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CHI ESULTA È PERDUTO di Enzo Brandi  

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LA “SINISTRA” VINCE  NEGLI  UK  E FRANCIA:  MA E’ PROPRIO ORO QUEL CHE LUCCICA?

Facciamo un breve riassunto per capire il punto esatto attorno al quale gira il problema. La guerra in Ucraina pervicacemente voluta dagli Stati Uniti a maggior gloria del pericolante capitale neoliberista finanziarizzato (“Combatteremo la Russia fino all’ultimo ucraino”, ambasciatore Chas W. Freeman) tiene in ostaggio l’Europa isolandola dal resto del mondo. Costi energetici alle stelle e scambi commerciali bloccati o in picchiata stanno impoverendo il Vecchio Continente a un ritmo crescente. I gioielli di famiglia vengono svenduti (noi dobbiamo ringraziare la “sovranista” Meloni), le aziende emigrano, chi negli USA, chi in Cina (ottimisticamente pensando che gli USA non faranno la guerra alla Cina o, chissà, che la Cina la vincerebbe). Ci stiamo impoverendo e se le cose non prendono una piega completamente diversa  ci aspetta una delle maggiori depressioni degli ultimi due secoli. Disoccupazione, sottoccupazione, precarietà, aumento della criminalità di strada, welfare in dissoluzione, sanità pubblica allo sfascio, aspettativa di vita in diminuzione, privatizzazione di ogni spazio pubblico, chiusura degli spazi democratici.

Questo sarà il quadro. Da romanzo di Dickens.

E ora passiamo ai due esiti elettorali.

GRAN BRETAGNA

Il primo atto del neo ministro della Difesa britannico, John Healey, è stato quello di andare a Odessa per promettere di consegnare più pezzi di artiglieria, munizioni e missili all’Ucraina, sottolineando la continuità del sostegno di Londra a Kiev. La parola chiave è “continuità”. La continuità su questo punto è dirimente, è l’infallibile test per capire che siamo di fronte a un governo nemico, votato alla servitù del capitale neoliberista finanziarizzato fino alle conseguenze più estreme.

Il resto è retorica, folclore. Non c’è differenza sostanziale con la Meloni che vuole portare le spese militari al 2% come richiede la Nato. E in questo caso occorre sostenere l’opposizione interna al governo della Lega, nonostante per me Salvini sia più vomitevole della Meloni stessa. Ma la politica è questa, è sfruttare le contraddizioni dell’avversario. Il resto sono scemenze da anima bella.

Chiudo sugli UK citando Ken Loach.

“Il Labour ha vinto, ma non è un partito di sinistra . E Starmer è solo un opportunista che ha spostato il Labour a destra. È un Tony Blair senza charme”. “I ricchi rimarranno ricchi. Non ci sarà proprietà pubblica, né politiche radicali. Il Regno Unito continuerà a fornire armi”.

Chiarissimo. Il liberal Huffpost ha quindi pensato bene di insultare il grande regista: “Un qualunque Vannacci di sinistra”, così lo ha definito Pierluigi Battista. Che penoso quaquaraqua.

FRANCIA

Qui la situazione è più complessa. All’interno del Nuovo Fronte Popolare a ricevere più voti è stata La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon.

Il collante del NFP è stato però Raphael Glucksmann sulla base di tre principi fondamentali: sostegno incondizionato a Zelensky, adesione incondizionata alla Nato, fedeltà incondizionata agli autocrati di Bruxelles. Ricordo che Glucksmann è stato consigliere personale di Mikheil Saak’ashvili uno dei personaggi più disgustosi degli ultimi 20 anni e, dopo il golpe della Maidan, di Yulia Timoshenko, la “democratica” che disse “Dobbiamo sterminare i russo-ucraini con la bomba atomica”.

Anche il Nuovo Fronte Popolare francese si suggerisce così come quella sinistra che al pari della destra viene usata da quello che oggi è il peggior nemico dell’umanità: il capitale neoliberista finanziarizzato centrato sugli Stati Uniti. Se dal 1945 ad oggi le guerre statunitensi hanno causato 30 milioni di morti, dal 1980 esse sono state provocate dal capitale neoliberista finanziarizzato. E Glucksmann, russofobo e sinofobo, è al suo servizio.

Ovviamente l’operazione NFP era all’insegna del più smaccato opportunismo e infatti io credo che le carte verranno rimescolate e se i numeri lo consentono la parte centrista del NFP si unirà ai macroniani per formare il nuovo governo. Se i numeri non lo consentono una parte dei macroniani si unirà al NFP tenendo sotto scacco Mélenchon. Bisogna vedere se Mélenchon  cederà all’opportunismo o capirà che questo potrebbe essere la sua fine.

In conclusione anche in Francia verrà garantita la continuità.

Lo hanno capito a Washington:

«A US gov. source told me it was a ‘sigh of relief’ that left-wing parties won in France’s #ElectionsLegislatives2024.

*Concerns centred around future #Ukraine funding.*»

Così il corrispondente da Washington di France24, Fraser Jackson:

https://x.com/FrazJ/status/1810060470511935810

Per concludere: cosa ci mostra la vittoria della sinistra in Francia e negli UK? Di sicuro non ci mostra nessun seppur cauto moto di ribellione all’agenda disumana imposta dal capitale neoliberista finanziarizzato.

Non negli UK non in Francia. Possiamo giusto consolarci pensando che con Marine Le Pen sarebbe stata la stessa cosa, così come da noi Giorgia Meloni non ha di certo portato una ventata di sovranismo di destra (che pur tossica, ma una ventata l’avremmo sentita). Solo Draghi + manganello, dicevamo.

Una bella consolazione.

Le retoriche di destra e sinistra sono differenti ma entrambe alla fine si accodano disciplinatamente all’agenda di questo Moloch che non avrebbe remore a scatenare una guerra nucleare. Quando Che Guevara diceva che gli Stati Uniti erano il più grande pericolo per l’umanità, sapeva quel che diceva. E oggi lo sono ancor più che ai tempi del Che, perché ai suoi tempi la crisi sistemica era all’inizio, oggi siamo invece alle sue drammatiche battute finali.

Ognuno ovviamente la pensa come vuole e può invece gioire per questo o quel motivo. Io no, nonostante il mio DNA mi impedirebbe di rallegrarmi per la vittoria della destra neofascista o postfascista.

Io da tempo ho smesso di farmi incantare dalle retoriche contrapposte e ho deciso di guardare la realtà, nella sua totalità, con occhi analitici, disincantati. Questo disincanto è però disincanto dalle favole, dalle narrazioni ideologiche che occultano la realtà, e non mi conduce assolutamente a uno sguardo cinico e distaccato. Al contrario, più sono disincantato più mi monta un furore etico, socialista, pasoliniano, che faccio fatica a contenere.

S’i’ fosse foco,..

Un pensiero su “CHI ESULTA È PERDUTO di Enzo Brandi  ”

  1. Nello dice:

    Concordo pienamente

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