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MARCIA DELLA LIBERAZIONE: MENO 18

MARCIA DELLA LIBERAZIONE

LAVORO, REDDITO, SOVRANITA’, DEMOCRAZIA

10 ottobre 2020, h. 14:00 Piazza San Giovanni – Roma

Intervento di Giampaolo Eleuteri

www.marciadellaliberazione.it
Adesioni
Promotori e Comitato organizzatore
per aderire: segreteria@marciadellaliberazione.it

Vogliamo la fine del neoliberismo, un modello economico e di pensiero che sfrutta molti per arricchire pochi.
Vogliamo più Stato e meno mercato e vogliamo che venga, finalmente, applicata la Costituzione del 1948.
Per questo marceremo insieme, per una profonda svolta, contro un governo schiavo dell’Unione europea e della grande finanza.
Il 10 ottobre i mille rivoli sparsi si uniranno per diventare un fiume in piena, inarrestabile




DAVVERO SIAMO MESSI MALE? di Piemme

Nel nostro mondo la vittoria del SÌ ha gettato nello sconforto diversi amici e compagni.
Avevano creduto che la rimonta del NO avrebbe potuto addirittura sfociare in una vittoria.
Lo sconforto è comprensibile, ma non è giustificato.
Il NO ha ottenuto un rotondo 30% — vi sembra poco? Non è affatto poco anche visto il contesto di panico pandemico e di terrorismo biopolitico.
La contestazione dell’ordine di cose presente, pur in una forma che in altri tempi avremmo definito “qualunquistica”, attraversa anche il campo del SÌ.
Del resto è simmetricamente vero il contrario: anche nel campo del NO c’è una zona grigia di voto conservatore, liberista ed eurista.
In assenza di un forte polo antagonista, patriottico e democratico, la battaglia referendaria è stata infatti monopolizzata dalle due cosche sistemiche di centro-destra e centro-sinistra.
Per questo (anche se suonerà retorico), affermo che invece di lasciarsi prendere dallo scoramento c’è da intensificare l’attività per dare vita al “terzo polo”, alternativo ai rinascenti centro-sinistra e centro-destra.

Ora più che mai, dopo il suicidio dei 5 stelle. Scomparso il M5s, il campo dell’opposizione sociale e politica non è scomparso, è solo sguarnito, privo di adeguata rappresentanza.
Si tratta di un campo ampio, che la crisi sistemica tenderà anzi ad allargare.
Se siamo dunque messi male non è perché non abbiamo spazio politico.
Siamo messi male perché non siamo ancora riusciti a costruire né un fronte unito delle forze antagoniste e patriottiche, né un partito forte e strutturato.
Le due cose sono connesse e interdipendenti.
Solo un potente partito può essere il soggetto capace di aggregare un fronte ampio, ma un simile partito non sorgerà se i suoi nuclei fondanti non agiranno come elementi di agglutinazione politica e di saldatura tra i diversi settori sociali duramente colpiti dalla crisi sistemica.
Due e solo due, a me pare, sono i fattori che, rebus sic stantibus, possono determinare un salto verso il terzo polo ed aprire quindi una fase nuova: la Marcia della Liberazione e il nascente Partito dell’Italexit con Paragone.
Se la Marcia sarà un successo, non solo essa darà coraggio a tanti cittadini, richiamanadoli alla lotta, darà una spinta propulsiva al costituendo Partito dell’Italexit.