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VACCINO INUTILE: LA CONFERMA INGLESE di Leonardo Mazzei

Una bomba. La notizia arrivata da Londra è un’autentica bomba. Venendo dal governo britannico, i media italiani non l’hanno potuta oscurare del tutto. Ma ne hanno parlato come fosse una cosetta da poco, roba di normale amministrazione. Ed invece è proprio una bomba, la conferma dell’assoluta inutilità del vaccino nei confronti della variante Delta.

Pochi giorni fa ci siamo occupati del tema (Variante Delta? Vaccino KO!) partendo dai dati di Israele. Adesso arriva la clamorosa conferma inglese.

Così leggiamo su la Repubblica:

«“Il 60% dei nuovi ricoverati di Covid in Inghilterra ha ricevuto due dosi di vaccino”. E’ del massimo consigliere scientifico del governo di Boris Johnson, Sir Patrick Vallance, l’annuncio più importante della conferenza stampa del primo ministro e dei suoi collaboratori a Downing Street».

Vallance, evidentemente ben cosciente delle enormi conseguenze di quanto affermato, ha poi cercato di attenuarne la portata, dicendo che «il dato non sorprende, in quanto la maggior parte delle persone è stata vaccinata». Una “spiegazione” piuttosto maldestra, ma ovviamente sufficiente per i grandi spiriti critici che allignano nelle redazioni sia al di là che al di qua della Manica.

Ora, già sentir parlare di un 60% di vaccinati tra i nuovi ricoverati dovrebbe far rizzare gli orecchi a tutti. Ma per meglio comprendere il significato di quel dato bisogna stabilire a quanto corrisponde la cosiddetta “maggior parte delle persone” del signor Vallance. Quanti sono, cioè, i vaccinati con due dosi in Gran Bretagna? La risposta più aggiornata ce la dà il Sole24Ore: 35 milioni e 970mila, pari al 53,8% dei 66 milioni e 766mila sudditi di Sua Maestà… La “maggior parte delle persone” di Sir Vallance corrisponde dunque a poco più del 50% dei suoi connazionali. Quando si dice la Scienza!

Dunque la percentuale di ricoverati vaccinati è perfino più alta di quella dei vaccinati tra l’intera popolazione. Che il vaccino faccia addirittura ammalare di più, o più gravemente? Non arriviamo a tanto, perché è giusto considerare che tra i non vaccinati ci sono molti giovani. Ma facendo “poggio e buca”, come si dice in Toscana, possiamo arrivare alla ragionevole conclusione che l’efficacia del vaccino di fronte alla variante Delta è pari o vicinissima allo zero.

Si tratta ovviamente di una verità che non può essere accettata dal pensiero unico alimentato a Covid. Il quale continua imperterrito ad insistere sulle vaccinazioni, sul loro obbligo, e sull’odioso green pass che dovrebbe imporlo con le buone o con le cattive. Nessuno, invece, che rifletta sui dati che ci vengono proprio dai due Paesi portati qualche mese fa come modello e prova dell’assoluta bontà della strategia vaccinale: Gran Bretagna ed Israele.

Dopo che perfino il capo del governo israeliano, Naftali Bennett, ha dovuto ammettere che i vaccini non risolveranno il problema, la conferma inglese sulla loro inefficacia di fronte alla variante Delta è la mucca nel corridoio che solo i vaccinisti più ciechi possono ancora fingere di non vedere.

I dati provenienti da Londra ci dicono infatti tre cose. Una più importante dell’altra.

Primo, l’assoluta inefficacia nei confronti della variante Delta non è di questo o quel vaccino. Israele ha vaccinato con Pfizer e la Gran Bretagna con AstraZeneca, ma il risultato sembrerebbe del tutto identico.

Secondo, se i dati israeliani ci parlavano solo delle positività, quelli britannici si riferiscono ai ricoveri. La storiella secondo cui il vaccino magari non protegge dal contagio ma evita le forme più gravi, sembrerebbe perciò l’ennesima bufala di una religione vaccinista sempre più in difficoltà.

Terzo, che davanti a queste evidenze si continui come se nulla fosse con la caccia agli untori che hanno rifiutato l’inoculazione, è la prova provata di quanto sia marcio il sistema, il suo governo, il suo apparato tecnico-scientifico, i suoi servili mezzi di (dis)informazione.

Concludiamo con un’osservazione utile alla lotta che stiamo conducendo contro l’obbligo vaccinale. L’opposizione a questa mostruosità ha tante ragioni, dal rifiuto di una sperimentazione di massa di vaccini non testati a sufficienza, ai rischi connessi con la loro inoculazione, fino al colpevole oscuramento di cure negate proprio per affermare quella vaccinale come unica soluzione possibile. Ma una ragione ancora più forte – quella che dovremo agitare con sempre maggior consapevolezza – sta ora nell’inutilità manifesta dei vaccini di fronte ad un virus che è mutato forse proprio a causa della vaccinazione. Un’ipotesi, quest’ultima, uscita perfino dalla bocca di Walter Ricciardi. Un negazionista? No, uno che vorrebbe il green pass anche per le scalate in solitaria del Cervino, ma che chiacchiera chiacchiera stavolta ha confessato.

PS – Pare che in serata, 4 ore dopo la conferenza stampa, il sig. Vallance si sia penosamente corretto con un tweet affermando che il 60% di cui ha parlato non si riferiva ai ricoveri di persone vaccinate (come riportato dai giornali di tutto il mondo), bensì a quelli dei non vaccinati…

La bomba era troppo grossa e non è difficile immaginare in quanti lo abbiano richiamato al dovere. Eh, la Scienza! La toppa tuttavia gli è venuta proprio male. Vallance non ha chiarito la ragione del preteso “errore”, né ha spiegato il ritardo nella rettifica. Il perché è del tutto evidente: quel 60% di vaccinati finiti in ospedale era del tutto coerente con il resto del suo ragionamento in conferenza stampa. A volte smentirsi è difficile…

Povero Vallance, cosa si è costretti a fare per non perdere lo stipendio governativo! Che poi, anche volessimo prendere per buona la sua precisazione (ma proprio non si può), riducendo i ricoveri dei vaccinati al “solo” 40%, il discorso sull’efficacia del vaccino non cambierebbe poi molto.

Prepariamoci ad altre sorprese e ad altre figuracce dei tanti Vallance in giro per il mondo.