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LA DISTOPIA INDOTTA E LA DUPLICE REALTÀ di Massimo Giuliodori*

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La realtà è ben diversa ma devono essere in pochi a percepirla, così pochi da essere descritti e visti come pazzi, visionari, pericolosi asociali che minano le ‘certezze’ imposte e indotte dal ‘Sistema’.

Una minoranza serve sempre, essa è funzionale alla narrazione del vivere in un ‘paese-stato’ che si vuol far credere come democratico per poter perpetuare l’autorità dei poteri ad esso conferiti ma di fatto espropriati da tempo immemore.

È la finta ‘democrazia’ oleografica derivante dalla falsa percezione, come in certi racconti distopici, una dimensione puramente immaginaria lasciata alla facile creduloneria ingenua (ma anche bigotta) delle persone, convinte di essere ‘cittadini’ tutelati da diritti anziché schiavi consapevoli della loro condizione umana.

Come la ‘realtà aumentata’ del Metaverso, si crede di vivere rassegnati alla necessità delle privazioni, nella consapevolezza indotta della fine dei tempi, il catastrofismo scenografico del pianeta, fra emergenze climatiche (declinate come ‘climate change’ ovvero i perpetui cambiamenti climatici che sempre si sono verificati nel pianeta Terra, indipendentemente dalla presenza umana), pianificate pseudo pandemie infinite e sovrappopolamento ingigantito, destinati inesorabilmente all’inferno dantesco, traghettati dai Caronte mediatici verso l’apocalisse. Il tutto alimentato dall’ onnipresente e illimitato potere del circo mass-mediatico di controllo e addottrinamento sociale.

Strategie volte a disorientare, confondere l’opinione pubblica, non far mai percepire loro i veri obiettivi, le poste in gioco, i programmi dietro le guerre ibride che servono a destabilizzare equilibri economici e geostrategici esistenti, ad indebolire potenze descritte come ostili, a configurare ‘nemici’ programmati verso cui orientare l’odio delle masse e giustificare con ciò scelte sanguinarie sia militari che economiche e sociali.

Tutto ciò che serve per inculcare rassegnazione, senso di impotenza, accettazione fatalista, ineluttabilità di scelte e loro conseguenze economiche, che guarda caso premiano sempre il ‘capitale’(finanziario e di detenzione di potere) dei grandi burattinai del capitalismo finanziario globale.

Mentre le narrazioni destinate al popolo sono ormai totalmente impiantate nella psiche delle persone, i programmi del Great Reset – che è innanzitutto mentale – scavano come trivelle senza sosta perforando le esistenze peregrine dei comuni mortali e ogni loro aspetto del vivere.

Dalla nascita alla morte accompagnano e si infiltrano ovunque, pervasive ad ogni livello sia fisico che psicologico, avendo il capitalismo ipertrofizzato neoliberista occidentale, materialista e tecnoscientista, annullato ogni dimensione spirituale e animista dell’esistenza umana.

La realtà invero è molto diversa.

Per coglierla basta osservare come vivono le élite globali, se per suddetti potenti esistano e valgano le privazioni, le angosce, le paure, le difficoltà, le restrizioni che il loro ‘sistema’ ci descrive come necessarie e invitabili e vuol convincerci ad accettare.

Basterebbe vedere come i paradisi dorati delle caste e dei ricchi del pianeta (che sono decine di milioni) siano caratterizzati dalla assoluta abbondanza di tutto ciò che si può desiderare di materiale, come per costoro non valgano nessuna delle predizioni catastrofiche planetarie, non vi sia alcuna preoccupazione reale sulle sorti del pianeta, ne dell’umanità.

Perché per costoro semplicemente non esiste il concetto di ‘umanità’.

Per le élite l’umanità e solo un immenso parco buoi, uno strumento di sfruttamento e arricchimento, che nell’era della digitalizzazione e robotizzazione – la loro declamata ‘Quarta Rivoluzione de-Industriale’ – deve essere ridotta significativamente di numero, perché non più necessaria come fattore di moltiplicazione dei loro profitti. Come insetti parassiti nocivi di cui liberarsi, da sopprimere con mezzi che siano percepiti come salvifici e benevoli dalle masse, onde evitare pericolose rivolte e insurrezioni.

Le strategie in atto che stiamo vedendo disposte e portate avanti con assoluto controllo egemonico dei mezzi sono la conseguenza di tali volontà.

Nulla vi è di nuovo invero in queste modalità odierne di governo delle masse attraverso il giogo delle paure indotte e del terrore, il perenne ripetersi delle prassi dei strumenti di controllo egemone dei poteri sulle classi subalterne.

È la mancanza di consapevolezza e memoria storica dell’umanità che ne consente la prosecuzione e riproposizione, pur nella diversità di attualizzazione tecnologica di manipolazione e raffinazione delle metodologie applicate – benché in molti casi rozzamente esplicite agli occhi di chi ha un pò di dimestichezza con certe prassi di manipolazione e controllo sociale. Ciò ne impedisce la nemesi storica auspicabile consentendo il suo continuo reiterarsi nei tempi.

La questione ESSENZIALE ed ESISTENZIALE è quindi come recuperare la corretta visione della realtà, nella consapevolezza di essere e appartenere a minoranze dell’umanità.

In quanto queste capacità di lettura dei livelli di realtà opposte e relative costruzioni narrative distopiche indotte dai poteri e i loro sistemi di controllo totalizzanti, sono patrimonio di poche persone. Esse richiedono uno sforzo intellettuale superiore, un livello di coscienza (e conoscenza) e degli strumenti di analisi profonda della psiche umana e delle gabbie mentali nelle quali essa rimane abitualmente prigioniera.

È questa una GUERRA di liberazione innanzitutto interiore e SPIRITUALE da cui può sorgere una vita diversa e diversamente vissuta.

È la BATTAGLIA ESISTENZIALE, quella che ci separa dal vegetare in una condizione di schiavitù permanente, che ci restituisce la Dignità del vivere e di essere protagonisti del nostro destino.

Nota: La riflessione di cui sopra è scaturita anche dalla visione del breve video di presentazione di:  “Illuminati”, il primo lounge/bar di lusso negli Emirati Arabi Uniti, che ha aperto i battenti domenica 18 novembre 2022 al V Habtoor Hotel Shaikh Zayed Road – Dubai.

* attivista del CPT di Perugia di Liberiamo l’Italia

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