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UE: FEDERAZIONE RUSSA PUTINISTA PRIMO NEMICO di V. D.

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Riceviamo e pubblichiamo

Il Commissario europeo per l’energia, il tedesco Günther Oettinger, il 26 agosto, a Minsk, in Bielorussia, al vertice trilaterale Russia, Ucraina e Unione europea dichiarava che l’ambizione dell’UE è evitare, nell’immediato futuro, problemi relativi alla sicurezza dell’approvvigionamento per i paesi membri.

Il 27 agosto, nella città moldava di Ungheni, il commissario Oettinger, il primo ministro moldavo Ion Chicu e il premier romeno Victor Ponta hanno inaugurato un link tra la rete europea e la rete moldava in direzione ovest-est. Il gasdotto è chiaramente un’alternativa al percorso russo per estromettere Mosca e integrare Chisinau nella sfera d’influenza di Berlino e Varsavia.

Il socialista Igor Dodon, presidente della Moldavia, ha posto all’ordine del giorno l’abbassamento del prezzo russo da 170 dollari ogni mille metri cubici a 100 dollari; il primo ministro, il già citato tecnocrate filosocialista Ion Chicu, ha alzato il tiro in sostanziale complicità con Berlino, con la richiesta di maggior gas rumeno sottolineando, tra le righe, la necessità strategica di disconnettersi da Mosca.

Il gasdotto di collegamento tra la rete europea e quella moldava, tra le città di confine di Iaşi e Ungheni, in Romania, sarebbe costato 28,5 milioni di euro, solca circa 11 chilometri di terra moldava ed è stato finanziato dalla BERS e dalla Romania.

La portata di cui dispone è di 500 milioni di metri cubi e a regime si arriverà comunque, a quanto pare, a 1,4 miliardi di metri cubi, un dato complessivo non di molto superiore all’attuale fabbisogno moldavo. L’obiettivo è ora quello di estendere la rete all’intera Moldavia, la cui struttura interna è di proprietà Gazprom, ma secondo i dati diffusi già da ora circa il 65% di fabbisogno medio di Moldavia e Transnistria potrebbe essere soddisfatto dal nuovo impianto.

Va considerato che la crisi bielorussa è iniziata mesi fa proprio sul prezzo del gas russo e, vista in una ottica un poco differente da quella della rivoluzione colorata a Minsk, come hanno giustamente sottolineato fuori dal coro Angelo Vinco in questo sito e Stefano Zecchinelli ne “L’Interferenza”, se non fossero scoppiati i recenti disordini a agosto, non si sarebbe placata la diatriba sul prezzo.

Il socialista moldavo Dodon sembra quindi quasi voler ripercorrere la pregressa tattica di Lukashenko: mediare amichevolmente con Berlino e con Pechino con il fine di stremare e indebolire la controparte russa. Il gioco si svolge però sul filo del rasoio: circondata da basi NATO la Russia non può retrocedere più di troppo da Minsk, Belgrado, Chisinau, che ne costituiscono il simbolico ultimo bastione strategico prima della inevitabile “fase Kutuzov”.

Il Globalismo elitistico, irreligioso e nichilistico, ha da tempo individuato nel Putinismo cristiano-ortodosso l’unico concreto antagonista mondiale sul campo, politico, economico e culturale, ma la UE, sino a pochi mesi fa, non era particolarmente attiva sul fronte russofobo.

L’FSB russo, in collaborazione con l’intelligence bielorussa, ha di fatto intercettato un dialogo che mostrerebbe la regia del cancellierato di Berlino, in collaborazione con lo spionaggio polacco, sul caso del falso avvelenamento di Navalny:
Varsavia: L’avvelenamento è confermato, vero?
Berlino: Ascolta ……in questo caso non è poi questo fatto così importante. Siamo in guerra e in guerra tutti i metodi vanno bene…….
I popoli europei non sanno di essere in guerra con Putin, ma le élite militari e politiche europeistiche si dichiarano in guerra con la Federazione Russa e stanno di fatto battendosi per una loro guerra contro il presidente russo. Il responsabile di una frazione dell’intelligence all’estero, Sergey Nayshkin, ha infatti genericamente parlato di falsificazione dell’operazione Navalny e di falso avvelenamento, senza puntare specificamente o ripetutamente il dito sui tradizionali avversari dell’intelligence angloamericana, come avveniva solitamente in un contesto simile o come sarebbe avvenuto se vi fosse stato anche una poco più minima certezza.

I maggiori partiti politici tedeschi, a eccezione di una piccola frazione conservatrice della CDU e del movimento di nuova destra Alternativa per la Germania, chiedono ora la immediata sospensione del Nord Stream 2, una necessaria vendetta politica e geopolitica contro il Putinismo che avvelenerebbe gli oppositori.  Heiko Maas , ministro esteri di Berlino, ha dichiarato domenica 6 settembre che la Germania bloccherà il Nord Stream 2 se la Russia non riconoscerà la propria responsabilità nel caso Navalny.

Allo stesso tempo, però, si rafforza l’asse Modi-Putin sia sul piano della collaborazione militare sia su quello della collaborazione sanitaria, basata sulla produzione, da parte di aziende indiane, dello “Sputnik V” che avrebbe superato tutti i test del caso nel 100% dei casi, come testimonia la rivista medica britannica, altamente indipendente, Lancet.

E la stessa mossa di Trump sul Kosovo-Metohija, un duro colpo sferrato a UE e a Erdogan, di certo non può che andare incontro ai desiderata di Mosca. Allison, in un recente saggio su cui si è molto discusso, “Destinati alla guerra”, paragonava sostanzialmente la Cina odierna alla Germania dello scorso secolo, prevedendo come inevitabile un conflitto caldo tra Stati Uniti e Cina, secondo la tradizionale logica della “trappola di Tucidide”.

Viceversa, è a nostro avviso la Russia Putinista, non la Cina, a subire ormai da anni la fase strategica di accerchiamento (Einkreisung) sia da Occidente sia da Oriente; accerchiamento fino a ieri soprattutto politico e ideologico, da pochi anni anche economico.

C’è solo da augurarsi che cresca la fronda interna per far tornare sui propri passi la signora Merkel, che recherebbe gran danno a tutti i popoli europei nel persistere della sua durezza di fatale contrapposizione ai popoli ortodossi, dal Mediterraneo all’Europa centro- orientale.

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2 pensieri su “UE: FEDERAZIONE RUSSA PUTINISTA PRIMO NEMICO di V. D.”

  1. Cittadino dice:

    “C’è solo da augurarsi che cresca la fronda interna per far tornare sui propri passi la signora Merkel

    Fortunatamente pare che il nord stream 2 andrà avanti. Del resto se ci sono davvero forti interessi dell’industria tedesca una sua cancellazione non porterebbe ad una pesante destabilizzazione politica della Germania?
    Specialmente in un momento in cui la Gran Bretagna riprende la sua geopolitica imperialista indipendente dai patti con le altre nazioni europee di questi decenni.

    Giovanni

  2. Mario dice:

    1) Erdogan e la Merkel sono alleati contro Putin.
    2) Libano: come mai la Germania non solleva un polverone come con Navalny? Perchè emergerebbe il ruolo dei servizi francesi stragisti.
    3) Il Deep State sta favorendo Trump, perchè vuole fare dell’UE la nuova Amaerica imperialista con la forza Nato. Attacco a Mosca sarebbe un gioco così

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