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NEMICO PUBBLICO N.1 di Simone Boemio

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Avete presenti quegli amministratori delegati di grandi aziende italiane che hanno portato tali aziende alla definitiva liquidazione rendendole facile preda dei grandi gruppi finanziari globali?

Ecco, il nostro venerabile draghi, sta facendo lo stesso, un po’ più in grande, ma con l’Italia intera.
Un’opera iniziata da tempo, abilmente messa in sordina grazie a continue emergenze create ad arte: mani pulite, terrorismo, spread, covid e chi più ne ha, più ne metta.
Oggi, il nostro governatore, si appresta a completare l’opera iniziata agli inizi degli anni ’90, con lucida determinazione, incurante degli interessi e delle sofferenze del Paese e dei cittadini, esattamente come fece con la Grecia appena qualche anno fa.
Ora, è fin troppo evidente che la battaglia sul lasciapassare verde rappresenta solo un fronte della guerra che le élite finanziarie globali, attraverso personaggi come draghi, stanno muovendo contro i diritti di cittadini e lavoratori in tutto il mondo.
Purtroppo la maggioranza degli italiani ci arriverà solamente quando l’attuale green pass diverrà ciò per cui è nato e lederà diritti e causerà sofferenze indistintamente a tutti diventando uno strumento di controllo sociale e fiscale dei cittadini, anche attraverso l’introduzione della moneta digitale.
Il recovery fund farà il resto. Nato dalla presunta pandemia, ci riporterà indietro alla casella del “ce lo chiede l’Europa”.
Se non sapremo reagire uniti come popolo, dimentichi di vecchi stupidi rancori e differenze effimere, altre migliaia di cittadini perderanno il lavoro, la tassazione assieme ai tagli ai servizi pubblici colpiranno le famiglie, le pensioni come gli stipendi continueranno a diminuire, col risultato di un sempre più progressivo impoverimento della popolazione.
Avanti di questo passo, per generazioni non saremo più proprietari di nulla e dipenderemo da un codice informatico.
Il compito della politica di stampo sovranista costituzionale entro la quale mi onoro di operare da una decina d’anni, è quello di impegnarsi su tutti i campi di battaglia senza dimenticarne nessuno. Consapevoli della forza e della compattezza del nemico, TUTTI i gruppi politici di ispirazione costituzionale che fino a due anni fa marciavano divisi e litigiosi contro il neoliberismo e la UE, hanno il dovere di cogliere l’occasione offerta da un governo dittatoriale e fare un fronte comune, determinato a raggiungere l’obbiettivo minimo che tutti i loro militanti si sono dati: ritornare alla legalità costituzionale, attraverso l’abbandono della trappola europea.
Semplificando: le battaglie contro il “regime liberista” iniziate una decina di anni fa, devono continuare, ma ora è tempo di una azione comune resa possibile grazie alla condivisa reazione a Draghi e confratelli.
Non avremo scampo se non saremo capaci di unire le forze sovraniste costituzionali ora che la congiuntura ci indirizza tutti verso una alleanza.
Non lamentiamoci delle divisioni tra gli italiani, se non siamo in grado di metterci intorno ad un tavolo ad elaborare una strategia comune, che moltiplichi le forze e non le neutralizzi con sterili polemiche e attacchi gratuiti motivati, a guardar bene, da invidie e questioni personali.
Ancora oggi, nella galassia sovranista costituzionale, assistiamo increduli alle vuote invettive di personaggi apparentemente intelligenti che si scagliano contro un potenziale alleato, senza dar prova di ciò che affermano, che infamano il prossimo lasciando tra l’altro una pessima impressione in chi li ascolta, ma sopratutto senza generare alcunché di utile al ritorno ad uno Stato civile, sovrano e democratico. Anzi, la conseguenze diretta del loro modo di fare è unicamente quella di creare spaccature spesso insanabili tra i militanti con conseguenti gravi ritardi nel processo di riconquista della sovranità popolare.
Quale è quindi lo scopo di chi mette zizzania?
È stupido o manipolato, uno che ogni giorno mina l’unità delle forze sovraniste attraverso attacchi personali nei confronti di qualcuno che sta conducendo la stessa battaglia e che in prospettiva potrebbe essere un alleato importante?
Perchè a qualcuno non è sufficiente battersi contro un potere pericoloso e vigliacco che vuole il controllo assoluto del corpo e della mente delle persone, ma ha anche bisogno di attaccare chiunque gli possa rubare la scena?
Non vorrei che certi soggetti svolgano, in ambito decisamente più ristretto, ma con esiti non meno gravi, le stesse funzioni degli amministratori delegati con cui ho aperto questo post.
Se intendono veramente unire l’Italia nel segno della Costituzione, hanno il dovere immediato di desistere in questa litigiosità, altrimenti i veti che ora mettono gli si rivolgeranno contro e, anche loro al pari di giornalisti e politici di regime, dovranno assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
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Un pensiero su “NEMICO PUBBLICO N.1 di Simone Boemio”

  1. Marco dice:

    In merito all’ultima frase, infatti, c’è proprio sopra l’ultimo articolo di Pasquinelli su Amodeo… Ma perché?
    Non mi sembra un buon inizio per fare “fronte comune”.
    Esiste, leggevo oggi, anche un’iniziativa a Torino, con Cacciari, Agamben, Freccero ed altri, che facciamo, parliamo male anche di costoro filosofando e disquisendo su inezie ontologiche, con il mostto che abbiamo davanti?
    Un saluto

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