Browse By

IL MINISTERO DEL TERMOSTATO di Leonardo Mazzei

 767 total views,  2 views today

Adesso ogni decisione è rinviata al Consiglio europeo del 20-21 ottobre. Sul gas l’Europa continua a traccheggiare, ma gli eurocrati hanno di che essere fieri. Il loro obiettivo di una riduzione dei consumi di metano del 7%, la cicala Italia l’ha già raggiunto senza bisogno di diktat e decreti. Chissà perché!

Ragionando su altre cose, Massimo D’Alema si è chiesto dove prendano il caffè la mattina i dirigenti del Pd. Una considerazione da estendere a tutta l’attuale classe dirigente del nostro disgraziato Paese, il cui distacco dalla vita reale delle persone è intuibile già nello sguardo tra l’allucinato e il saccente del ministro Cingolani.

Volete una prova? Prendiamo ad esempio l’ultimo decreto partorito dal suo Ministero, quello appunto sui risparmi in materia di riscaldamento. Questo fenomeno ha stabilito la diminuzione di un grado della temperatura nelle case, l’accorciamento di 15 giorni del periodo di accensione delle caldaie, la riduzione di un’ora del funzionamento delle stesse.

Quando si dice la Scienzaaaaaa! Al Mite (“Ministero della transizione ecologica”, Orwell non avrebbe saputo inventarsi di meglio) hanno scoperto che senza scaldarsi si risparmia metano, stando al buio si risparmia energia elettrica, mentre senza lavarsi (come ha rivendicato un noto “ambientalista”) si puzza un po’ ma si risparmia acqua. Decisamente dei geni!

Ancora non si è arrivati all’abolizione per decreto dell’inverno, ma sicuramente qualcuno ci sta già lavorando. Battute a parte, la pretesa regolatoria di costoro è esattamente la stessa messa in campo con l’Operazione Covid. Una pretesa che non è solo autoritaria, ma pure offensiva nei confronti di milioni di famiglie (e di centinaia di migliaia di aziende) che sono state costrette a ridurre i consumi non dai decreti, ma dalle sciagurate scelte guerrafondaie del governo del “vile affarista”.

E’ dalla guerra dichiarata di fatto alla Russia, dal boomerang delle assurde sanzioni che ne sono seguite, che è arrivato l’esorbitante aumento dei prezzi che metterà al freddo gli italiani ed in ginocchio tante aziende. Draghi e Cingolani, la loro politica, che è poi quella dell’Unione europea nel suo insieme, non sono la soluzione quanto piuttosto il problema.

Ma il decreto di Cingolani non è solo offensivo, esso è pure ridicolo. Con quelle misure da Ministero del termostato, il governo si attende un risparmio di 2,7 miliardi di metri cubi di gas, pari ad un 9% dei consumi civili. E’ tanto? E’ poco? Di sicuro è meno di quel che gli italiani hanno risparmiato senza attendere il decreto dello scienziatone.

Secondo i dati di una fonte specializzata come la Staffetta Quotidiana, ripresi da il Fatto Quotidiano del 3 ottobre, la situazione è già precipitata a settembre. In questo mese i consumi complessivi di gas in Italia hanno infatti subito un crollo del 15,9% rispetto al 2021, con un -9,4% nel settore civile, un -22,5% nell’industria ed un -17,8% in quello termoelettrico. Le famiglie hanno dunque cominciato a risparmiare già prima dell’accensione dei termosifoni, mentre l’enorme riduzione dei consumi industriali ci parla della pesante recessione in arrivo. Altro che le manine di Cingolani sul termostato di casa!

Le cifre del termoelettrico ci portano poi all’altro comparto investito pesantemente dall’aumento dei prezzi. Secondo le prime stime di Terna, a settembre i consumi elettrici sono calati del 3,8% su base annua. Potrebbe sembrare poco, ma si tratta di un settore che la transizione energetica vorrebbe in forte crescita, mentre invece il dato di Terna ci parla del settembre al livello più basso degli ultimi vent’anni. Sta di fatto che i consumi elettrici del 2022 sono solo l’82,9% di quelli registrati nello stesso mese del 2003.

Questi numeri, che del resto seguono – peggiorandoli – quelli già pesantemente negativi di agosto, ci dicono due cose: che la sofferenza sociale dovuta all’aumento delle bollette è già forte, che una nuova recessione è ormai alle porte. Su quest’ultimo punto il pudore dei media è financo commovente. Finché Draghi non se ne andrà non se ne potrà parlare troppo, anche se dal Centro studi di Confindustria la parolina magica (“recessione”) comincia ad essere sdoganata.

Ma il binomio recessione + inflazione ci porta dritti alla stagflazione, la peggior situazione economica che si possa immaginare. Una prospettiva drammatica specie per le classi popolari, inevitabilmente attaccate in contemporanea sui due fronti del lavoro e del carovita.

L’altro giorno mi è capitato di sentire un discorso tra due tipici “uomini della strada”. Il succo di quella conversazione era che “solo l’Europa potrà salvarci”. Peccato che questo ragionamento cozzi frontalmente con la realtà delle cose. L’Unione europea non è mai stata divisa e paralizzata come oggi. Da qui il suo incredibile cincischiare, da marzo in avanti, su limiti ai prezzi (che non vengono messi) e sulla separazione del mercato elettrico da quello del gas (che non viene fatta). Non solo gli interessi dei singoli Stati sono troppo contrastanti, non solo l’Ue non potrà mai venir meno alla sua anima neoliberista, ma pensare di poter contenere sul serio i prezzi del gas senza ripristinare normali relazioni con Mosca è solo una pia illusione per gonzi e creduloni.

Lo sosteniamo da sempre: l’Unione europea è una gabbia da cui liberarsi in tutti i modi. Ma questo obiettivo è oggi ancora più urgente, visto che l’Ue è ormai una mera appendice della Nato, uno strumento per portare avanti la criminale guerra alla Russia.

Certo, al prossimo vertice di Praga non mancheranno gli annunci di una qualche “riforma” dei meccanismi che portano alla formazione dei prezzi energetici, ma quelle messe in cantiere sono solo misure parziali, temporanee ed in definitiva del tutto inadeguate.

Non mancheranno poi i discorsoni edificanti sui risparmi da scaricare sulla povera gente. Né mancheranno quelli sulla transizione energetica, da realizzare per far felici gli amici affaristi. Ma per tutto ciò in Italia abbiamo già Cingolani ed i suoi decreti. Certo, tra pochi giorni lo scienziatone dovrà lasciare il suo Ministero del termostato. Ma su chi verrà dopo certo non ci facciamo illusioni.

image_pdfimage_print

Un pensiero su “IL MINISTERO DEL TERMOSTATO di Leonardo Mazzei”

  1. Franco Trane dice:

    È paradossale: nel 1935 si chiese agli italiani il “sacrificio” di donare l’oro alla patria come risposta alle sanzioni inflitteci dalla Società delle Nazioni.
    Nel 2022 si chiede agli italiani il “sacrifcio” di diminuire i consumi di elettricità e gas per le sanzioni inflitte da noi.

    credere-obbedire-inviare armi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *