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SI SONO FUMATI IL CERVELLO di Renato F.

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

L’anno scorso, da poco scatenatasi la pandemia, pubblicavate un articolo — IL SISTEMA NE AMMAZZA PIÙ DEL VIRUS — in cui stabilivate un nesso causale tra l’alta percentuale di morti attribuiti al corona virus in Pianura Padana e l’alto inquinamento atmosferico dell’area. Citavate i dati dell’ENEA (2017) secondo cui c’erano 85mila morti l’anno a causa delle polveri sottili.

Ad un anno di distanza, quanto scrivevate è confermato da una recente inchiesta della rivista scientifica The Lancet, in cui, dati alla mano, si dimostra che Milano è tra le venti città del mondo con la più alta mortalità per polveri sottili.

Ebbene, in questo contesto di ambiente avvelenato, col provvedimento “Aria” il Comune di Milano ha deciso di imporre il divieto di fumo all’aperto entro il 2025. Il sindaco Sala ci tiene a far sì che Milano venga annoverata, con insopportabile anglicismo, una delle green city smoking free. Chi si accenderà una sigaretta, verrà sanzionato.

Sull’onda dell’isteria pandemica, per cui ognuno è sospettato di contagiare e diffondere morte, anche il fumatore diventa perseguitato come untore.

Il pensiero unico salutista, l’ideologia integralista-ecologista della “vita sana”, verranno imposti per legge.

Andando ad aggiungersi alle soffocanti restrizioni anti-covid, questo divieto, mostra quanto lo “stato liberal-democratico” tenda ad assomigliare ogni giorno che passa, ai regimi di dittatura.

Fra poco rischiamo di vedere nascere il “Ministero delle virtù”.

Mai avrei pensato che fumare una sigaretta all’aperto sarebbe diventato un gesto di DISOBBEDIENZA CIVILE.

Ed io giuro che disobbedirò!

Milano, 24 gennaio

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