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“TUTTO È COMPIUTO” di Sandokan

Dato che in Francia Macron dichiara di voler fare marcia indietro, l’Italia è il solo paese al mondo in cui si impone per legge l’obbligo vaccinale universale. Nient’altro che un infame Trattamento Sanitario Obbligatorio erga omnes, nessuno escluso (tra poche settimane anche i bambini).

Un atto di forza sbalorditivo, a conferma che col pretesto dell’emergenza sanitaria siamo piombati in un regime nuovo, in uno Stato d’eccezione appunto, che se non viene presto rovesciato, sarà ricordato come anticamera  di una vera e propria dittatura.

Atto di forza che sarebbe stato inimmaginabile solo due anni fa. L’italietta colabrodo, l’italietta dei governi deboli e dell’instabilità permanente è invece diventata, in fatto di sperimentazione del nuovo ordine biopolitico e tecnocratico, capofila dell’Occidente, anzi avanguardia mondiale.

La domanda che alcuni si fanno è: come è stato possibile? Domanda che tradisce un pregiudizio, che anzi contiene una premessa, quella per cui la nostra sarebbe un’italietta legno storto, pasticciona, italietta colabrodo con classi dirigenti incompetenti e corrotte. Certa nostrana élite liberale ha avuto un ruolo decisivo nel costruire e propalare questa leggenda. Italiani brutti, sporchi, cattivi e sempre indietro sui tempi della storia, alla rincorsa dei campioni, sempre stranieri, del progresso e della modernità. E’ la stessa élite che ha accettato nel dopoguerra la sudditanza agli USA e poi invocato il vincolo esterno euro-tedesco.

Ma le cose non sono mai state davvero così. L’Italia è sempre stata un importante laboratorio politico che ha spesso indicato per prima la strada che altri paesi hanno seguito dopo. Così è anche questa volta: Italia apripista, Italia banco di prova, Italia agnello sacrificale eventualmente.

Colpiscono la fermezza e la postura irremovibile di Draghi e dei suoi sodali della maggioranza di governo. Da dove viene questa sicumera? Questa certezza di vittoria? Viene certo dal sostegno che gli assicura la grande borghesia italiana, l’élite eurocratica, i poteri forti mondiali. Ultimo ma non meno importante: viene dal fatto che la politica psico-sicuritaria è egemonica, ha consenso maggioritario tra i cittadini.

C’è tuttavia dell’altro, a me pare, dietro a questi consecutivi e brutali atti di forza del governo. Mosse non solo tattiche ma strategiche altamente rischiose me le spiego solo a patto di considerare una malcelata ambizione da parte dell’élite italiana, la pretesa di mettersi a capo del “grande reset”, a guida del mutamento sistemico occidentale. Aleggia insomma, nei romani palazzi del potere, così come nei cenacoli dell’industria e del mondo bancario, uno stato di trance e di esaltazione politica, come si fosse in preda ad un improvviso delirio di onnipotenza. Di qui la vera e propria cieca fiducia in Mario Draghi, celebrato  addirittura come messia e redentore di atavici peccati.

Tutto sembra filare liscio per lorsignori. Debbono invece stare molto attenti, non solo perché le vertigini del successo inducono quasi sempre a commettere errori. L’Italia è questo strano paese che si affida al salvatore della Patria, ma fa altrettanto presto a gettarlo nella polvere.