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AAA, ONESTA’ INTELLETTUALE CERCASI di Leonardo Mazzei

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AAA, onestà intellettuale cercasi: questo l’annuncio che dovrebbe campeggiare in testa alle prime pagine dei giornaloni e nei titoli dei Tg. Ma questo sarebbe possibile solo ove l’oggetto della ricerca fosse presente in quei luoghi almeno in minima dose. Ma così palesemente non è. Ed è proprio per questo che la ricerca è difficile. Oggi, in tempi di narrazione pandemica unificata e di regime, addirittura disperata.

Detta così sembrerebbe quasi la mitica scoperta dell’acqua calda. Del resto, l’onestà intellettuale è da sempre merce rara. Ma qui non stiamo parlando di un’onestà perfetta ed assoluta, difficile da ottenersi per chiunque. Qui vogliamo occuparci invece della manifesta disonestà intellettuale che ci viene riversata addosso a tonnellate ogni dì. Per essere più chiari: una cosa è insistere su una propria idea anche quando i suoi presupposti cominciano a vacillare nella realtà fattuale; altra cosa è negare l’esistenza stessa dei fatti che la inficiano. Nel primo caso siamo di fronte ad un errore correggibile, al massimo ad un peccato veniale; nel secondo alla menzogna bella e buona.

Prendiamo il caso dei vaccini. Già alla fine dello scorso anno, abbiamo sostenuto come su questa controversa questione bisognerebbe passare dalla tifoseria al ragionamento. Così scrivevamo infatti il 29 dicembre scorso:

«Possiamo negare che il vaccino possa in qualche modo contribuire a contrastare l’epidemia? Possiamo cioè negare in assoluto il suo valore d’uso? Evidentemente no. Possiamo, e con mille ragioni, dubitare della sua sicurezza. Così come possiamo dubitare ragionevolmente della sua sensatezza, visto che avrà forse un’efficacia temporale molto limitata, o considerato comunque che l’epidemia si esaurirà probabilmente da sola in un biennio, come ci ha ricordato il 24 dicembre lo stesso presidente dell’Aifa – Agenzia italiana del farmaco – Giorgio Palù.  Ma, ci direbbe subito il vaccinista di turno, si può per questo negare che il vaccino possa avere un ruolo, magari marginale, nel salvare un certo numero di vite umane? Ecco, è a questo punto del discorso che si imporrebbe – beninteso, per entrambe le parti – il passaggio dalla tifoseria al ragionamento. Certo che il vaccino potrebbe salvare un certo numero di vite umane, ma quante altre potrebbe metterne a rischio a causa di una sperimentazione del tutto insufficiente? Vale davvero la pena adottare una “soluzione” forse peggiore del male?».

Da allora sono passati due mesi e mezzo, ma l’atteggiamento religioso, addirittura sacrale nei confronti del vaccino – peggio ancora, dei vaccini qualunque essi siano (unica eccezione quello russo!) – non è cambiato di una virgola. La tifoseria dei vaccinisti a prescindere si fa anzi sempre più rumorosa ogni giorno che passa. Siamo così arrivati ad una disonestà intellettuale vomitevole, tanto imbarazzante da essere ormai quasi incommentabile.

Due irrisolvibili contraddizioni chiariscono al meglio ciò di cui stiamo parlando.

La prima. Da un lato ci dicono che vaccinarsi è un dovere morale (lo ha detto perfino il Papa), il non plus ultra della solidarietà esprimibile in questi nostri e disgraziati tempi. Dall’altro ci ricordano invece che il vaccino non protegge comunque dal contagio, tant’è vero che il vaccinato dovrà continuare a mascherarsi e a “distanziarsi” al pari dei non vaccinati. Ma se è così, se il vaccinato continua ad essere un possibile veicolo dell’infezione al pari del non vaccinato (tra parentesi: ma che razza di vaccino è???), in cosa consisterebbe questa solidarietà? Qualcuno è in grado di spiegarcelo? Ovviamente no, ma se tu lo fai notare ecco che scatta subito la sentenza: negazionistaaa! E va bene: negazionista sì, ma delle fandonie che vorrebbero farci bere a tutti i costi.

Ma c’è una seconda contraddizione emersa alla grande negli ultimi giorni. Come noto, dopo numerose morti sospette, alcuni paesi europei hanno sospeso l’uso del vaccino di AstraZeneca, mentre altri (tra i quali l’Italia) hanno tolto dalla circolazione il lotto incriminato. Bene, questa azione precauzionale – peraltro fin troppo tardiva – ha senso solo come premessa ad un accertamento dell’eventuale legame tra quei decessi e la somministrazione del vaccino. Viceversa, sospensioni e ritiri sarebbero atti semplicemente insensati. Per cui delle due una: o le autorità politiche e sanitarie hanno agito in modo scriteriato (e allora lo si dica), oppure dobbiamo aspettare delle risultanze minimamente attendibili. Cosa avviene invece? Mentre queste risultanze ancora non ci sono, a pronunciarsi sono i politici, i giornalisti e gli osceni scienziatoni da palcoscenico che continuano a dirci da un anno la stessa cosa: che hanno ragione loro a prescindere, e – questo è il bello – ce l’hanno sia che dicano bianco sia che dicano nero.

Il giorno dopo allo scoppio del problema in Italia (ed in Europa) così sottotitolava il Sole 24 Ore: «Draghi e Von der Leyen: “Nessun legame con la trombosi”». Stessa musica dall’Ema e dagli infettivologi che conosciamo – Galli: “E’ una bufala” – mentre ieri l’impagabile Speranza assicurava che “AstraZeneca è sicuro”. E potremmo continuare, perché da lorsignori è tutto un coro di rassicurazioni, ma nessuno che ci spieghi allora il senso delle misure prese.

Fermiamoci qui che basta e avanza. La faccia tosta di questi signori è davvero insopportabile. Si potrebbe capire un ragionamento che dicesse: “d’accordo, vista l’insufficiente sperimentazione, questi vaccini hanno limiti di efficacia da verificarsi nel tempo, insieme a rischi che stiamo ancora valutando, ma essi vanno a nostro avviso accettati a confronto di quelli rappresentati dal virus”. Noi non saremmo comunque d’accordo, ma un discorso così sarebbe almeno formalmente onesto.

Questa onestà, anche solo formale, l’odierno potere non se la può permettere. I cittadini non devono essere messi nella condizione di ragionare. Essi, in quanto sudditi, devono solo obbedire. Da qui le menzogne a cascata del nuovo regime politico-mediatico-scientifico. Da qui l’inevitabile disonestà degli intellettuali che stanno coi frati e zappano l’orto.

Sono stato troppo tranchant? Temo di esserlo stato troppo poco.

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9 pensieri su “AAA, ONESTA’ INTELLETTUALE CERCASI di Leonardo Mazzei”

  1. Ruggero Orilia dice:

    “Da un lato ci dicono che vaccinarsi è un dovere morale (lo ha detto perfino il Papa), il non plus ultra della solidarietà esprimibile in questi nostri e disgraziati tempi. Dall’altro ci ricordano invece che il vaccino non protegge comunque dal contagio, tant’è vero che il vaccinato dovrà continuare a mascherarsi e a “distanziarsi” al pari dei non vaccinati. Ma se è così, se il vaccinato continua ad essere un possibile veicolo dell’infezione al pari del non vaccinato (tra parentesi: ma che razza di vaccino è???), in cosa consisterebbe questa solidarietà? Qualcuno è in grado di spiegarcelo? Ovviamente no, ma se tu lo fai notare ecco che scatta subito la sentenza: negazionistaaa! E va bene: negazionista sì, ma delle fandonie che vorrebbero farci bere a tutti i costi.”
    Da quello che ho letto, è meno probabile che il vaccinato sia contagioso rispetto al non vaccinato. In questo consisterebbe la solidarietà. Ma dato che le probabilità non si annullano, il vaccinato dovrebbe mantenere le precauzioni.

    1. Aldo+Zanchetta dice:

      La cosa non sta esattamente così e riporto quanto detto in na recente intervsta il prof. Cosentino, cattedratico e ricercatore dell’Università dell’Insubria.
      Alla domanda: <> Cosntino risponde: <<I risultati degli studi clinici oggi disponibili ci dicono che i vaccini pfizer-biontech, moderna e astrazeneca riducono la probabilità di sviluppare covid sintomatico, quanto meno sul breve termine. Per ora non ci sono dati sull’eventuale prevenzione del contagio, per cui si possono fare solo ipotesi. anche per questo motivo parlare di “immunità di gregge” o – meglio – di popolazione non ha alcun senso. al momento l’unica certezza è il conferimento di un certo grado di protezione individuale per i vaccinati”.

      1. Aldo+Zanchetta dice:

        Riporto la risposta originale registrata incompleta:

        In una recente intervista il prof. Cosentino, cattedratico e ricercatore dell’Università dell’Insubria, alla domanda: <> risponde: <<I risultati degli studi clinici oggi disponibili ci dicono che i vaccini pfizer-biontech, moderna e astrazeneca riducono la probabilità di sviluppare covid sintomatico, quanto meno sul breve termine. Per ora non ci sono dati sull’eventuale prevenzione del contagio, per cui si possono fare solo ipotesi. anche per questo motivo parlare di “immunità di gregge” o – meglio – di popolazione non ha alcun senso. al momento l’unica certezza è il conferimento di un certo grado di protezione individuale per i vaccinati”.

      2. Alberto+Capece dice:

        Intanto è buona norma se si vuole fare un discorso serio, riferirsi a più voci e non alle parole di un esperto, della cui competenza forse è possibile dubitare, ma il cui interesse a tenere bordone a Big Pharma e indubitabile. E poi c’è il fatto che gli studi clinici oggi disponibili sono quelli deli medesimi produttori dei vaccini e sono un capolavoro di ipocrisia visto che per esempio quanto all’efficacia propongono soli il valore relativo del 95 – 94 per cento e non danno quello assoluto che va da 0,7 all’!,1 per cento. E questo si badi bene in studi che sonop ampiamente contestati per il metodo.

  2. Francesco dice:

    L’unica speranza a mio avviso puo’ venire da qualche Virologo/Esperto IN BUONA FEDE, che abbia il coraggio di denunciare l’impostura (…sia del virus sia dei vaccini) e che non abbia paura delle possibili conseguenze della sua denuncia sulla propria carriera.
    Ce ne sara’ qualcuno???

    Francesco F.
    Manduria (Ta)

    1. michele dice:

      <> si. anche più di qualcuno: p.es. Stefano Montanari (https://www.freehealthacademy.com/), Loretta Bolgan (https://www.facebook.com/BolganLoretta/), Barbara Balanzoni, etccc.
      Michele – Torino

  3. adriano ottaviani dice:

    Ma perché invece di sfibrarsi nel dibattito vaccini sì/vaccini no i sovranisti non affrontano il tema delle
    terapie domiciliari precoci?
    E’ vero o no che il Covid è una malattia che se presa in tempo è curabilissima?
    Dicono il vero o sono dei mentitori quei medici come Stramezzi e ippocrateorg.org che vanno
    nelle case e dicono che nessun loro paziente covid è morto?
    Il palese boicottaggio di qualsiasi cura tramite il demenziale protocollo “Tachipirina e vigile attesa” non
    è forse la prova che il covid più che una malattia è, come l’€uro, più che una malattia, un metodo di governo?
    Non è palese la volontà delle oligarchie di usare il virus come una clava per distruggere
    le libertà costituzionalu?
    Perchè allora i sovranisti non svelano questo disegno?
    I farmaci ci sono e sono efficacissimi, ma si preferisce boicottarli e puntare tutto su vaccini e lockdown,
    per ovvi motivi.
    Potrebbe essere un modo per uscire dal circolo vaccinisti / negazionisti, si potrebbe dire : “non neghiamo
    che esista un virus e che in certi casi possa diventare pericoloso, ma proprio per questo si devono
    potenziare a tutti i livelli le cure domiciliari e se non lo fate vuol dire che siete complici”.

    Adriano Ottaviani
    Rieti

  4. Cittadino dice:

    E su questi vaccini si sta pure sviluppando uno scontro geopolitico. Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi ed ora pure Germania sospendono il vaccino AstraZeneca.

    È una guerra, anche se non ci stanno i carri armati per strada, tutto avviene sempre sulla nostra pelle.

    Giovanni

  5. Aldo+Zanchetta dice:

    Siamo vttima di imbrogli semantici. Quelli di Pfizer-BioNTec, Moderna, Astra-Zeneca non sono infatti “vaccini” ma “terapie geniche” e come tali sono state registrate ufficialmente. Per essere registrati come vaccini avrebbero dovuto corrispondere alla definizione di vaccino che grosso modo è: <>. Da interviste a responsabili di Pfizer e di Moderna si apprende che l’immunità non è stata neppure posta come obiettivo, che invece è stato quello di ridurre l’intensità del contagio in modo da evitare la morte del contagiato. Ora è possibile che in molti casi l’intensità del contagio sia stata ridotta, ma a prezzo di altri rischi altissimi. E come si è visto neppure evitae la morte è stato conseguito. Il secondo imbroglio semantico è scrivere che queste tre terapie geniche sono stata “approvate”. Non esiste alcuna “approvazione” per nessuna delle tre terapie ma solo una autorizzazione “temporanea” (durata un anno, da rinnovare) concessa all’uso DA PARTE E SOTTO CONTROLLO DELLO STATO per motivi di urgenza, gli stessi che hanno consentito di alleggerire le modalità di sperimentazione. Non esiste la possibilità di concedere l’ finchè non sarà consegnata tutta la documentazione relativa alla fase III della sperimentazione (sic!), che Pfizer ha promesso per fine 2023 e Moderna per fine 2022. E comunque se ci sarà l’approvazione essa avverrà in quanto terapie mediche e non come vaccini. Averle chiamate correntemente vaccini è per ammantarle di un alone di credibilità che i vaccini hanno e che 2nuove terapie geniche” non hanno.

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