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MALEDETTI INTERISTI di Sandokan

Vinto lo scudetto con quattro giornate d’anticipo il popolo interista si è riversato per le strade di Milano, riempiendo Piazza Duomo. Il più grande assembramento illegale da quanto è iniziata la “guerra del Covid”. Per restare all’analogia militare, un atto “scellerato” di disfattismo nella forma di una festosa fraternizzazione.

Puntuali sono giunte le esecrazioni. Sorvoliamo su quelle del milanista Salvini. Parliamo del clero calvinista dei virologi e degli epidemiologi con l’elmetto, che non hanno perso l’occasione per seminare il terrore preconizzando imminenti stragi da parte del nemico. Il Covid s’intende. Come contromisura scaramantica per scudarsi dai foschi presagi degli scientocrati, in tanti si saranno portati la mano sinistra sulle parti basse. Si dirà che l’efficacia della contromossa è dubbia… oh sì, aleatoria quanto le terapie consigliate dai cervelloni di regime per contrastare il nemico Sars-CoV-2 e sue infide varianti.

Questi sicofanti hanno addirittura criticato le forze dell’ordine per non aver impedito il festoso affollamento, chiamando in causa il “lassista” Prefetto di Milano il quale, a dimostrazione che in quanto a saggezza ne ha molta di più dei cervelloni anti-covid, ha ricordato che davanti ad una fiumana di quelle dimensioni non c’è interdizione che tenga, salvo inviare l’esercito a sparare sulla folla per disperderla — proprio come fece, sempre a Milano, il famigerato generale Fiorenzo Bava Beccaris, che l’otto maggio del 1898 schiacciò la sollevazione popolare milanese causando ottanta morti e centinaia di feriti.  Due anni dopo, per vendicare quella strage di Stato, Gaetano Bresci sparò e uccise il Re Umberto.

Cosa ci dice l’assembramento interista?

Anzitutto che c’è nell’umano una dimensione gaudente, una necessità di esprimere e condividere gioia collettiva che nessun regime autoritario e nessun sistema di tecno-sorveglianza possono sopprimere. Si tratta di una forza, di un bisogno che nemmeno il potente esercito mediatico orientato al rincoglionimento di massa, può riuscire a fermare. Ci dice che l’esigenza di tornare a vivere, a circolare liberi, a danzare e ad affratellarsi, è insopprimibile e può vincere la paura indotta.

Che il semplice esultare libero e collettivo sia diventato un atto di civile disobbedienza di massa è di buon auspicio.

Sursum corda! Il peggio è destinato a passare, la ghenga dei beccamorti e dei necrofili verrà spazzata via.