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IMPLACABILE VENDETTA di Moreno Pasquinelli

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Preceduto da una virulenta quanto mendace campagna d’intimidazione, il governo Draghi ha varato il decreto sul cosiddetto “Green Pass Rafforzato”. In pratica una nuova stretta autoritaria. E’ lo Stato di Polizia 4.0. Chi non si vaccina sarà sottoposto ad un regime di esclusione e segregazione sociale.

Chi non si vaccina, se era già escluso dal disporre di fondamentali diritti di libertà, è oggi condannato ad un regime di formale apartheid sociale. Sbagliano coloro i quali affermano si tratti di una “misura medievale”. Davanti alla peste si segregavano gli appestati per proteggere i sani. Oggi, posto che il “vaccino” non immunizza e che i vaccinati possono infettare, vengono confinati e isolati anche coloro che scoppiano di salute, ovvero quelli che sono portatori di un gravissimo morbo sì, ma quello di non inginocchiarsi ai piedi del sovrano rifiutando i suoi diktat. Questa è dunque la vera pandemia che il governo vuole debellare: quella della ribellione sociale.

La misura del “Green Pass Rafforzato”, spacciata come atto ex ante di “prevenzione sanitaria”, è dunque squisitamente politica, è un provvedimento di condanna e castigo ex post per tutti quei sudditi che hanno sin qui disobbedito alla richiesta del sovrano di disporre dei loro corpi. Condanna che è l’equivalente profano e secolare della scomunica di una volta, l’atto con cui la Chiesa oltre ad escludere il battezzato dalla comunità dei fedeli, gli infliggeva la pena dell’inferno nell’al di là.

Ma questo della segregazione sociale della minoranza, della parte dal resto, per quanto inusitato, è solo una faccia del regime bio-politico. Quest’ultimo chiama in causa anzitutto tutti gli altri, la maggioranza dei disciplinati, le stesse legioni dei kapò e dei disciplinatori. E’ grazie alla loro accondiscendenza che il sovrano ha potuto finalmente oltrepassare la linea oltre la quale esso riesce a requisire e ad impadronirsi, assieme alla carne, dell’anima stessa dei cittadini.

Il non-vaccinato viene sì privato di alcuni essenziali diritti di libertà, ma egli trattiene a sé, con il libero arbitrio, la propria dignità e indipendenza di pensiero; il vaccinato invece, come conseguenza dell’atto di obbedienza e di sottomissione al regime bio-politico, per poter godere di alcuni diritti formali di libertà, deve consegnare al sovrano dignità, coscienza e libero arbitrio — in cambio di una parte si aliena quindi del tutto, ciò che appunto distingue l’essere umano dagli altri esseri senzienti. Mentre il non-vaccinato è condannato a subire un’oppressione reale, il vaccinato ne deve sopportare una rafforzata, metafisica.

Acune finali considerazioni politiche. Non commetta, la nostra minoranza, l’errore di auto-isolarsi, di cercare la via di fuga. Non insegua l’illusione che la salvezza possa consistere nell’esodo comunitaristico. Non c’è alcun altrove, alcuna Terra Promessa. A ben vedere l’idea dell’esodo, quella di trovare rifugio in piccole società appartate e auto-governate, ammesso e non concesso che possano effettuarsi, testimonia che si fa strada la convinzione che la Resistenza è destinata alla sconfitta. In effetti la sconfitta è altamente probabile. Saremo retorici ma siamo obbligati a ribadire che nella guerra (e la nostra lo è) si può perdere non una ma più battaglie. Per dirla alla Mao Zedong: “La vittoria strategica è il risultato di una serie di sconfitte tattiche”.

Ogni minoranza, quando è costretta dal nemico allo scontro in campo aperto, è destinata alla sconfitta. E’ la rotta disordinata che va evitata, così da poter riorganizzare le proprie forze. La nostra è una lotta di lunga durata. La vittoria dipenderà da diversi fattori. Primo fattore: dovremo rafforzarci anche ove fossimo obbligati alla ritirata. Secondo fattore: il nemico non è imbattibile, in preda alle vertigini del successo, commetterà errori gravi, ciò che ci consentirà di passare alla controffensiva. Terzo fattore: il nemico ha sempre un suo Tallone d’Achille, e questo punto debole è costituito proprio dall’eterogeneo blocco sociale che lo sostiene. Questo blocco si sfalderà poiché proprio la maggioranza che oggi ubbidisce sopportando un’oppressione metafisica, vorrà redimersi dal proprio disonore e riscattare la sua libertà. Quello sarà il momento della nostra implacabile vendetta.

«Riguardo ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro nella notte».

[San Paolo, 1Ts5, 1-11]

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5 pensieri su “IMPLACABILE VENDETTA di Moreno Pasquinelli”

  1. Chiaraped dice:

    Pasquinelli, commento impeccabile, ma io voglio vederti con loro, a organizzare la resistenza ATTIVA.
    https://youtu.be/n_fgI0yBPXc

  2. Fortunato dice:

    Buongiorno, mi chiamo Fortunato Totaro faccio il Collaboratore Scolastico in una scuola media di Modena.
    Voglio dire a tutti che da parte mia non mi piegherò a questa assurda ingiustizia anticostituzionale, sono nato libero è libero morirò a costo della mia vita.
    W la libertà.

  3. Francesco dice:

    Tutto condivisibile. Tuttavia, anche qualora la nostra dovesse essere una guerra di “lungo corso”, una guerra non in campo aperto, occorrerebbe organizzarsi concretamente già da subito per sperare di arrivare alla vittoria finale: dietro a tutti i movimenti di guerriglia che hanno poi conseguito la vittoria, c’è comunque sempre stata una organizzazione politica.
    E’ quindi assolutamente necessaria e auspicabile la creazione di un soggetto politico vero e proprio (Fronte, partito o movimento che sia) che possa fungere da polo di attrazione, da punto di riferimento, del dissenso emerso in questi ultimi mesi. Un dissenso che chiede di essere rappresentato politicamente anche in occasione delle (…eventuali…) elezioni.
    Se non si creera’ un soggetto di questo tipo i tantissimi militanti che si oppongono allo status quo resteranno disorientati e disorganizzati e il rischio sarà quello di disperdere tutte le energie “alternative” accumulate fino ad oggi.
    Tanto più in un frangente come questo, è importante avere un simbolo, una sigla in cui i militanti possano riconoscersi. Un simbolo una sigla che possa dare una speranza di vittoria. È anche una questione “psicologica.

    Francesco F.
    Manduria (Ta)

  4. Massimo Pollini dice:

    Grazie infinite x questa analisi, profonda, dura e veritiera ma infonde coraggio e forza !!

  5. Alberto M dice:

    Ero presente alle due importanti Manifestazioni la prima della Marcia della Liberazione 2020 e la seconda Manifestazione del 25 settembre 2021, a piaza s.Giovanni , a Roma. Ho seguito la crescita notevole della partecipazione e della protesta. Ho sentito nominare più volte un Comitato di Liberazione con l’obbiettivo di contrastare e combattere la Dittatura sanitaria politica sempre piu sfontata , spregiudicata e criminale.
    Ho letto Comunicati del Fronte del Dissenso intenzionati a ricercare e creare un’organizzazione strategica di azione comune unitaria e variegata. Chiedo a Moreno e ai suoi collaboratori : questa organizzazzione delle piazzece dei loro animatori è in via di realizzazione e attuazione ?.. Sta avvenendo questa attività, anche in silenzio ?.. La Dittatura continua a stringere sempre più il collo degli italiani… Le piazze e i Gruppi del Dissenso e dell’Opposizione come si stanno organizzando?..

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