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LA RABBIA CHE CRESCE di Moreno Pasquinelli

Non sarà una data che fa da spartiacque, di quelle che segnano il confine tra un periodo di rassegnazione e quello della sollevazione generale. Tuttavia, la giornata di oggi, 6 aprile, da l’idea del vento in arrivo, un caldo di libeccio carico di tempesta. L’A1 sbarrata in Campania, strade bloccate a Milano, Foggia, Imperia, infine tafferugli a Roma sotto il Parlamento.

Se i dominanti sono avvertiti, sono avvisate tutte le forze ribelli. Non basta alzare le vele in ordine sparso, occorre organizzare una flotta compatta che abbia una rotta e un comando generale. La storia sta ricominciando a correre, e noi si deve correre con essa, senza tuttavia perdere la bussola, riducendo al minimo gli errori. Due sono i pericoli che, come sempre in questi casi, occorre evitare: le fughe avventuristiche in avanti e gli atteggiamenti attendisti tipici di certi intellettuali che in nome della “rivoluzione perfetta” giustificano la loro ignavia — di coloro che sono affetti dalla sindrome del cretinismo elettorale non vale la pena parlarne, se non per dire che vanno bollati come parassiti politici e cacciati a pedate.

C’è quindi da riconoscere i limiti e debolezze della rivolta nascente.

Prima tuttavia una doverosa premessa. Se decenni di neoliberismo avevano tracciato un solco divisivo tra garantiti e non garantiti, tra inclusi ed esclusi dalla società del benessere, un anno di Covid, questo solco l’ha molto dilatato. L’astuta regia politica dei dominanti ha determinato una vera e propria spaccatura sociale. In questo contesto non è plausibile immaginare che i non garantiti debbano mantenere la calma, che debbano sopportare in silenzio una vita di stenti, ciò in attesa che i garantiti scendano nell’arena.

E’ evidente che per cambiare il Paese occorre un blocco sociale egemonico, conquistare il consenso della maggioranza. Nel contesto dato è però solo nel fuoco del conflitto sociale che si costruisce questo blocco; è nella battaglia che va costruito il consenso; che possiamo sperare di dividere il blocco sociale del nemico. Ciò si può ottenere a patto di riconoscere che c’è un blocco sociale capeggiato dal nemico, che questo blocco non è solo un che di sociologico ma ideologico — chi sta col nemico, inutile girarci intorno, giustifica la dittatura sanitaria, ha accettato, in cambio della sua “sicurezza” e del suo “benessere”, l’insicurezza e la miseria degli altri, e giustifica il proprio servilismo disprezzando i disobbedienti.

Lo abbiamo sempre detto, nulla si cambia senza sollevazione popolare. Lo abbiamo sempre detto e lo ripetiamo: la forza motrice della sollevazione, giocoforza, saranno i settori sociali che la crisi getta sul lastrico, quelli che il sistema priva di ogni futuro.

Questa polvere di umanità che si va mobilitando, cha dal silenzio della vergogna scende in campo a viso aperto, essendo composta anzitutto dalla piccola borghesia e dal ceto medio pauperizzato, non possiede una tradizione di lotta e di autorganizzazione, né ha una coscienza politica vera e propria. E come un animale ferito che agisce ancora impulsivamente, in modo disordinato, addirittura corporativo. Comprensibile, dopo tante delusioni e tradimenti, la diffidenza verso i partiti di ogni colore. Come si superano queste deficienze? Coi sermoni? No, si superano anzitutto nella pratica, nella lotta, passo dopo passo, facendo in modo che il successivo sia più adeguato ed efficace del precedente.

Per questo c’è bisogno che i rivoluzionari stiano nel gorgo, fianco a fianco di coloro che si ribellano. Nella battaglia va superato ogni corporativismo categoriale, va costruita una rete di comitati locali per dare un’organizzazione, fino alla nascita di un vero e proprio fronte unito a scala nazionale per dare continuità e forza alla rivolta.

Questa è la sfida.

ASSEMBLEA NAZIONALE DEL FRONTE DEL DISSENSO

Sabato 17 aprile, ore 14:00, Roma, Circo Massimo




ASSEMBLEA NAZIONALE DEL FRONTE DEL DISSENSO

INSIEME PER UNA NUOVA UMANITA’

Assemblea nazionale del fronte del dissenso

per la nascita di un Coordinamento Nazionale

Sabato 24 aprile 2021, ore 14:00 Roma,

Circo Massimo (via dell’Ara Massima D’Ercole)

Così potente è la luce dell’UNITA’ che può illuminare anche le tenebre più oscure!

Non è più tempo di indugiare. E’ tempo di unirsi per liberare l’Italia da un regime che in nome della salute pubblica va erigendo un sistema fondato sulla paura, l’angoscia e il sospetto. Il governo di Mario Draghi proroga un irrazionale stato d’emergenza che, oltre a calpestare le libertà costituzionali, attua una politica economica che fa a pezzi le più diverse categorie sociali considerate “zombi”, “non essenziali” e “disfunzionali”. Draghi è infatti tra coloro che dicono che grazie al Covid “nulla sarà più come prima”, che invocano il “Grande Reset”, ovvero una società tecnocratica e liberista dove saremo tutti automi guidati da algoritmi, a tutto vantaggio di poche multinazionali globali che avranno più poteri degli stati nazionali.

Non è più tempo di indugiare. E’ tempo di vincere il pessimismo, di lottare e di unirsi! E’ tempo di trasformare i tanti piccoli focolai di resistenza che sono nati negli ultimi mesi grazie alla determinazione e all’impegno di voi tutti, associazioni, movimenti, partiti politici, liberi cittadini, lavoratori in un grande fuoco capace di ardere di una luce portatrice di una visione costruttiva dove la vita, e non la cultura della morte, sia il faro guida.

Per questo la Marcia della Liberazione fa un appello urgente all’UNITA’ per chiedere:

1) La fine immediata dello stato d’emergenza ripristinando le libertà e i diritti costituzionali a cominciare dal lavoro;

2) L’adozione delle esistenti cure per il Covid-19 attraverso le reti di assistenza domiciliare;

3) No all’obbligo vaccinale, libertà di scelta terapeutica, a fianco dei medici che tengono fede al giuramento di Ippocrate;

4) Il rifiuto del passaporto sanitario, che priverebbe tanti cittadini di fondamentali diritti di libertà;

5) La riapertura immediata delle scuole e di tutte le attività imprenditoriali, lavorative e commerciali e di tutti i luoghi della cultura;

6) Indennizzi adeguati alle categorie, ai lavoratori, alle Partite Iva, falcidiati dai lockdown;

7) Moratoria sul 5G contro il capitalismo della tecno-sorveglianza;

8) La difesa della libera informazione contro le censure;

Per questi obiettivi l’Assemblea del 24 aprile ha lo scopo di creare un Coordinamento Nazionale tra tutti i movimenti, le associazioni, partiti politici, liberi cittadini per realizzare un fronte comune.

Serve l’unità! Se continueremo a lottare divisi saremo presto sopraffatti dai poteri forti e dagli eventi che correranno più rapidi delle nostre indecisioni.

Facciamo, invece, leva sulla determinazione, il coraggio e l’amore per la vita che da sempre guidano le nostre battaglie, per attuare insieme una nuova liberazione dalla morsa della globalizzazione liberista e dalla gabbia dell’Unione europea. “La sovranità appartiene al popolo!”.

Ci vediamo sabato 24 aprile 2021, ore 14:00 a Roma, Circo Massimo.

Insieme per una Nuova Umanità!

Per info e adesioni: segreteria@marciadellaliberazione.it

Fonte: Marcia della Liberazione