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GIANLUIGI PARAGONE L’ATLANTISTA di Sandokan

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Che Gianluigi Paragone fosse un atlantista ero venuto a saperlo proprio da SOLLEVAZIONE, per la precisione leggendo un articolo di Moreno Pasquinelli.
Nell’articolo si riportava questa affermazione di Paragone medesimo:

«Certi scenari geopolitici implicano fondamentali chiari e netti. Le mie posizioni sono assolutamente filoamericane. La Russia è un pezzo della cultura europea e non ho paura ad ammetterlo e ad apprezzarlo. Alcune sfaccettature culturali russe, come la letteratura, sono chiaramente più affini a noi italiani di un Kerouac. Però va riconosciuto che gli Stati Uniti d’America, a prescindere dall’orientamento politico del governo di turno abbiano sempre riconosciuto un ruolo, talvolta centrale, all’Italia e alla sua cultura. Non sono mai stato particolarmente affascinato dalle sfide cinesi piuttosto che russe. Sono interlocutori importanti però il posizionamento deve esser chiaro. Insomma, un filo-atlantismo chiaro per rivendicare la centralità dell’Italia nel Mediteranneo, mettendola nel solco di una tradizione che è sempre stata riconosciuta strategicamente dagli USA. Mentre la Cina, ad esempio, vorrebbe utilizzare l’Italia e lo farebbe con un atteggiamento di non reciprocità, gli USA hanno sempre capito e apprezzato il ruolo del Bel Paese, senza metterle il guinzaglio».

Mi colpì soprattutto questo concetto: “gli USA hanno sempre capito e apprezzato il ruolo del Bel Paese, senza metterle il guinzaglio”.

Un’affermazione strabiliante! Solo un cretino può infatti sostenere che gli USA non hanno mai messo il guinzaglio all’Italia. Ma siccome Paragone non sembra, almeno fino a prova contraria, un cretino, come spiegare questa cazzata? Evidentemente per partito preso, per adesione ideologica a ciò che gli USA rappresentano.

Qui non si tratta di avere un debole per questo o quel paese — che so, uno può amare il Brasile col suo carnevale, mentre un altro il Tibet con la sua spiritualità buddista. Qui si tratta di sostegno politico alla principale superpotenza imperialista del pianeta, ad un Paese che dallo sterminio dei nativi ad oggi esercita la sua supremazia a forza di guerre d’aggressione contro ogni popolo ribelle e nazione ostile.

Chi ha sperato che Paragone si sarebbe ricreduto (come ha fatto ad esempio davanti all’Operazione Covid: inizialmente non aveva capito un fico secco), che avrebbe corretto il suo indecente atlantismo, è rimasto deluso.

Mentre ai confini dell’Ucraina si rischia una guerra devastante, anzitutto a causa della protervia con cui USA e NATO vogliono proseguire nella politica di accerchiamento della Russia; mentre ci si aspetterebbe, anche dai filo-americani, un distacco dall’oltranzismo atlantista; il “sovranista” Paragone, imperterrito, ribadisce la sua pornografica posizione, non solo di pregiudiziale ostilità alla Russia, di adesione servile e fideistica all’imperialismo a stelle e strisce. E lo ribadisce malgrado sia evidentissimo quanto dannosa sia per il nostro Paese una posizione anti-russa.

Non ci credete? leggete questo vergognoso articolo apparso pochi giorni fa sul sito IL PARAGONE.IT: «Il piano segreto di Mosca per invadere l’Ucraina”. Biden svela le interazioni di Putin»

Un articolo che sembra ricopiato da Repubblica, peggio! da un dispaccio del Pentagono. Un articolo che farà piacere ad un altro atlantista di nome Draghi che “per caso” è stato fatto diventare Presidente del Consiglio.

La morale della favola la capisce anche un bambino: non si può essere allo stesso tempo sovranisti e atlantisti. Un sovranismo-atlantista non è solo un paradosso logico, è un assurdo politico. Per dirla tutta, un atlantista che si spaccia per sovranista vi sta sicuramente prendendo per il culo.

Leggi anche:
Perché LIBERIAMO l’ITALIA si separa da Paragone

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7 pensieri su “GIANLUIGI PARAGONE L’ATLANTISTA di Sandokan”

  1. Francesco dice:

    Paragone è un gatekeeper… il “Beppe Grillo 2.0″…: lasciamolo perdere, per carità! (Non è certamente un caso che si sia “accorto” dell’esistenza di una Operazione Covid SOLO quando il movimento antigreenpass ha cominciato a palesare la sua enorme carica ANTISISTEMICA…)
    Cerchiamo piuttosto di giungere a un accordo con Mattei e con lo stesso Teodori (…nella speranza che prenda coscienza della situazione…) …e magari cerchiamo di coinvolgere nel progetto di un CLN anche Marco Rizzo (…NONOSTANTE i suoi TANTI limiti…)

    Francesco F.
    Manduria (Ta)

  2. luigi dice:

    Non ci tiene al guinzaglio ? E delle atomiche che ci hanno messo sotto il c. che ne dice .
    Vorrebbe uscire dall’ Europa il che e’ anche buona cosa e ci vorrebbe mettere nelle mani dello zio ancora piu’ di quanto non lo siamo adesso . Anzi , oltre Aviano e Ghedi che ne dice di farci piazzare altre testate in tutte le regioni . Cosi’ per riconoscenza . Ritiro quanto avevo detto prima in un post precedente di imbarcarlo nel CNL , semmai lo si manda da Teodori cosi’ possono ritrovarsi –

  3. Luc dice:

    Grazie interessante report Entrambi gli interventi di Paragone sono alquanto “tranchan” C’è parecchia…..”diametralmente opposta posizione” Quasi schizzofrenica questa fotografa di Gianluigi ê sempre più necessario approfondire

  4. RobertoG dice:

    Purtroppo è così, e Paragone sta anche diventando l’elemento centrale tra le formazioni che si stanno battendo contro il regime sanitario e l’Unione Europea tendendo ad assorbire assieme a FDI (altra formazione atlantista) i fuoriusciti anche prossimi venturi da partiti ormai bruciati agli occhi dell’opposizione come Lega e M5S. Ma non c’è nulla di nuovo, perchè in Italia tutte le formazioni politiche di peso o comunque potenzialmente tali sono sempre dirette in maniera palese o meno dai nostri padroni indipendentemente dalla collocazione ideologica. A loro viene fornita l’opportuna visibilità mediatica ed il sostegno necessario affinchè emergano e siano poi pronte a ricoprire il loro ruolo alla bisogna. E’ stato impressionante vedere ad esempio, quando si è voluto imporre il governo super atlantista Draghi, di come tutte le forze politiche si siano messe al suo servizio per garantirgli una maggioranza e quindi una capacità di manovra assolute. Tutto nasce dal fatto che l’Italia è un paese occupato militarmente e con i servizi di sicurezza che sono una dipendenza di quelli americani. Da lì si sono poi sviluppate tutte le altre servitù che ci contraddistinguono e che ci fanno essere, tra le altre cose, la vittima ideale per ogni sorta di sperimentazione. La cosa più triste è che ben pochi, anche nei ranghi dell’opposizione politica più pura, se ne rendano conto.

  5. Graziano+PRIOTTO dice:

    Filoatlantismo di bassa lega o vassallaggio dissimulato ?
    Paragone non è uno storico e non si può pretendere che comprenda l’intera questione che ha costretto la Federazione Russa a puntare infine i piedi per evitare un accerchiamento totale che vanificherebbe le sue possibilità di difesa dalle aggressioni USA. Sí esattamente da queste poiché non di altro si tratta. La fine dell’Unione Sovietica fu accelerato se non causato dalla trappola afgana, costruita ad arte dagli USA che armarono i terroristi pachistani ed afgani (non avevano a quei tempi la sfacciataggine di chiamarli “moderati” come in tempi recenti in Siria, ma pur sempre terroristi erano, e se ne accorsero in seguito quando costoro rivoltarono le armi contro chi li aveva finanziati, addestrati ed armati).
    La rinascita economica e militare della Federazione Russa dopo i disastri di Gorbaciov e soprattutto di Jeltsin (rieletto grazie ai finanziamenti USA affinché conpletasse la distruzione della Russia) Putin riuscí a ridare dignità al Paese, e su questo punto i cittadini russi pur non approvando tutti gli aspetti attuali della politica di Putin, sono concordi, come pure nel giudizio negativo su Gorbaciov e Jeltsin, unanimemente considerato la più grande disgrazia del dopoguerra (Paese ridotto alla fame con oligarchi che depredavano il patrimonio dello Stato). Una situazione che andava benissimo a USA e NATO ed alla sua appendice (UE).
    Non dimentichiamo che in quel periodo gli USA compirono le peggiori aggressioni (Afganistan, Irak) dopo quelle del Vietnam e del resto dell’Indocina. L’allaargamento della NATO è la prova più evidente dell’inaffidabilità e della falsità dell’Occidente, ma per essere “filoatlantici” bisogna prendere gli ordini da Washington (o dal Pentagono) e quindi fingere di credere che la NATO sia un’alleanza difensiva per garantire l’Europa dalle “aggressioni russe”. E la NATO è a tutti gli effetti una forza di occupazione coloniale che ha le sue basi più importanti esattamente in Germania ed in Italia : e che Paragone affermi che il filo-atlantismo serve per “rivendicare la centralità dell’Italia nel Mediteranneo” contiene un’ironia involontaria, infatti l’Italia è a tutti gli effetti la più sicura e centrale “portaerei ” nel Mediterraneo, per le armi atomiche e per ogni tipo di aggressione militare diretta verso i Paesi dell’Est Europa (ne sanno qualcosa i Serbi !) ma anche del Nord Africa (ne sanno qualcosa anche i Libici !).
    Insomma, si è capito da tempo che Paragone se propone l’uscita da Euro ed eventualmente dall’UE, lo fa unicamente per consolidare la sottomissione coloniale dell’Itallia agli interessi militari, strategici e non ultimo economici (gas liquido USA a costi 6 volte maggiori di quello russo). E chiudo qui, non vale la pena perdere tempo a discettare suglli sproloquii di un servo USA.

  6. Lorenzo dice:

    Un po’ di equilibrio e meno prontezza ad accusare di eresia le poche forze antieuriste rimaste non ci starebbero male.

    Non so se Paragone abbia sponsors occulti, ma la sua posizione si spiega realisticamente coll’impossibilità per una media potenza in declino di sfidare l’asse carolingio senza l’appoggio dell’altro nostro padrone transatlantico. Credo che Paragone speri in una nuova presidenza Trump che arrivi ai ferri corti colla Germania e supporti seriamente il disfacimento dell’eurodittatura. E’ uno scenario realistico.

    Chi non lo condivide dovrebbe spiegare sulla base di quali sistemi di alleanze pensa di tirar fuori il Paese dall’euro. L’unica alternativa verosimile che vedo io all’alleanza cogli USA è un tracollo complessivo del sistema, non ipotizzabile sul breve e medio termine.

    Concludo osservando che chi si rallegra di aver perso la guerra mondiale non può lamentarsi se il paese è diventato un satellite del suo invasore, occupato in permanenza.

  7. Nello dice:

    Concordo sull’ambiguità di fondo di Paragone. Nulla di nuovo sotto il sole. La commedia dell’arte italiota si arricchisce di un nuovo capitolo: Arlecchino servitore di due padroni.

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