1

SCIENZA E ANTI-SCIENZA di Aldo Zanchetta

Sul Notiziario ANSA del 19 novembre leggo queste parole pronunziate dal Capo dello Stato Sergio Mattarella in occasione dell’iniziativa “I giorni della Ricerca” promossa dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro:

«Non si è esaurito il nostro dovere è di responsabilità, soprattutto verso i più deboli. Siamo riusciti a realizzare una ripresa economica e i vaccini sono stati la nostra difesa, hanno consentito le riaperture. La ricerca è stata un grande esempio di collaborazione mondiale. Abbiamo visto una larga adesione alla campagna vaccinale che ha visto la quasi totalità degli italiani vaccinarsi per proteggere se stessi e gli altri» … «I vaccini sono stati la nostra maggior difesa, salvate vite e consentito le riaperture ed è merito della ricerca» … «La scienza è chiamata ancora ad intervenire, La pandemia ha prodotto pesanti conseguenze nella lotta contro il cancro». Anche per questo bisogna condurre la battaglia contro l’antiscienza … perché ci sono nuclei che propagano l’antiscienza: è una sfida nei luoghi della modernità, occorre affrontarla e vincerla, ne va della prosecuzione di un percorso virtuoso». (grassetto mio).

Di fronte a queste parole provo da un lato commiserazione per una persona canuta che ai vertici dello Stato parla di problemi che evidentemente non conosce e dall’altro indignazione perché usa l’autorità di cui è investito e gli strumenti comunicativi ad essa connessi per schierarsi a favore di una parte in un dibattito che sta dilaniando il mondo della scienza. Non sono un Costituzionalista ma mi chiedo se faccia parte dei compiti istituzionali di un Presidente della Repubblica schierarsi in un dibattito che esula da questi compiti, abusando del prestigio connesso alla carica che ricopre.

A parte un “è” di troppo oppure un “che” che manca all’inizio del brano riportato e che è certamente responsabilità non sua ma del cronista, l’affermazione “I vaccini sono stati un grande esempio di collaborazione mondiale” è un’affermazione di circostanza del tutto gratuita visto che nel mondo della scienza su questo esiste una grande discordanza. Solo una citazione, fra le tante possibili. Proprio pochi giorni fa John PA Ioannidis uno dei massimi esperti mondiali di epidemiologia professore di Medicina e Professore di Epidemiologia e Salute della Popolazione, nonché Professore di Scienze Biomediche e Statistica alla Stanford University, a proposito dei dibattiti in corso ha scritto:

«Le decisioni pronunciate in nome della scienza sono diventate arbitri della vita, della morte e delle libertà fondamentali. Tutto ciò che conta è stato influenzato dalla scienza, dagli scienziati che interpretano la scienza e da coloro che impongono misure basate sulle loro interpretazioni della scienza nel contesto del conflitto politico. […] C’è stato uno scontro tra due scuole di pensiero, la salute pubblica autoritaria contro la scienza e la scienza ha perso.

Farsi continuamente oneste domande e l’esplorazione di percorsi alternativi sono indispensabili per una buona scienza. Nella versione autoritaria (al contrario di quella partecipativa) della salute pubblica, queste attività erano viste come tradimento e diserzione. La narrativa dominante è diventata che “siamo in guerra”. In guerra, tutti devono eseguire gli ordini. Se a un plotone viene ordinato di andare a destra e alcuni soldati girano a sinistra, vengono fucilati come disertori. Lo scetticismo scientifico doveva essere eliminato senza fare domande. Gli ordini erano chiari».

E ancora:

«Le grandi aziende tecnologiche, che hanno guadagnato trilioni di dollari in valore di mercato cumulativo dalla trasformazione virtuale della vita umana durante il blocco, hanno sviluppato potenti macchinari di censura che hanno distorto le informazioni disponibili per gli utenti sulle loro piattaforme. Ai consulenti che hanno guadagnato milioni di dollari dalla consultazione aziendale e governativa sono stati dati incarichi prestigiosi, potere ed elogi pubblici, mentre gli scienziati non conflittuali che hanno lavorato pro bono ma hanno osato mettere in discussione le narrazioni dominanti sono stati diffamati come conflittuali. Lo scetticismo organizzato era visto come una minaccia per la salute pubblica. C’è stato uno scontro tra due scuole di pensiero, la salute pubblica autoritaria contro la scienza e la scienza ha perso».

Bene, la scienza che si fa oneste domande e l’esplorazione di percorsi alternativi che per Joannidis sono indispensabili per una buona scienza, per i compilatori dei discorsi ufficiali del Presidente, da questi incautamente fatti propri (questa è una supposizione mia) sono invece la “antiscienza”.