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MALEDETTI VOI! di Moreno Pasquinelli

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Gatta ci cova, suona l’adagio.

L’élite globalista, usando tutta la sua enorme potenza di fuoco, bombarda le teste degli inermi cittadini, con l’obbiettivo di indurli a vaccinarsi in massa, con la promessa della “immunità di gregge”. La parola chiave non è il sostantivo bensì l’aggettivo: “gregge”. Gli imbecilli (la cui madre come suol dirsi è sempre gravida) trattano la questione come fosse una mera questione sanitaria. Si rifiutano di ammettere che invece si tratta di una questione politica per eccellenza. Per la precisione: una dirimente questione politica spacciata come sanitaria. Trasformare i popoli in greggi obbedienti e sottomesse è l’obbiettivo strategico dell’élite, che così tenta di ribadire il suo intangibile predominio. Dopo aver ostentato lo spauracchio del mortale nemico invisibile ecco la visibile e magica pozione, il toccasana, il balsamo miracoloso che offre la vita. Il vaccino appunto.

Ma… c’è un problema. Gli stessi pastori che ci hanno chiuso per un anno nella stalla a motivo che fuori c’era la morte, ammettono che il vaccino non immunizza davvero. Tanto si evince dal fatto che le pecore, pur vaccinate, dovranno mantenere il distanziamento di almeno un metro, e che potranno uscire dall’ovile scaglionati e con rigoroso obbligo di mascherina. Vengono altresì confermate meticolose prescrizioni come il coprifuoco, su come non ci si deve abbracciare, su come non si deve viaggiare e guidare in auto, su come non fare festa, su come non si deve invitare più di tot amici a casa, su come si deve entrare, stare e uscire dai locali pubblici, su come è vietato manifestare il proprio dissenso. In poche parole, vaccino o non vaccino, restano in piedi tutti i divieti e le proibizioni.

Pur tuttavia lorsignori vogliono istituire il passaporto sanitario, altrimenti detto “green pass” (art.9 del decreto legge 52-2021). Le pecore che lo otterranno godranno di miserabili privilegi ma anzitutto di diritti umani e democratici, quelli che no, ne saranno invece privati: non potranno viaggiare, non potranno partecipare ad eventi culturali o sportivi, né a cerimonie civili e religiose. Sarà infine loro proibito riunirsi e/o di partecipare a convegni o congressi.

La sostanza è nazista, ma la modalità è capovolta. Le vittime che vennero marchiate con la Stella di Davide furono precipitate nell’inferno della esclusione e della emarginazione sociale. Qui avviene il contrario: i marchiati che accettano di inocularsi il veleno vengono innalzati, se non al cielo al purgatorio, premiati per il loro atto di sottomissione.

In una società che più che liquida è liquidata, in una comunità frantumata e attraversata da molteplici divisioni (sociali, culturali e politiche), col passaporto sanitario l’élite introduce così un nuovo micidiale criterio di ripartizione sociale: i mansueti da un lato e i renitenti dall’altro, i docili  qui e i trasgressori di là. In ultima istanza i buoni da una parte ed i cattivi dall’altra (doppiamente bollati come “negazionisti” e come untori).

Non solo la divisione quindi, ma una colossale schedatura politica. L’élite tecno-capitalistica nella sua fuga verso un sistema della bio-sorveglianza, istituisce un meccanismo preventivo e capillare di individuazione degli anomali e dei devianti (poiché questo noi siamo per loro) che avrebbe fatto invidia anche ai più crudeli dittatori. Beninteso, come ogni hobbesiano Leviatano, esso compie il suo crimine per un buon fine e la pubblica salute.

Disgraziati, anzi maledetti siano tutti coloro che pur vedendo il mostro che avanza, tacciono e si voltano dall’altra parte.

Non basta resistere. Dobbiamo unirci e organizzarci affinché la nostra resistenza abbia speranza di successo, quindi evitando di chiuderci nel recinto dei devianti — che è proprio l’errore politico che il potere auspica che noi si commetta. Non basta più protestare, occorre darsi una strategia. Il piano del nemico è lungi dall’essere perfetto. Anche il pelide Achille non era invulnerabile. Se lo fosse non avremmo scampo. Il nemico ha già commesso errori e ne commetterà di più gravi. Dovremo saperlo colpire al momento giusto e nel suo punto più debole. Certo che dobbiamo opporci al regime sanitario, ma non sta qui il suo tallone. Il suo tallone è la protervia con cui vorrà celebrare la piena ricostituzione della sua dittatura di classe, con cui vorrà strappare anima e  cuore al popolo lavoratore. La “distruzione” non sarà infatti “creativa”. Sarà al contrario una distruzione sociale che spingerà il Paese verso l’abisso e la gran parte di coloro che stanno sotto ad una vita di stenti e di nuova schiavitù. Verrà inesorabile il momento della rottura sociale e del grande e tremendo risveglio. Chi ne dubita, chi non ha fede nel riscatto della moltitudine e degli umili, non avrà la forza di resistere e combattere. Ma per i molti che si perderanno per strada molti di più si aggiungeranno.

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2 pensieri su “MALEDETTI VOI! di Moreno Pasquinelli”

  1. ino cecchinelli dice:

    E’ impossibile non essere d’accordo con Pasquinelli tuttavia è opportuno cominciare a domandarsi come sia stato possibile passare dal programma “P101” allo slogan ascoltato in corteo “continuare a danzare ancor”. Per non ripetere sempre il solito errore e conseguente “cantonata”, oggi “saltello sul posto” mandando avanti gli aspiranti ballerini. A breve avrò modo di vedere chi sta con chi . Ciao

  2. maria dice:

    E quale potrebbe essere la strategia? dopo Piazza SSApostoli c’è stato un confronto tra le diverse componenti apparentemente unite dai pochi e chiari obiettivi?si è sviluppata un’idea sulla “diserzione ” della gran parte delle 100 associazioni che nominalmente hanno dato il via al fronte del dissenso? Mi dispiace faccio solo domande ma la proposta iniziale( Fronte del Dissenso) mi sembrava l’unica lineare ,praticabile e unificante

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