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PER IL FRONTE DEL LAVORO E DELLA LIBERTA’

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Pubblichiamo qui di seguito la risoluzione approvata dalla Direzione Nazionale di Liberiamo l’Italia il 18 giugno 2021

Via il governo dei licenziamenti e del Grande Reset

E’ tutto un gran parlare di ripresa, ma il primo obiettivo di governo e padroni è licenziare. Licenziare quanto prima quanti più lavoratori possibile. Questo chiede da un anno Confindustria, questo ha deciso il governo Draghi con il decreto “Sostegni bis”. Che lo sblocco dei licenziamenti sia operativo dal 1° luglio come prevede il decreto, o che venga diluito per alcuni settori nell’arco di qualche mese (massimo fino al 31 ottobre), non cambia granché le cose. L’obiettivo è chiaro: licenziare adesso i lavoratori con contratti a tempo indeterminato, per sostituirli con nuovi dipendenti assunti con contratti a termine quando i livelli produttivi torneranno a crescere.

Questo disegno è stato prontamente appoggiato dalla Commissione europea, che ha definito lo stop ai licenziamenti addirittura “pericoloso” e “discriminatorio”. Per la cupola bruxellese c’è infatti un unico modo per rendere uguali i lavoratori: farli diventare tutti precari e ricattabili h24, 365 giorni all’anno. Ecco a cosa è servito il Covid. Tutto questo non deve stupire. L’Unione europea è uno dei massimi templi del neoliberismo, il cane da guardia degli interessi della classe dominante, il luogo prescelto per l’applicazione del Grande Reset. E come sempre l’Italia ha da essere uno dei luoghi privilegiati dell’applicazione delle politiche europee, come dimostrato dai vincoli draconiani che Draghi ha accettato con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

In questi giorni l’attacco ai lavoratori è sfociato perfino in diversi episodi di violenza squadristica, segno di un clima generale che si va facendo sempre più cupo.

Mentre la ripresa attuale altro non è che uno scontato rimbalzo rispetto al tracollo economico dovuto al lockdown della primavera 2020, mentre la disoccupazione reale (includente cioè anche i cassaintegrati ed i cosiddetti “scoraggiati”) è ora al 25%, la prima preoccupazione del governo è quella di colpire i lavoratori per spingere verso una nuova generalizzata riduzione del salario reale. Questa politica è quella chiesta dai grandi gruppi economici e dalle multinazionali, ed in particolare dai settori maggiormente legati alle esportazioni. Per le piccole aziende, per coloro che lavorano prevalentemente per il mercato interno, l’inevitabile contrazione dei consumi causata da queste scelte sarà invece un’ulteriore mazzata. Una mazzata che per tanti lavoratori autonomi e partite Iva andrà a sommarsi ai danni disastrosi già subiti a causa delle politiche di confinamento ed a quelli che verranno dalla prossima controriforma della giustizia.

Ma la politica economica del governo è strettamente connessa ad altri due aspetti. Il primo è l’accresciuta sudditanza agli USA proprio nel momento in cui, con Biden, viene riproposta una politica aggressiva e guerrafondaia. Il secondo è il pervicace attacco alle libertà individuali e collettive tutelate dalla Costituzione.

Come evidenziato nel recente vertice della Nato, Draghi non è semplicemente il garante dell’alta finanza, delle banche e dell’Ue. Egli è anche l’uomo del pieno asservimento agli USA, un presidente del consiglio che ripete a pappagallo tutta la propaganda antirussa ed anticinese che minaccia seriamente la pace come non avveniva da oltre trent’anni.

Altrettanto evidente è la sua scelta di proseguire sine die con la politica emergenzialista. D’altra parte tutto si tiene: se tanti lavoratori devono diventare schiavi, i cittadini devono essere trasformati in sudditi. Ecco allora la nuova proroga dello stato d’emergenza fino al 31 dicembre. Ed ecco infine l’imminente estensione del “certificato verde” a nuovi campi e nuove attività. Un modo per rendere di fatto obbligatorio il vaccino senza neppure assumersi le responsabilità di un eventuale obbligo legale. Quanto sia profonda questa spinta autoritaria è confermato dalla caccia agli over 60 non vaccinati dichiarata dal generale Figliuolo.

Chi ancora si chiede cosa sia il Grande Reset, pensando magari che si tratti di un’invenzione di qualche complottista, ha nelle scelte concrete del governo Draghi tanta materia su cui riflettere.

Contro questo governo, Liberiamo l’Italia chiama alla lotta ed alla mobilitazione.

  • No allo sblocco dei licenziamenti
  • No alla gabbia europea ed ai suoi cani da guardia
  • No al “certificato verde” ed all’obbligo vaccinale, per la fine immediata dello stato d’emergenza

Contro il governo dei licenziamenti e del Grande Reset, costruiamo il fronte del Lavoro e della Libertà.

Liberiamo l’Italia

18 giugno 2021

Fonte: Liberiamo l’Italia

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Un pensiero su “PER IL FRONTE DEL LAVORO E DELLA LIBERTA’”

  1. Francesco dice:

    …E tutte queste NEFANDEZZE, è bene ricordarlo, vengono compiute anche grazie al sostegno DETERMINANTE di un certo Movimento che aveva (…e ha ancora…) come slogan:

    1) “Uno vale uno” (…ma chissà com’è… poi un “vaccinato” vale di più rispetto a un “non vaccinato”… )
    2) “Nessuno sarà lasciato indietro” (…ma chissà com’è, se poi non ti chiami Amazon… o Tronchetti Provera… o in altro modo simile, ti puoi solo attaccare al tram… ovviamente IN CODA al tram)
    3) “Democrazia diretta” (…ma chissà com’è, poi i provvedimenti governativi davvero importanti vengono approvati sempre con Decreto…)

    Francesco F.
    Manduria (Ta

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