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IN ITALIA IL PRIMO GOVERNO TARGATO GREAT RESET di Aldo Zanchetta

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La nomina del generale Figliuolo a Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 è significativa da molti punti di vista: connessa da un lato con la narrazione  della Pandemia come guerra mondiale contro un nuovo nemico feroce e inafferrabile, il virus Sars.CoV.2, anticipa come cambierà la strategia su uno dei fronti più disastrati della guerra e non solo, quello italiano. E la necessità di un nuovo nemico da combattere, tutti dalla stessa parte per quanto possibile, sembra una necessità alla quale il ‘sistema’, per la sua stabilità, non può derogare, dopo il pericolo rosso, il terrorismo islamico è la volta del virus, il primo di tanti che obbligheranno a uno stato di belligeranza sanitaria permanente.

Che siamo di fronte a una nuova ‘grande guerra’ lo aveva annunciato nell’aprile del 2020, poco dopo la dichiarazione della pandemia, il grande teorico della lotta ai virus presenti e futuri, Bill Gates, che da poco aveva lasciato gli ultimi incarichi ancora ricoperti in Microsoft per dedicarsi a tempo pieno alle ‘truppe scelte’ da lui predisposte: la Fondazione Bill&Melinda Gates, la Cepi (The Coalition for Epidemic Preparedness Innovations) e la Gavi (The Vaccine Alliance), dopo aver occupato finanziariamente l’Organizzazione Mondiale della Sanità, della quale è il principale finanziatore. Il documento, della massima importanza per capire come si sta gestendo l’emergenza, ha come titolo: “Innovazione contro coronavirus — La prima pandemia moderna”, e inizia così:

«La pandemia di coronavirus mette tutta l’umanità contro il virus. I danni alla salute, alla ricchezza e al benessere sono già stati enormi. È come una guerra mondiale, tranne che in questo caso, siamo tutti dalla stessa parte». (corsivo nostro).

Con questa postilla aveva anche avvertito della minaccia delle infiltrazioni nemiche, i no-vax. La retorica della guerra è riecheggiato nei discorsi di altri capi di Stato — Macron in prima fila —ed è esplosa nei media diffondendo un’ondata di paura.

A questa retorica è allineato un voluminoso libro uscito a dicembre scorso in Italia e avente per titolo Il nostro peggior nemico. Come vincere la battaglia contro malattie infettive ed epidemie. Sempre sulla copertina si legge:

«Un epidemiologo americano di fama mondiale condivide la sua esperienza dal fronte della guerra alla malattia infettive e spiega come prepararsi alle epidemie che possono sfidare l’ordine mondiale».

Nelle ultime pagine l’autore, M.T. Osterholm, fervente ammiratore di Bill Gates, fornisce la sua ricetta:

«Dal confronto con numerosi esperti di ogni ambito della salute pubblica e della governance nazionale e internazionale abbiamo tratto la conclusione che il modello più efficace di risposta alle crisi infettive sarebbe rappresentato da un’organizzazione in stile NATO basata su un patto tra le nazioni membro che dovrebbero preallocare risorse, personale e sostegno economico in modo da consentire all’organizzazione di essere operativa non appena la minaccia si palesa. La parte più difficile potrebbe rivelarsi tenere la politica fuori dalla porta. (…) Come nazione dobbiamo accordare a chi ci guida risorse e potere decisionale, così come accade nella struttura di comando militare (Ostherholm e Holshacker, 2017, pp. 378-379). (l’enfasi è nostra).

Ivan Illich nel 1976, nel libro Nemesi medica, che al di là dei 44 anni dalla pubblicazione sembra scritto oggi, aveva evocato il rischio di una società pandemica sottoposta al controllo della corporazione medica, nonché il rischio che questa, inebriata dai suoi ‘successi’ decidesse di sottoporre tutta l’umanità ai suoi esperimenti. Bill Gates per gli esperimenti e Mario Draghi per la militarizzazione della sanità italiana confermano le lontane previsioni. Chi meglio di Draghi sta riuscendo a “Tenere la politica fuori della porta” diventando il primo dei governi del “Grande Reset”, che verrà formalizzato nel prossimo maggio a Singapore dalla Conferenza straordinaria del World Economic Forum.

Come noto il Grande Reset ha anche un altro enunciato*, quello di IV Rivoluzione industriale, che come risaputo, è basata su tre grandi innovazioni epocali: l’Intelligenza artificiale, la Robotica e le Nanotecnologie.

Ci si è interrogati sulla logica con cui Draghi ha costituito il suo governo e in particolare sulle esperienze scientifiche del poco conosciuto ministro Roberto Cingolani al quale è stato affidato il Ministero della Transizione ecologica. Ebbene, nel suo curriculum emergono per l’appunto competenze specifiche relative alla Nanotecnologia, una tecnologia altamente inquinante ma poco visibile.  Un altro nome pure sconosciuto ai più, quello di Vittorio Colao, aveva fatto capolino nella politica come responsabile della task force dei 17 esperti responsabili di elaborare il piano per il rilancio della “fase 2” dopo la pandemia. Colao, accettando l’incarico, aveva però taciuto un pesante conflitto di interesse costituito dall’essere stato dal 2008 al 2018 amministratore delegato di Vodafone Europe e dal 2019 membro del Board of Directors della società di telefonia wireless Verizon, seconda società mondiale di telecomunicazioni per fatturato dopo AT&T. Un conflitto di interesse più che evidente dato che l’ulteriore digitalizzazione delle comunicazioni, è nodo centrale, con il discusso 5G, della IV rivoluzione industriale. Questi i nomi che contano nel nuovo governo: il resto poco più che comparse.

Aldo Zanchetta

*In realtà fra le due formulazioni c’è una contraddizione: Reset, resettare, significa mettere a punto un meccanismo già in funzione, giusto il contrario di rivoluzionarlo.

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2 pensieri su “IN ITALIA IL PRIMO GOVERNO TARGATO GREAT RESET di Aldo Zanchetta”

  1. Francesco dice:

    Gia’… COLAO e i suoi conflitti di interesse. MOLTO STRANO che il “Masaiello genovese” paladino della “Lotta alla CASTA” non abbia trovato nulla da ridire in proposito. Eh, ma si sa… L’ unica casta che esiste e l’unica da combattere e’ quella dei “Politici”… Sconfitta quella, finalmente ci sara’ il mondo perfetto… E finalmente si potra’ instaurare la “Democrazia Diretta Digitale”… (…DIRETTA VERSO LA DITTATURA… Ovviamente)

    Francesco F.
    Manduria (Ta)

  2. RobertoG dice:

    In un’Europa serva l’Italia serva tra i servi viene ancora una volta scelta come banco di prova per le innovazioni che l’impero ha in serbo per il mondo. C’è di che essere orgogliosi. Certo, la NATO sanitaria avrebbe assai meno possibilità di operare ed esistere se non ci fosse quella militare e la conseguente occupazione a fare da sostegno e garante. Quando gli europei e tra di essi i miserabilissimi italiani lo capiranno invece di continuare ad accapigliarsi su tutt’altro allora avranno posto le basi per riscattarsi sul serio. Nel frattempo beccatevi il Grande Riavvio anzi il Great Reset perchè le definizioni importanti vanno pronunciate con la lingua del padrone come si conviene ad un sottoposto ben educato e colonizzato.

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