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ABBIATE FEDE di Sandokan

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Paolo Mieli passa per essere uno dei maître à penser più ascoltati nelle stanze dei bottoni. Noi siamo suoi affezionatissimi lettori e non ci perdiamo i suoi editoriali, per la semplice ragione che ci aiuta a capire cosa bolle nel pentolone del potere. Certo, occorre sempre compiere un’opera di decodificazione, poiché molto spesso dissimula i concetti affinché capiscano gli ottimati a cui si rivolge.

Il 22 settembre ha fatto un’eccezione. Nel suo editoriale sul Corriere della Sera spara la seguente cannonata:

“E se decidessimo di non votare più? C’è un’Italia che in modo ogni giorno più esplicito auspica un futuro post elezioni politiche con assetti più o meno simili a quello attuale”.

Traduzione: in seno all’élite che conta si va rafforzando la frazione che vorrebbe Draghi a vita e per ottenere il risultato si starebbe attrezzando allo scopo.

Detto tra noi, l’avevamo capito.

La novità è che il nuovo colpo di stato, questo de profundis della Repubblica con tanto di avvento di una monarchia tecnocratica, è annunciato pubblicamente, senza peli sulla lingua.

Si sentono talmente forti, lassù, che non ci lasciano nemmeno il gusto di svelare il complotto.

Non rattristatevi per questo, siate anzi fiduciosi.

Non ci sarebbe speranza di vittoria se il sistema non avesse falle, se il nemico non commettesse gravi errori. Che il sistema abbia falle enormi, non c’è dubbio. Compito dei rivoluzionari è individuare queste falle e lì indirizzare i colpi. Siate fiduciosi poi, che quando il nemico è vittima del delirio di onnipotenza, è proprio in questi momenti che commette errori fatali.

Tuttavia non basta che il sistema grippi e che chi governa commetta gravi errori.

Per approfittarne e aprire nuovi orizzonti, c’è anzitutto bisogno di avere fiducia in sé stessi.

E qui sta il punto, la nuova opposizione è combattiva, vivace, ma attraversata da sfiducia, scetticismo e senso di impotenza,  — di qui certe tendenze a cercare scorciatoie sovversivistiche e/o la fuga dal terreno politico immaginando di costruire comunità appartate e agresti.

La fiducia in sé stessi, chiede anzitutto fede, fede nella possibilità che il popolo si sollevi e che lo stato di cose possa essere davvero cambiato.

Questa fede la storia non la dà a gratis, costa anzi molti sacrifici. Quanti di quelli che oggi protestano, saranno al nostro fianco domani e dopodomani? Pochi, poiché i più vogliono tutto e subito. Ma saranno proprio quei pochi il lievito del cambiamento.

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2 pensieri su “ABBIATE FEDE di Sandokan”

  1. paolo dice:

    Adesso non si può più protestare in piazza a Trieste.
    Ci tolgono le piazze e allora a cosa serve la protesta di piazza ?
    Qui bisogna dare agli Italiani un partito alternativo da votare nel 2023.
    Un partito snello che si presenta solo alle politiche.
    Che ce frega dei quadri dirigenti ? mica vogliamo un partito come l’ex PCI…
    Che ce frega delle elezioni comunali e regionali ? che poi salgono
    sul carro i soliti mafiosetti che rovinano la reputazione.
    Qui ci vogliono poche persone che tentino l’impresa delle elezioni politiche.
    L’unica stella polare deve essere il PROGRAMMA; La somma dei desideri degli
    Italiani che qui vado ad elencarvi:

    – Stop green pass e dittatura sanitaria
    – uscire dall’euro
    – stop immigrazione
    – nazionalizzazioni e stato sociale
    – abrogazione leggi precarietà
    – precedenza nel lavoro ai locali
    – dimezzare le tasse e farle pagare a tutti

    cordiali saluti

    1. Francesco dice:

      Concordo con cio’ che Lei ha scritto: anche io penso che il grande movimento che si e’ fino ad oggi battuto contro la dittatura sanitaria dovrebbe organizzarsi a tutti gli effetti come soggetto politico.
      Diversamente tutte le energie rivoluzionarie raccolte fino ad oggi intorno al comune obiettivo di ristabilire la Democrazia in Italia non troverebbero uno sbocco concreto. Il rischio sarebbe che alle prossime elezioni, in mancanza di un soggetto veramente NUOVO E ALTERNATIVO, molti di coloro che hanno manifestato contro il governo Conte e l’attuale governo Draghi si lascino “irretire” dalle FALSE promesse di abolizione dei provvedimenti liberticidi che sicuramente verranno fatte dai medesimi personaggi e partiti che quei provvedimenti hanno voluto e sostenuto (… Promesse che ovviamente verranno puntualmente disattese.) oppure restino bloccati nell’area dell’astensionismo.
      Spero quindi che il Fronte del Dissenso si trasformi in un Fronte politico vero e proprio: il motto dovra’ essere “ROVESCIAMO LA DRAGHICRAZIA e RIPRISTINIAMO LA DEMOCRAZIA”

      Francesco F.
      Manduria (Ta)

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