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SE LI CONOSCI LI EVITI di Sandokan

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«I soldi del Recovery Plan? Due terzi sono a prestito, da rendicontare entro il 2026, da restituire entro il 2056. Ma per averli il Regolamento impone di rispettare le regole dell’austerità, quelle che l’Europa ha sospeso per combattere il Covid. (…) Quando le regole torneranno in vigore, l’Europa potrà imporci le solite politiche: azzeramento di Quota 100 e aumento dell’età per andare in pensione; riforma del catasto e aumento delle tasse sugli immobili e sulla casa; rimodulazione e aumento dell’Iva e delle bollette; patrimoniale sui risparmi privati. Insomma, il ritorno all’austerità che in questo anno maledetto di Covid tutti hanno rinnegato. Dato che il Regolamento per l’utilizzo dei fondi del Recovery Plan espone a questo rischio (soldi in prestito in cambio di tagli, chiusure e nuove tasse) la Lega a Bruxelles non voterà a favore ma si asterrà».

Questa la dichiarazione che rilasciarono all’Adnkronos il 10 gennaio scorso Alberto Bagnai (responsabile Economia della Lega) e gli europarlamentari Marco Zanni (capogruppo di Identità e democrazia a Bruxelles), e Marco Campomenosi (capodelegazione della Lega al Parlamento europeo).

Buffa dichiarazione: coerenza vorrebbe che data la sostanziale bocciatura del Recovery Plan il voto sarebbe dovuto essere contrario… Invece, magie del politicantismo, si annunciava l’astensione.

Ma il salto mortale era solo l’apripista di quello doppio, avvenuto in Parlamento tre mesi dopo, per la precisione il 26 aprile, quando il Recovery Plan (PNRR) veniva approvato alla Camera con 442 voti favorevoli 19 contrari (il gruppo di Alternativa c’è capeggiato da Cabras) e 51 astenuti (Fratelli d’Italia).

Tra i favorevoli tutti i deputati leghisti, compreso Claudio Borghi Aquilini il quale, davanti alla pioggia di critiche ricevute, si giustificava sostenendo (sic!), che “il Parlamento ha votato semplicemente il piano per l’utilizzo dei fondi”.

Stesso copione il giorno dopo al Senato. Il Recovery Plan veniva approvato con 224 voti a favore, 16 contrari e 21 astenuti. Tra i favorevoli anche Alberto Bagnai.

A causa di questo voltafaccia una pioggia di accuse, spesso pesanti, intasavano l’account twitter di Bagnai il quale, miseramente smascherati i suoi tentativi di giustificazione, non solo confermava la sua obbedienza al tandem Salvini-Giorgetti, ma procedeva a bannare i contestatori, la gran parte dei quali suoi sostenitori ed estimatori di lunga data, quelli che avevano creduto fosse il campione della lotta contro l’euro.

Della serie: chi si illude finisce per disilludersi.

Corre l’obbligo di dimostrare ai disullusi che il passaggio del Rubicone era clamorosamente già avvenuto due mesi prima, col voto favorevole da parte della Lega (Bagnai e Borghi compresi) all’incoronamento di Draghi come Presidente del consiglio (17 febbraio).

Morale della favola: dal No euro al Sì euro, ovvero il passaggio dal campo amico a quello nemico.

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5 pensieri su “SE LI CONOSCI LI EVITI di Sandokan”

  1. Fiorenzo Fraioli dice:

    #sevedeva. Dal 2013 o al massimo 2014. Spiegate voi, piuttosto, come avete fatto a cascarci.

  2. a dice:

    2 MESI FA???

    vorrai dire 6 o 7 anni fa. da quando ha cominciato a schernire i “movimenti dal basso” e a cercarsi un posto in parlamento.

  3. redazione dice:

    Fiorenzo Fraioli rimbrotta:
    “Spiegate voi, piuttosto, come avete fatto a cascarci.”
    Ci risiamo ….
    Noi abbiamo dato un sostegno critico e condizionato all’avvio del governo giallo-verde.
    Non siamo “cascati”, siamo infatti in perfetta salute, anzi, più forti, e ciò è dovuto alla nostra linea politica, dove, per linea, intendiamo anche la tattica, e più precisamente la capacità di sostenere ogni spinta delle classi subalterne che cozzi coi desiderata dei dominanti.
    Poiché non c’è dubbio che è stata questa spinta “populista” che si riversò nelle urne il 4 marzo del 2018 e che pose fine alla seconda repubblica e al bipolarismo.
    Lasciamo alle sette cantarsela suonarsela…

    1. Fiorenzo Fraioli dice:

      “Lasciamo alle sette cantarsela suonarsela…”.

      Faccio notare al mio cortese interlocutore che non capisco l’accusa di settarismo, stante il fatto che, a parte una breve parentesi (18 mesi nell’ARS) dal 2013 al 2014, non ho mai aderito a nessun movimento /partito/checcessia.

      Vengo tuttavia al cuore della questione. Parlate della “capacità di sostenere ogni spinta delle classi subalterne che cozzi coi desiderata dei dominanti“. Una postura encomiabile ma molto scivolosa, che espone ad amare delusioni. Tali delusioni si sono verificate più volte e ciò non depone a favore della vostra capacità di condurre analisi sempre accurate. Vi porterò qualche esempio.

      1) Nella primavera del 2019 ebbi una lunga chiacchierata telefonica con l’ottimo e da me stimato, per il suo acume, Leonardo Mazzei, nel corso della quale gli parlai di quella che mi sembrava un’evoluzione ovvia della situazione, che avrebbe portato all’alleanza tra il PD e il M5S. Gli avevo telefonato proprio perché conosco le sue capacità, pari almeno a quelle di Moreno, ma in quell’occasione restai deluso perché Mazzei respinse con ilarità il mio punto di vista, al punto che, irritato, gli dissi che ci saremmo risentiti da lì a qualche mese quando quello che sostenevo si fosse avverato. E fu subito il Papeete.

      2) Che i vari P.Savona, A.M.Rinaldi, Borghi, L.B.Caracciolo (qui la sua mitica ritrattazione) A.Bagnai e altri fossero dei declassé in cerca di riscatto, e pronti a tutto a tal fine, #secapiva e #sevedeva già dall’inizio del 2013, ma voi, sempre in ossequio al metodo di navigare abilmente tra le contraddizioni del nemico, avete tardato a prenderne atto. Troppo.

      Potrei continuare, ma sarebbe ingiusto perché va anche detto che non avete preso solo abbagli, ma anzi le vostre analisi sono state spesso illuminanti e premonitrici. In particolare negli ultimi giorni ho particolarmente apprezzato l’articolo di Moreno Pasquinelli “Maledetti voi” nelle cui analisi in questa circostanza mi riconosco in pieno. E’ pur vero tuttavia che gli errori, almeno quelli grossi, fanno molto più danno delle ben più numerose cose ben fatte, ragion per cui essi vanno esplicitamente riconosciuti, magari cercando di capire come e perché ci si sia sbagliati. Da questo punto di vista vorrei pubblicamente encomiare il fratello di Moreno, Mauro, che ha avuto l’onestà intellettuale di rammaricarsi pubblicamente della fiducia che aveva riposto nel M5S.

      In verità, ad essere sinceri, non si può negare che su questo blog siano apparsi numerosi articoli nei quali si sono prese le distanze dai partiti e dai personaggi di cui sopra, ma troppo spesso chi gestisce i commenti e il dibattito che questi suscitano tende ad assumere un atteggiamento stizzoso quando si fanno delle critiche, quasi di natura “femminile” se mi si passa l’espressione. Oltre al fatto che l’autorizzazione dei commenti stessi avviene con eccessivo ritardo, con l’effetto di spegnere il dibattito; il quale dibattito è stato uno degli elementi che maggiormente hanno reso importante questo blog negli anni passati. Pertanto, nel rinnovarvi la mia stima per le numerose e ottime cose che avete fatto per decenni, nonché nel ricordarvi anche alcuni gravi errori, vi suggerisco di migliorarne la gestione perché è proprio dal conflitto delle idee, anche aspro, che trae linfa vitale la vera politica. E’ sbagliato liquidare una critica asserendo, in modo del tutto infondato e dimostrabile per tabulas, che voi lasciate “alle sette cantarsela suonarsela…“.

      In particolare, non penso di meritare, proprio io, un simile trattamento. O avete dimenticato il mio contributo negli anni passati?

  4. veet francesco dice:

    A proposito della scelta tattica di tagliarsi le palle per scagliarle contro il nemico non avrei niente da dire a condizione che l’eventuale vantaggio tattico (far cadere la seconda repubblica…supponendo migliore la terza) non comporti la sconfitta sul piano strategico di quanto da questa parte si era costruito fino al momento dell’autocastrazione (sancito dai calorosi scambi interpersonali con a.m.rinaldi alla link university). Confesso che all’epoca speravo che Moreno sapesse quello che faceva, conoscendo cose che io non conoscevo, magari che la lega di salvini, che legge il tramonto dell’euro, si sganciasse da quella di euroinomane di giorgetti.

    A posteriori a me sembra che da quel momento in poi buona parte del lavoro fatto per far crescere la consapevolezza intorno al tema della Sovranità, con il relativo contenitore politico che sembrava dispiegarsi, sia andato distrutto: per quanto riguarda i contenitori sovranisti, lega e fratelli d’italia oggi sono percepiti mediaticamente più sovranisti che prima (avendo voi scommesso sull’aspetto teorico/sovrastrutturale della loro dissimulazione e dimenticando/sottovalutando l’aspetto strutturale), per quanto riguarda il contenuto si è passati dal ce lo chiede leuropa al ce lo chiede loemmesse, un’ulteriore sovrastruttura a difesa della roba, con il sovranismo europeo della BCE a salvare il popolo UE finalmente unito dalla stessa tragedia.

    Confesso pure che un minimo investimento tattico sul potere del mov5stalle di ingrippare il sistema piddino/politico/istituzionale lo ho fatto anch’io, ma non vedevo in questo il rischio di compromettere la battaglia per la riconquista della sovranità, poichè bagnai, borghi, rinaldi e barra caracciolo non era a loro che avrebbero portato in dote buona parte dei crediti mediatici e divulgativi di quella battaglia.

    Devo molto a questo sito e al lavoro appassionato di Moreno&Compagni ma oggi con la mia terza media non riesco a capire come oggi si possa rivendicare il risultato tattico di aver impedito all’avversario di fare un goal al costo di avergli ceduto bandiera e colori della propria squadra, se non capisco quale nuova partita (strategia) state giocando anche i più brillanti risultati ispirati al più acuto tatticismo non mi entusiasmano, costringendomi nella stessa posizione di quando osservavo le gesta di quel famoso egonometrista che non tollerava critiche, quindi: More’ facce Tarza’!

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