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MEDIA: SINFONIA MUTA di Sandokan

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C’è un paragone che fa capire molte cose.

L’anno scorso la manifestazione promossa da Marcia della Liberazione (10 ottobre 2020) fu letteralmente “massacrata” dai media di regime. Il giorno dopo tutti i Tg, tutti i quotidiani, ed anche i talk show, si diedero al linciaggio dei promotori e dei manifestanti.

Quest’anno, nonostante la presenza di centomila persone, la manifestazione del 25 settembre è stata letteralmente oscurata. Peggio: chi ne ha parlato l’ha ridimensionata a poche centinaia di partecipanti, oppure l’ha infangata parlando di collusione con i teppisti di Forza Nuova.

Non che media e giornalisti non fossero presenti in piazza, c’erano eccome! Decine di giornalisti accreditati in rappresentanza di quotidiani (anche esteri) e delle principali emittenti televisive.

L’indignazione, per questa operazione di censura, è più che giustificata.

Tuttavia è necessario chiedersi le ragioni di questo mutismo sinfonico programmato. Solo deliberata censura? Secondo me c’è di più.

Le consorterie giornalistiche sono state colte di sorpresa, doppiamente spiazzate dalla manifestazione. Ammettere un tanto grande successo di partecipazione avrebbe smentito come fallace la tradizionale narrazione per cui le proteste sono animate da sparute minoranze.

In secondo luogo nelle redazioni si sono resi conto (visti il profilo politico e l’ottima organizzazione) di avere a che fare con un fenomeno politico serio, che non si poteva liquidare con le consuete bubbole.

Di più, la manifestazione ha messo in imbarazzo anche gli ambienti governativi.

Ne è prova la vicenda della vice questore di Roma Nunzia Alessandra Schilirò, che dal palco ha espresso la sua opposizione al green pass a nome di tanti colleghi delle forze dell’ordine.

Dopo un giorno di silenzio tombale, un fracasso mediatico assordante.

Un elogio doveroso agli organizzatori della manifestazione i quali, invitando la Schilirò, sono certo sapessero che sarebbe stato un finimondo.

Non solo hanno obbligato i media, che ben altra tattica avevano scelto, a parlare della grande manifestazione; hanno creato una grana non da poco al governo Draghi portando allo scoperto il malessere e la frattura addirittura in seno alle forze di polizia.

Per questo dico che Sabato 25 settembre è una data che difficilmente potrà essere dimenticata.

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