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CLAUDIO BORGHI AQUILINI: L’ANTICICLICO di Sandokan

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L’Italia, ma lo sapevamo, è un paese bizzarro. Tanto per fare un esempio: è l’unico nell’Unione europea in cui ci si accapigli sull’eventuale uso del MES, chi a favore chi contro.
L’unico visto che tutti gli altri non vogliono saperne.
Per la verità, gli altri, pare non vogliano ricorrere nemmeno agli “aiuti” del “Ricoveri Fund”.
E’ il caso di Spagna e Portogallo.
La ragione è presto detta: c’è talmente tanta liquidità sui mercati che nessuno Stato ha problemi a spacciare i suoi titoli di debito. La stessa Bce ne sta comprando a gogò.
C’è una tale quantità di domanda che spesso i tassi sono addirittura negativi, oppure il costo in interessi (per gli stati) è pari allo zero.
Come ha dichiarato ieri Gualteri ciò vale anche per l’Italia. Perché mai accettare “aiuti” vincolati a questa o quella condizione dettata dall’esterno? Perché mai legarsi le mani sul come e quando spendere?
 
Allora perché tutto ‘sto casino nostrano sul MES?
La ragione è doppia.
La prima è ideologica: da una parte piddini e Confindustria, che dettano l’agenda, debbono infettare col loro ossessivo europeismo i cittadini, provando a convincerli che senza il MES andremmo ramengo.
La seconda è che, essendo l’Italia l’anello debole della catena unionista, si deve dimostrare a Berlino e all’oligarchia burocratica che essi sono servi affidabili. D’altra parte è evidente l’uso strumentale che M5S e Lega fanno del loro no al MES. Si fanno belli agli occhi dei cittadini euroscettici, fanno i duri, ma per poi accreditare gli “aiuti” del “Ricoveri Fund” come aiuti buoni. Si guardano bene dal dire che il “Ricoveri Fund” è un vero e proprio “Super-MES”, che toglierebbe al Paese un’altra quota di sovranità politica ed economica.
 
A questo gioco sporco si presta, hainoi, anche Claudio Borghi Aquilini, che si è fatto un nome come condottiero del no-euro. Dopo che Conte, nella conferenza stampa dell’altro ieri, ha detto che si potrebbe fare a meno di ricorrere al MES, ha fatto un tweet esilarante. Ecco il testo: 
 
«Sette mesi di battaglia contro il MES. Vittoria. Non potete immaginare quanto sia felice. Grazie a tutti quelli che ci hanno supportato. Grazie anche ha chi ha lavorato lontano dai riflettori. Viva l’Italia».
 
Se non si può perdonargli l’acca al posto sbagliato, davvero insopportabile questa boria con cui tenta di intestarsi “la vittoria”. Vedremo come va a finire la vicenda, ma davvero Conte ha cambiato idea grazie Borghi? Non pesa forse molto di più il no dei 5 stelle grazie al cui appoggio occupa il posto di Presidente del Consiglio?
Una sbruffonata per galvanizzare e infervorare i suoi e di Bagnai supporter nella Lega che, visto l’andazzo da quelle parti, sono delusi e incazzati assai.
 
Del resto il Borghi è un personaggio pittoresco assai. A chi gli chiese anni addietro se volesse uscire dall’euro per attuare politiche keynesiae o se volesse uscirne ma per restare nell’alveo del liberismo, la risposta del nostro fu a dir poco comica: “Io sono statalista in recessione e liberista in crescita. Diciamo che sono anticiclico”. Un fantastico caso di cerchiobottismo economico.
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