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L’ULTIMA MOSSA DI DONALD TRUMP di O.G.

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Riceviamo e pubblichiamo

La tesi dell’autore è che Trump non sia solo partigiano di un “conservatorismo popolare”, che egli sia addirittura orientato a fondare un “partito operaio”. Non condividiamo questa tesi, ma è sicuro che il “trumpismo” è fenomeno singolare destinato a segnare in profondità la scena di un impero alle prese col suo tramonto.

*  *  *

Nel suo discorso del 10 aprile 2020, nel corso di una cena al Mar-a-Lago Club riservata ai donatori, Donald Trump, accompagnato dalla sua First Lady Melania, ha da una parte promesso ai repubblicani di aiutarli a vincere nelle elezioni di Midterm nel 2022, ma dall’altra si è anche scagliato contro due pezzi grossi GOP come il leader della minoranza al Senato Mitch McConnell e l’ex vicepresidente Mike Pence, esponente della fazione neo-conservatrice. L’ex presidente ha in particolare accusato quest’ultimo per non essere intervenuto, dopo la colossale evidenza del caso dei brogli che avrebbero spianato la via al golpe globalista di Joe Biden e Kamala Harris,  per fermare la certificazione del Congresso e iniziare così l’impeachment di Biden.

Nel corso dell’intervento Trump ha dichiarato che esistono varie correnti e differenti linee nel Partito repubblicano americano, ma la sua frazione è quella che marcerebbe verso il futuro del secolo in quanto il conservatorismo di Trump — a differenza del neoconservatorismo globalista e dell’elitismo plutocratico dei democratici, altro non sarebbe quest’ultimo che il volto istituzionale del Deep State e del Pentagono —, non è solo “il campione della classe operaia americana ….ma di tutto il proletariato mondiale”. Il nome Donald Trump passerà quindi alla storia come manifestazione dell’operaismo americano in particolare, ma anche di quello internazionale ha dichiarato l’ex presidente americano alla folla ancora in estasi per lui. Questo perché il Partito repubblicano di Trump difende le esigenze giuridiche dei lavoratori e delle aziende contro lo sterminio plutocratico del Grande Reset e del partito di Davos, avanzante a colpi di Covid-19 e di lockdown. “Palm Beach è il nuovo centro del potere politico popolare e antiplutocratico e il presidente Trump è il miglior portavoce del Partito repubblicano storico” ha affermato Jason Miller, consigliere di Trump.

Quest’ultimo ha anche dichiarato che il suo movimento ha ormai fatto breccia tra le comunità oppresse, storicamente democratiche, come quella afroamericana e quella ispanica. Una ulteriore conferma, a giudizio dei nuovi strateghi del “patriottismo popolare antiglobalista”, che il movimento storico-politico del tycoon ben lungi dal rappresentare quelle pulsioni suprematiste che gli attribuiva la stampa liberal, è percepito dai lavoratori di qualsiasi razza o sesso come il legittimo rappresentante dei propri interessi. I democratici e i “progressisti” rappresentano il centro e l’America dell’alta borghesia, i leader del BLM non a caso, dopo l’elezione di Biden, sono stati ricompensati per il lavoro sporco svolto con le donazioni di case milionarie al centro di New York in quartieri riservati.  In tal senso Trump ha condannato di nuovo il progressista Biden, ha sostenuto che il suo fumoso piano economico, globalista e volto all’interdipendenza con la Cina a vantaggio di questa ultima, sarebbe già fallito, in quanto il leader cinese Xi Jinping ha azzerato proprio recentemente gli stimoli fiscali e la politica monetaria espansiva.

Stranamente Trump non ha citato i nuovi scandali che hanno investito Hunter Biden e i suoi noti legami con il PCC di Pechino, venuti di nuovo alla luce in questi giorni. Biden e Harris, per Trump, sono i massimi rappresentanti del Partito plutocratico di Davos e del Gran Reset e se non vi fosse stato il Covid 19 negli USA non sarebbero mai riusciti nella loro sedizione golpista. Il punto fondamentale, a detta degli strateghi del conservatorismo popolare di Trump, è che Biden, per riuscire a affermare il Grande Reset a livello globale, ha bisogno di una vera e propria guerra calda. Il Covid 19 non è stato sufficiente allo scopo, avendo in definitiva rafforzato il nazionalismo e l’esigenza dei diritti sociali e popolari su tutta la linea e dappertutto, nonostante la momentanea sconfitta del massimo rappresentante internazionale di tali diritti, ossia di Donald Trump.

Dal 2016 al 2020 il trumpismo è stato molte cose: tradizionalismo giudeo-cristiano, conservatorismo bigotto, cospirazionismo QAnon, libertarismo individualista antistatalista ma anche e soprattutto movimento popolare di massa. The Donald dal 2016 riportò, come un moderno Machiavelli, la prassi politica al centro della configurazione sociale occidentale, guidando di fatto un movimento popolare mondiale ma purtroppo senza esercito organizzato, senza armi e senza casematte. Ora Trump ha finalmente pianificato la nascita di organi social alternativi e antagonisti al WFO e alla Quarta Rivoluzione Industriale, sostenuta dai GAFAM della Silicon Valley.

La volontà di metamorfosare definitivamente l’originario e ondivago sovranismo in un movimento popolare, proletario, in un vero e proprio Workers Party che identifichi senza mezzi termini nel Partito di Davos il nemico e il regista della rivoluzione colorata globalista denominata Grande Reset vorrebbe  significare che se con il 2020 si è manifestato da un lato il peggiore, più disumano e più terribile volto delle elite globaliste e democratiche, dall’altro l’esercito popolare dei lavoratori e degli oppressi può riavviare la sua marcia storica e rivoluzionaria verso la democrazia, i diritti costituzionali e il diritto al lavoro contro la plutocrazia globalista e capitalista.

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10 pensieri su “L’ULTIMA MOSSA DI DONALD TRUMP di O.G.”

  1. Angelo dice:

    Sul Corriere della Sera di oggi, Ian Bremmer scrive su che Trump ha cambiato il mondo per sempre, significa che Trump aveva capito la fine dell’impero americano prima degli altri e di conseguenza il suo populismo operaio e di sinistra, che l’autore individua a ragione, può essere il nuovo socialismo del secolo. Ciò non toglie che la precedente politica internazionale, per quanto non guerrafondaia, non è stata “antimperialista” come sostiene Meyssan ma ancora “neo-imperiale” come dice secondo a me con piena consapevolezza Pasquinelli.

  2. RobertoG dice:

    Ci manca solamente che adesso ci si metta a considerare gli amerikani pure maestri del socialismo. Una dottrina ed una prassi politica nella quale, come ben noto, essi hanno una grande tradizione. Va bene il condizionamento mentale, va bene il considerarli l’astro attorno a cui tutto deve ruotare, va bene il servilismo ed il rimbecillimento politico, ma c’è un limite a tutto.
    I paesi ed i loro leader vanno giudicati più che per quello che fanno al loro interno (che sono fatti loro) per ciò che combinano all’esterno e per i messaggi che inviano. Trump alla prova dei fatti è stato solamente un buffone, un pagliaccio che nei quattro anni del suo mandato non ha sostanzialmente cambiato un’acca nella politica imperialista amerikana, una politica, quella sì, nella quale sono davvero specializzati. Non sarà certo per il fatto che egli non abbia aperto altri fronti di guerra che lo si possa considerare il nuovo Che Guevara. Si è comunque dato da fare per acuire le tensioni contro tutti i paesi non perfettamente allineati all’impero, ed è inutile che stia qui a stilare l’elenco delle sue imprese.
    L’Europa pensi piuttosto a recuperare le risorse ideologiche e politiche, delle quali ha bisogno per uscire da questo baratro, dal suo bagaglio culturale ben più ricco e profondo di quello d’oltreoceano e si dia semmai da fare per cacciare le truppe d’occupazione statunitensi dal suo territorio.

  3. Arya dice:

    Non condivido del tutto quanto affermi, Roberto. Trump è stato il sintomo del tramonto dell’imperialismo unipolare statunitense. Meyssan, da islamico sciita, pensa che Trump sia stato un antimperialista e un rivoluzionario. Io non penso questo ma penso che lui e Putin siano realmente gli unici nemici politici e sociali del Grande Reset globalista.

  4. A. dice:

    “Non sarà certo per il fatto che egli non abbia aperto altri fronti di guerra che lo si possa considerare il nuovo Che Guevara. Si è comunque dato da fare per acuire le tensioni contro tutti i paesi non perfettamente allineati all’impero, ed è inutile che stia qui a stilare l’elenco delle sue imprese”

    caro Roberto, concordo del tutto con te, non sono un Trump follower, ma sul piano del realismo politico e della prassi Trump, sta ben sopra Biden, che insegue ancora improponibili utopie di primato assoluto e solitario Usa. Trump – autentico patriota – aveva almeno capito che l’unico modo per conservatore un primato multipolare era una alleanza con la Russia nucleare e sovrana di Vladimir Putin. Ti pare niente? Non direi.
    Quanto al socialismo, ‘è una ipotesi sperimentale che l’autore fa, non la da per sicura e fatta.

  5. mantelli dice:

    Addiritturra Trump socialista e paladino della classe operaia? Del vero c’è pure ma non penso si spingerà a tanto da creare un partito proletario sulle orme del vecchio repubblicano, me lo auguro ma la vedo dura.

  6. Lavinio dice:

    Molto interessante. La via della Sinistra nazionale è il futuro.

  7. RobertoG dice:

    X tutti
    Carissimi, compagni e non compagni, la base di ciò che penso è questo:
    smettiamola di guardare per ogni cosa al di là dell’oceano, adesso anche per salvarci dal covidismo fase suprema del neoliberismo (tanto per parafrasare analogo articolo di Sollevazione). Dobbiamo trovare in noi europei ed in particolare italiani le risorse mentali, materiali ed ideologiche per essere arbitri del nostro destino. E’ inutile appellarsi adesso a Trump, una specie di Berlusconi d’oltreoceano, per farci togliere le castagne dal fuoco, anche ammesso che egli voglia farlo davvero. Se non smettiamo di essere così dipendenti dagli amerikani non ci riguadagneremo mai una vera autonomia.
    La seconda guerra mondiale in Europa, per chi conosce la storia e non la propaganda, è stata vinta dall’Unione Sovietica, non certo dagli Stati Uniti eppure oggi non vi è più un solo soldato russo fuori dai confini della sua patria, invece le truppe di occupazione statunitensi sono ancora tutte lì ed armate più che mai. Trump durante il suo mandato non ne ha ritirato nemmeno uno, anzi li ha aumentati e la pressione sulla Russia è continuata senza sosta ponendo così le basi perchè i guerrafondai demokrat una volta riconquistato il potere potessero proseguire nella loro agenda bellica.
    Se gli Stati Uniti si possono permettere di essere così aggressivi con chiunque (ricordate con quale arroganza assassinarono il generale Soleimani? E se non sbaglio il presidente allora era Trump) è perchè hanno nella loro orbita una moltitudine di stati e popoli servili che li compiacciono ed appoggiano nelle loro imprese senza mai contraddirli perchè sono stati condizionati in questo senso da tanti anni di propaganda pervasiva e totalizzante.
    Basta quindi con l’americanocentrismo. Dobbiamo scacciarli prima di tutto dalla nostra testa e dopo vedrete che dovranno andarsene anche dai nostri paesi.

  8. Francesco dice:

    Due dati sono CERTI e non mi sembra poco:
    1) Trump è stato il PRIMO presidente Usa degli ultimi 30 anni a NON scatenare nuove guerre nello scacchiere internazionale, anzi, è stato il PRIMO a porre le basi per concludere un conflitto in corso ( mi riferisco all’accordo di pace con in Talebani in Afghanistan)

    2) è stato uno dei pochi capi di stato a denunciare il complotto globalista del covid19 (…mentre lo stesso Putin ha indirettamente alimentato il complotto, partecipando alla cosiddetta “corsa al vaccino”)

    Trump non è… e forse non diventerà mai un Socialista ma comunque è ANNI LUCE MEGLIO di Biden e altri PRESUNTI socialisti.

    Francesco F.
    Manduria (Ta)

  9. L dice:

    Condivido quanto dice Francesco, Roberto G ha approccio da metà 900. Urss hanno vinto guerra??? Anche la Germania 🇩🇪 vinse la prima guerra mondiale….a che serve se sei un asino politico e lasci il frutto della vittoria agli USA (Lubdendorff Stalin ecc)

  10. Gregorio dice:

    Sono praticamente d’accordo in tutto con articolo e quindi con Francesco, aggiungerei anche lotta di Donald Trump alla pedofilia mondialista e globalista. Unico uomo di stato occidentale che ha fatto questo da decenni.
    Gregorio Roma

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