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I CRIMINALI E I LORO COMPLICI di Sandokan

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Immaginate un ragazzo che tira una sassata ad un carro armato dell’esercito occupante, ipotizzate ora che questo carro armato reagisca radendo al suolo la casa da cui è partita la sassata.

Questa è, più o meno, la proporzione tra i razzi fatti in casa lanciati da Gaza e la selva di bombe ad alto potenziale sganciate per ritorsione dall’esercito israeliano.

Da una parte un morto e case danneggiate, dall’altra morti a decine (tra cui tanti bambini), migliaia feriti e interi palazzi fatti a pezzi.

Ci vuole la faccia come il culo dei media e dei politici occidentali per definire la ritorsione israeliana come “atto di legittima difesa”. Con la stessa sfrontatezza essi definiscono HAMAS “organizzazione terrorista” (quindi avallando l’idea che i suoi dirigenti e militanti siano “bersagli legittimi”) mentre Israele sarebbe un immacolato “tempio di democrazia”.

Israele non potrebbe compiere impunemente i suoi crimini se non avesse dalla sua la indecente complicità dell’Occidente.

Pur di difendere Israele tutto è consentito, è lecito mentire; è permesso dimenticare che Israele è uno stato colonialista fondato sull’apartheid e la discriminazione etnica; è ammesso tacere che esso è nato rapinando le terre dei palestinesi e sfrattandoli dalle loro case; diventa legittimo sorvolare sulle continue violazioni compiute dal regime sionista di tutte le risoluzioni dell’ONU riguardo ai diritti del popolo palestinese.

Accade così che l’oppressore diventa vittima, e l’oppresso spacciato per oppressore.

La verità è che non ci sarà pace in Medio oriente fino a quando i palestinesi non avranno una patria, e finché non l’avranno la loro resistenza è sacrosanta.

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Un pensiero su “I CRIMINALI E I LORO COMPLICI di Sandokan”

  1. Alberto dice:

    L’occidente sottomesso e prostrato ai piedi di Satana

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