti nel loro Paese, a causa della loro pericolosità.

Negli ultimi 5 anni, il laboratorio di Wuhan ha non a caso ricevuto per la ricerca virologica i fondi più consistenti di tutta la Cina, diventando un laboratorio di ricerca molto avanzata, che l’Accademia delle Scienze, e lo stesso governo cinese, hanno posto sotto il loro diretto controllo; dopo l’enorme pubblicità sul laboratorio di Wuhan, causata dalla pandemia, oggi a capo dell’Istituto di virologia di Wuhan è stato nominato il generale maggiore dell’Esercito popolare cinese, Chen Wei a cui è affiancata un’equipe ove spicca il nome di Zhong Nanshang, famoso pneumologo di lunga esperienza per quanto riguarda i virus di infezioni polmonari. Il generale Chen Wei è tra l’altro anche un’esperta di armi biochimiche, di nanotecnologie  e di bioterrorismo.

Il prof. Tritto non sa naturalmente dire con certezza definitiva se l’esplosione a livello mondiale del virus sia stata intenzionale o meno ma tende a scagionare in particolare la prof.ssa Shi Zheng in quanto onesta scienziata. L’Istituto di Virologia di Wuhan è così, in definitiva, una vera e propria fortezza dell’intelligence del partito cinese e delle stesse Forze Armate. Tritto spinge in conclusione perché a livello mondiale si riescano a raggiungere regole per la ricerca sulle chimere, sui rapporti tra centri e laboratori militari/civili, sul funzionamento dei laboratori a sicurezza P4, obbligando la Cina ed altri Paesi a sottoscrivere la Convenzione sulle armi biologiche e tossiniche.

Conclusioni

Un anno fa, in un suo pezzo, “Quale destino per l’Impero”, Giulietto Chiesa scriveva:

«Come non notare che il governatore della Banca Centrale d’Inghilterra, Mark Carney, in prossima uscita dall’incarico, è andato a fine agosto (2019 NDC) al simposium dei banchieri centrali, a Jackson Hole, nel Wyoming, a proporre – molto applaudito – la creazione di una “moneta sintetica egemonica” (Synthetic Hegemonic Currency, SHC), destinata a ridurre il peso del dollaro, ormai “non più in grado” di favorire il mercato globale e, anzi, causa della sua “paralisi”?

Una nuova moneta mondiale – ha precisato Carney – in cui il Renminbi di Pechino dovrà giocare un ruolo centrale. È una proposta alla Cina, palesemente. E Carney non è solo il governatore della banca d’Inghilterra. È anche una pedina, vicinissima al Rothschild, essendo uno degli sponsor della “Coalizione per un capitalismo inclusivo”, di cui è presidente e co-fondatrice, Lady Lynn Forester de Rothschild, amica e sodale tanto di Bill e Hillary Clinton quanto del suicidato Jeffrey Epstein, insieme alla sovrana (in senso letterale) compagnia del principe Carlo d’Inghilterra, del Duca di York, Andrew e all’altrettanto augusta compagnia dei più importanti CEO delle big corporations mondiali (in compagnia di Christine Lagarde: Unilever, Dow Chemical, McKinsey, UBS, GlaxoSmithKline, Alcatel-Lucent, Google, Gic Global Investment, Honeywell etc)».

Già nel 2013, d’altra parte, esponenti di punta della Frazione ultraprogressista ed anticristiana Rothschild erano in terra cinese a mediare l’auspicato passaggio globale dei poteri da New York a Pechino.

Vi sarebbe però stato quello che il ricercatore Thierry Meyssan definì l’evento imprevisto che spesso nella storia si verifica, ovvero la Rivoluzione democratica conservativa e populista guidata da Trump contro l’elitismo del Deep State.

Nessuno nel mondo credeva nella vittoria del tycoon conservatore anti-Rothschild, né i cinesi, né i russi, che erano già pronti a una nuova escalation militaristica antirussa con la Clinton alla Casa Bianca, né i sauditi, né tantomeno gli iraniani progressisti clericali di Rohani che avevano puntato tutto sul nuovo accordo con la Clinton e spediranno poco dopo in galera il Conservatore Ahmadinejad, antagonista della Sinistra liberal occidentale.

Nessuno, tantomeno, pensava che il tycoon durasse quattro anni senza un incidente alla Kennedy e soprattutto che, riportando con una grande operazione di politica economica al centro l’economia statunitense, sapesse colpire al cuore proprio la strategia clintoniana e della stessa Casa Reale britannica proiettata verso un nuovo Globalismo progressista a trazione sino-americana, che sembrava ormai inarrestabile, come ben spiega Dobbs nel suo ultimo saggio, che fornisce la più convincente lettura della questione.

Analizzando il ruolo e le funzioni dell’elitista Pilgrim’s Society (di cui fanno parte anche Clinton ed Obama), Meyssan ha scritto:

«Molte cerimonie previste per il 400° anniversario del Mayflower sono state annullate per l’emergenza coronavirus, in particolare la conferenza che l’ex segretario per la Sicurezza Nazionale britannica avrebbe dovuto tenere alla Pilgrim’s Society. Le malelingue assicurano che, ove Donald Trump perdesse le elezioni presidenziali, l’epidemia sparirebbe il giorno successivo e i festeggiamenti avrebbero inizio”.

Il ricercatore francese identifica perciò direttamente l’emergenza globale coronavirus con un attacco della frazione filocinese ed antirussa del Deep State (Rothschild) e delle varie Pilgrim’s Society.

Un attacco di guerra ibrida mondiale, ma che si sarebbe concentrato proprio contro il lavoro americano e contro il Rinascimento sociale conservatore Trumpiano (MAGA).

Negli anni precedenti, l’economia americana fu rasa strategicamente al suolo dai liberal clintoniani alla Obama, proprio per fare spazio al nuovo sogno cinese.

Se Trump non avesse avuto l’intralcio del coronavirus e delle conseguenti devastazioni economiche e Rivoluzioni Colorate in corso, la competizione elettorale del novembre 2020 sarebbe stata una mera formalità, dati gli standard economici conseguiti.

Ma è arrivato dalla Cina il Covid 19. Quanto fatto dal presidente Trump trascende però le elezioni; le elite globaliste avevano ripetuto sino allo sfinimento che la classe media e le classi lavoratrici americane non sarebbero mai più cresciute, che i salari sarebbero rimasti stagnanti fino a diventare perpetui.

Trump ha invertito tutto ciò, ha sostanzialmente nazionalizzato la FED, mentre i Democratici radicali e il Deep State cospiravano per rovesciare la sua Presidenza, mentre la pandemia mortale infuriava e le proteste di strada orchestrate con le rivolte violente di Antifa e BLM dominavano i titoli dei giornali.

Trump, anche se sconfitto, sarà un epifenomeno rispetto a quello che verrà ricordato come il “secolo di Trump”, “il secolo del Nuovo conservatorismo populista”.

Nessun presidente statunitense che gli succederà potrà agire senza continuare sui suoi passi, oltre la retorica ufficiale. L’alternativa, unica, al trumpismo potrebbe allora essere la guerra civile americana, avviata e condotta però dal proletariato americano conservatore, non dai figli della grossa borghesia progressistica e globalista alleati di Soros, dei Rothschild e della Cina.

La Rivoluzione conservativa patriottica, antiprogressista e antiglobalista, è ormai incisa a lettere di fuoco nello spirito americano, va ben oltre Donald Trump, avendo aperto un ciclo secolare che raggiungerà, a breve, anche l’Europa e probabilmente la stessa Cina, sovvertendo il progressismo economicistico e mercantilistica imperante in questi continenti, come è (stato) nella logica del Deep State.

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3 pensieri su “VIRUS E GUERRA BIOLOGICA di V. D.”

  1. Francesco dice:

    Quello che mi sfugge, in questi discorsi che sento ripetere incessantemente, chi sarebbe il governo invisibile e cosa è il Deep state. Mistero! E se il virus è nato in laboratorio per essere utilizzato come arma biochimica chi è che ha azionato il grilletto? È partito un colpo accidentale pulendo la canna del fucile?

  2. Graziano PRIOTTO dice:

    Fu vero e fiero virus ? Ovvero: la medicina al servizio del potere.

    che il virus Covid 19 esista e sia più pericoloso di quelli annuali delle influenze è un dato di fatto che ha tutte le probabilità di venire confermato quando si potranno separare le menzogne dai fatti. Altrettanto vero è che non si tratta di peste o simili mortifere infermità che agiscono “erga omnes”: il Covid 19 colpisce dove le difese immunitarie sono molto carenti. Fin qui i fatti osservabili e dimostrabili.
    Che sia stato prodotto in laboratorio e poi sfuggito al controllo, oppure volutamente messo in circolazione o che sia semplicemente una mutazione causata dalle diffuse vaccinazioni antinfluenzali, questa e altre analoghe ipotesi non sono per ora il punto centrale da indagare.
    Ciò che conta è l’uso che è stato fatto della “pandemia” dai vari governi nel mondo. E su questo punto non ci possono essere molti dubbi: con modalità analoghe (imposizione di regole di condotta anti-contagio, dalle “mascherine” fino agli arresti domiciliari e quasi ovunque al blocco di tutte le attività economiche nell’intera nazione) sono state cancellate le libertà fondamentali di movimento e soprattutto di riunione. Le sole modalità di contatto autorizzate ai cittadini per comunicare fra di loro sono stati i mezzi telematici, da Facebook a Twitter, Instagram ecc., tutte facilmente controllabili e in caso di necessità soggette facilmente a blocco (autoritario o dietro le mentite spoglie del controllo delle “fake news”).
    La Cina ha chiuso alcune aree (qualche centinaio di milioni di cittadini, ma che cosa sono su 1 miliardo e trecento milioni ?!) , ma non ha congelato l’intero sistema economico come la maggior parte dei Paesi europei. Certamente ha subito e subirà cospicue perdite economiche ed unaumento della disoccupazione, visto che dipende largamente dai commerci globalizzati, ma saranno perdite infinitamente minori di quelle degli altri Paesi, USA compreso.
    Fu vera pandemia ? Nonostante l’incertezza che suggerisce una risposta prudente, si può constatare che :
    1) le informazioni sulla natura e sulla pericolosità del virus sono state largamente non solo esagerate ma anche falsificate. Anche attualmente in modo subdolo si presentano in tutto il mondo non i numeri dei malati e dei morti, ma si enfatizza quello degli “infetti”, dei “contagiati”.
    E per imporre il credo di un pericolo crescente e quindi mantenere alto il terrore e carpire il consenso dei cittdini al prolongamento forse sine die delle misure liberticide, si intensificano i “test” (di dubbio valore, non solo per l’insicurezza dei risultati ma per la loro intrinseca inutilità: è evidente che prima o poi tutti dovranno entrare a contatto con questo virus (o uno dei suoi successori, visto che sono già state scoperte alcune mutazioni) : chi ha un sistema immunitario funzionante non si ammalerà o fareà una breve malattia senza altra conseguenza ch el’acquisizione dell’ immunità, coloro che hanno patologie che impediscono al proprio sistema immunitario di funzionare sono e restano a rischio, ma a meno di farsi ibernare, non possono avere alcuna certezza di essere fuori pericolo nel medio e lungo termine. Dunque la ricerca spasmodica di contagiati e di “asintomatici” non ha basi sensate né ragioni mediche. Se ci si chiede quindi “a che pro” la risposta non può essere che una: governare con la paura – e quella della morte è certo la più credibile ed impressionate – facilita enormemente tutte le altre operazioni che i governanti e coloro che li pilotano possono mettere in atto per rafforzare il dominio sulle masse, distraendo facilmente l’attenzione generale da queste altrimenti impossibili operazioni. Esattamente come il prestigiatore.
    2) che i governanti abbiano o avessero veramente com emaggiore movente e preoccupazione la salute dei cittadini è poco credibile: i numeri dei decessi per altre malattie causate da inquinamento, cattiva alimentazione, tabacco, alcohol veleni chimici usati in agricoltura, ecc. ecc. sono enormemente maggiori dei decessi attribuiti al Covid. Ed in quanto all’attribuzioni sono legittimi molti dubbi, quindi soltanto il conteggio finale al 31 dicembre dirà se nel 2020 sono morti veramente molti più cittadini che non nella media degli anni precedenti (probabile addirittura che il numero sia invece sensibilmente inferiore).
    3) nella stampa “mainstream” (ed anche in quella alternativa) si discute sullla chiusura di negozi, bar, discoteche, teatri, chiese, ecc. ecc., ma nessuno menziona la chiusura delle università. Se la misura fosse dettata da motivi medici, le università sarebbero le ultime istituzioni a costituire un pericolo, per evidenti ragioni derivanti dall’età degli studenti ed anche dei docenti (65 anni e poi si è emeritati). Dunque lontano dalla fascia di età veramente a rischio (oltre gli 80 anni). Legittimo anche qui il dubbio che il vero motivo sia di ben altra natura: tutte le rivolte del dopoguerra (e molte dei secolii passati) sono sempre paratite dalle università. Quindi anche qui non motivi di “tutela dalla pandemia” ma del dissenso.
    4) balza agli occhi l’enorme spoporzione fra i quasi inesistenti sforzi per miglirare i sistemi di cura dei malati di Covid 19 ed i mezzi impiegati per la chimerica preparazione di un vaccino sicuro contro di esso (in decenni non si è riusciti a produrne nessuno contro l’AIDS, perché dovrebbe funzionalre per il Covid 19 e magari 209, 21, 22, …)?
    Anche questo non può essere casuale: da sempre (anche nel caso dell’AIDS) è sempre stato più semplice ed efficace migliorare i sistemi di cura che non trovare un vaccino. Ovviamente con ricadute molto diverse sui profitti dell’industria farmaceutica.

  3. marco dice:

    Ho letto il libro Il Club Del Bilderberg di Daniel Estulin nel 2016 e ho capito come tante questioni globali come ad esempio la migrzione da un punto all’altro succeda, questi fatti non accadono in una settimana bensi’ occorre mesi o anni per vederne i primi risultati ,e’ molto strano vedere un mondo dove la ricchezza e’ in mano a pochi e nessuno ha interesse ad aiutare alla radice chi ha bisogno di aiuto, si sta progressivamente ribaltando tutto, i popoli si stanno mischiando malgrado non e’ accettata questa scelta, fatta dal governo ombra, un governo che sta dietro ai burattini che vediamo in tv ogni giorno, in italia l’ultimo populista Salvini e’ stato costretto a cedere, in amrica trump idem, in piu’ il giorno dopo la vittoria di biden voila’ e’ spuntato il vaccino, e’ troppo evidente che c’e’ dietro al covid una guerra batteriologica, invisibile a noi esseri umani, solo il populista puo’ e deve ribellarsi a questi sporchi assassini che hanno in mano l’informazione con tv, editoria, interi governi sotto il loro controllo, l’unico loro punto debole e’ il popolo, il populismo e’ la loro maggiore paura e mi auguro che mascano in europa e nel resto del mondo molti e moltissimi trump

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