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I COVIDIOTI E NOI di Moreno Pasquinelli

«Vale in questi casi quanto affermò Einstein: “Stupidità significa fare e rifare la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”.  Questa sinistra “antagonista” al nemico sbagliato, è prima di ogni altra cosa stupida».

In occasione del Vertice sulla sanità del G20 svoltosi a Roma e dedicato al “Covid-19”, 26 scienziati — guidati da Peter Piot, special adviser di Ursula Von der Leyen, e dal presidente dell’Istituto superiore della sanità, Silvio Brusaferro — hanno consegnato un report in cui si legge testualmente:

«Gli sforzi attuali per affrontare Covid-19 dovrebbero includere anche investimenti e misure per una prevenzione delle minacce sanitarie poiché il mondo sta probabilmente entrando in UN’ERA DI PANDEMIE».

Malgrado la sua potenza apocalittica questo presagio è passato pressoché inosservato. La ragione è presto detta: l’allarmismo (vedi quello climatico) è il colore dominante del periodo. Il catastrofismo è infatti la regola sin da quando venne ad esaurirsi l’effetto della sbornia del pensiero postmodernista, la cui cifra filosofica era (Leibnitz si rivolta nella tomba): “vivete nel migliore dei mondi possibili, il futuro è radioso, spassatevela e smettete di rompere i coglioni inseguendo utopie”.

Ci dev’essere una ragione, anzi ce ne sono quattro, se oggi, invece, l’opinione pubblica viene stordita da un allucinogeno di segno opposto, quello di un futuro disastroso. In prima battuta è il segno che la classe dominante sente traballare il proprio mondo, che è essa stessa divorata dal timore di non essere più in grado di controllare i suoi propri spiriti selvaggi. In secondo luogo il catastrofismo serve a spaventare le classi subalterne, così da paralizzarle e inchiodarle alla loro attuale impotenza. In terzo luogo il catastrofismo è funzionale a giustificare l’emergenza permanente, anzi lo stato d’eccezione come anticamera di una futuristica dittatura di classe. Serve infine a legittimare la nuova grande narrazione, quella per cui la loro “scienza”, con i suoi miracolosi prodigi, è la soluzione infallibile — gli scienziati essendo i nuovi oracoli preposti non solo alle divinazioni ma a suggerire all’élite politica prescrizioni e a suggerire sanzioni.

Evidente quale sia il dispositivo psicologico sotteso a tutta questa merda. Non è inedito, è anzi la rimodulazione di un sistema antidiluviano. Ai tempi delle antiche religioni si doveva spaventare le genti con la paura delle eterne pene dell’inferno affinché non commettessero peccato; oggigiorno, per obbligarle a rigare diritto affinché si adattino alla “nuova normalità”, le si deve terrorizzare con la minaccia della fine del mondo. Ecco quindi la scienza che giunge in soccorso per sventare la minaccia e assicurare la salvazione. Lo scientismo non solo è risorto, indossa l’abito talare per imporsi come nuova religione civile globale.

Il positivismo dell’ottocento impallidisce davanti a questo fondamentalismo scientista. Sotto mentite spoglie l’oscurantismo teologico, più che cattolico luterano e calvinista, sembra spazzare via il dubbio cartesiano, stigma della nascente borghesia in lotta contro le pastoie feudali. Di questo passo chi può escludere che nel prossimo futuro vengano eretti templi a Sua santità la scienza o istituite apposite celebrazioni?

L’attendibilità scientifica della profezia di “UN’ERA DI PANDEMIE” è evidentemente prossima allo zero, ma il suo valore politico predittivo è poderoso. “UN’ERA DI PANDEMIE”  è alle porte, tutto verrà giustificato per sventarla, di cui il GRANDE RESET — questa specie di neoliberismo rifondato nella prospettiva di una permanente distruzione creativa.

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Ai tempi in cui nella società pulsava contropotere e spirito critico, in pochi avrebbero abboccato a questo colossale inganno ideologico. Si sapeva che la scienza e la medicina non sono né innocenti né neutrali. Allora si potevano ascoltare, di contro agli scienziati di regime, altre campane. Era luogo comune chiedersi: chi c’è dietro a questo gruppo di scienziati? Per quali interessi essi operano? Chi finanzia le loro ricerche? E ove fosse stato palese che si fosse trattato di giganti multinazionali (come accade con le attuali BigPharma), le loro profezie avrebbero suscitato tenace opposizione. A quei tempi non sarebbe sfuggita la strumentale  e strategica dimensione bio-politica della profezia, ed eventuali campagne come quella attuale per la vaccinazione di massa, sarebbe miseramente fallita sul nascere e condannata come una subdola sperimentazione a spese dei cittadini-cavie; respinta in quanto violazione dell’habeas corpus e della libertà terapeutica di scelta. Il solo adombrare l’idea di un passaporto vaccinale col quale dei cittadini sarebbero stati privati di essenziali diritti umani, civili e di libertà,  sarebbe stato considerato come inammissibile e avrebbe scatenato proteste di massa.

Oggi non è così. Assuefatta all’idea che ci sia solo un unico pensiero, quello dominante, ovvero abituata a pensare che there is not alternative, la pubblica opinione è ottenebrata, esanime, priva di anticorpi.

Chi oggi si oppone è così additato al pubblico ludibrio come uno screanzato “negazionista”, ostracizzato come un miserabile “complottista”, associato ai terrapiattisti o ai pittoreschi personaggi che credono siamo dominati dai rettiliani. In pratica viene defraudato di ogni dignità politica, dello stesso diritto di parola e di cittadinanza.

Una volta non era così. Occorre prendere atto che il sipario è già calato sul primo atto dello psicodramma. E’ la vittoria temporanea di chi ha lungamente programmato lo shock pandemico. Gli architetti del GRANDE RESET avevano anticipato e proclamato la nuova periodizzazione storica, come c’è stato un Avanti Cristo e un Dopo Cristo, avremmo avuto un After Covid dopo il Before Covid.

Come questo sia stato possibile, spetterà agli storici indagarlo. Ma noi non siamo storici, tantomeno infettati dal weberiano criterio della avalutatività. Noi siamo qui e siamo partigiani, noi abbiamo fatto una scelta politica e di campo. Abbiamo denunciato l’inganno ideologico. Lo abbiamo fatto mostrando dati ed evidenze, confortati da scienziati e medici che con noi hanno disperatamente raccontato un’altra storia. Abbiamo quindi unito le nostre forze alla minoranza dei cittadini che non solo non ha abboccato, ma che ha resistito e disobbedisce.

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Com’è possibile che la sinistra che si dice antagonista (di quella di regime meglio non parlarne) si sia bevuta la narrazione di regime sulla pandemia? Com’è possibile che essa abbia considerato e continui anzi a considerare legittimi stato d’emergenza, confinamenti, coprifuoco, distanziamenti sociali, limitazione dei diritti politici e civili? Com’è possibile che si rifiuti di vedere che la Costituzione è stuprata e la democrazia soppressa? Com’è possibile che questa sinistra abbia accettato come oro colato le terapie omicidiarie imposte dalle autorità sanitarie? Com’è possibile non vedere che queste autorità, Oms in primis, sono ostaggio di Big Pharma e di fondazioni come quella di Bill Gates? Com’è possibile che malgrado le contestazioni di prestigiosi scienziati, abbia creduto all’affidabilità dei tamponi e dei test molecolari, antigenici e sierologici? Com’è possibile che abbia creduto alla bontà delle misure e delle terapie ufficiali anti-Sars quando è di tutta evidenza che sono state un clamoroso fallimento? Com’è possibile che abbia accettato come necessaria la vaccinazione di massa quando è noto che chi si fa inoculare i vaccini non è immune e può continuare a trasmettere il virus? Com’è possibile che si rifiuti di vedere il carattere sperimentale della vaccinazione con cittadini usati come cavie da laboratorio? Com’è possibile che questa sinistra non si senta, almeno, in imbarazzo?

Una simile sconcia capitolazione all’operazione politica dei dominanti non ha precedenti. Una simile omologazione al pensiero unico sanitario non si era mai vista. Il tentativo di smarcamento dal discorso dei dominanti è non solo patetico ma disgustoso: in nome di una pietistica solidarietà sanitaria, sì allo stato d’emergenza, al lockdown, ai distanziamenti, a coprifuoco e alle mascherine obbligatorie, ma più soldi alla sanità pubblica; giusto che tu mi chiuda ma dammi i soldi. Infine: viva i vaccini come.. “bene comune”!

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Non che questa sinistra “antagonista” manchi di coerenza. Non solo si è tenuta alla larga dalle numerose proteste sociali contro stato d’emergenza e regime sanitario. Essa è andata ben oltre. Le ha lanciato anatemi, di fatto spalleggiando il regime ha condannato tutte le mobilitazioni che hanno sfidato i governi e contestato le loro misure bio-politiche. Ha stigmatizzato le mobilitazioni della piccola borghesia maciullata e gettata sul lastrico come reazionarie. Peggio ancora: ha scomunicato i movimenti politici dei cittadini in difesa delle libertà e dei diritti costituzionali (di circolazione, di cura, di pensiero e di manifestazione, ecc.) come espressioni di egoismo sociale, di individualismo liberista.

Antagonista questa sinistra in effetti lo è, ma lo è non rispetto al regime, bensì alla nuova e nascente opposizione politica e sociale. Se questo sia un definitivo passaggio di campo oppure solo una terribile sbandata, sarà il tempo a dircelo. Ma ove fosse solo una “sbandata” i suoi effetti saranno letali. Una riconversione, giunti a questo punto, non è per niente facile o indolore, chiede una svolta radicale e molti (molti) ci lasceranno le penne e non riusciranno a mettersi in salvo.

Abbiamo già assistito a questa tragedia della sinistra italiana, era agli inizi degli anni ’20 del secolo scorso. Non comprese la minaccia del fascismo avanzante, considerandolo come un fenomeno da baraccone, al massimo un mero mutamento di superficie del regime liberale. Avvenne così che invece di lottare per strappare l’egemonia a Mussolini, gli si lasciò campo libero, voltando addirittura le spalle alla prima eroica resistenza antifascista, quella degli Arditi del Popolo. Quando comprese cosa esso fosse era oramai troppo tardi — la storia non è infatti come la pellicola di un film, non può essere riavvolta.

Vale in questi casi quanto affermò Einstein: “Stupidità significa fare e rifare la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”.  Questa sinistra “antagonista” al nemico sbagliato, è prima di ogni altra cosa stupida. Vittima della propria agonia ritiene che davanti allo “sgradevole” nuovo movimento popolare sia preferibile schierarsi (beninteso in nome del progresso tecno-scientifico, del cosmpolitismo, dell’antirazzismo, dell’antifascismo, e dei diritti delle minoranze sessuali) con l’élite globalista, stando alla larga dall’irrequieto e composito campo della nuova opposizione popolare, anzi facendo scongiuri al rischio che si consolidi.

Noi invece vogliamo giocarci questa partita, vogliamo stare nel gorgo. Noi forse ci giochiamo l’osso del collo, sempre meglio di certi amici a cui nessuno in effetti taglierà la testa, visto che l’hanno già perduta.