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IL MULTIPOLARISMO DI “LUNGA DURATA” di Stefano D’Andrea

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Rileggendo Lenin

«[…] Ammettiamo che questi Stati imperialisti concludano delle alleanze, gli uni contro gli altri, per tutelare o ampliare nei menzionati paesi asiatici i loro possedimenti, i loro interessi e le loro “sfere d’influenza”. Queste sarebbero alleanze “inter-imperialiste” o “ultra-imperialiste”. Ammesso che TUTTE le potenze imperialistiche formino un’unica lega, allo scopo di ripartirsi “pacificamente” i summenzionati paesi asiatici, si avrà allora “il capitale finanziario internazionalmente unito”. In realtà la storia del XX secolo offre esempi di una lega di questo genere, per esempio nei rapporti delle potenze con la Cina. Si domanda ora se, permanendo il capitalismo (e Kautsky parte appunto da questa supposizione), possa “immaginarsi” che tali leghe sarebbero di lunga durata, che esse escluderebbero attriti, conflitti e lotte nelle forme più svariate…
Basta porre nettamente tale questione perché non si possa rispondere che negativamente. Infatti, in un regime capitalista NON si può pensare a nessun’altra base per la ripartizione delle sfere d’interessi e d’influenza, delle colonie, ecc., che non sia la valutazione della POTENZA dei partecipanti alla spartizione, della loro generale potenza economica, finanziaria, militare, ecc. Ma i rapporti di potenza si modificano, nei partecipanti alla spartizione, difformemente, giacché in regime capitalista non può darsi sviluppo UNIFORME di tutte le singole imprese, trust, rami di industria, paesi, ecc. Mezzo secolo fa la Germania avrebbe fatto pietà se si fosse confrontata la sua potenza capitalista con quella dell’Inghilterra di allora: e così il Giappone rispetto alla Russia. Si può “immaginare” che nel corso di 10-20 anni i rapporti di forza tra le potenze imperialiste rimangano IMMUTATI?
Assolutamente no.
Pertanto, nella realtà capitalista, e non nella volgare fantasia filistea dei preti inglesi o del “marxista” tedesco Kautsky, le alleanze “inter-imperialiste” o “ultra-imperialiste” non sono altro che un “momento di respiro” tra una guerra e l’altra, qualsiasi forma assumano dette alleanze, sia quella di una coalizione imperialista contro un’altra coalizione imperialista, sia quella di una lega generale fra TUTTE le potenze imperialiste. Le alleanze di pace preparano le guerre e a loro volta nascono da queste; le une e le altre forme si determinano reciprocamente e producono, su di un UNICO E IDENTICO terreno, dei nessi imperialistici e dei rapporti dell’economia mondiale e della politica mondiale, l’alternarsi della forma pacifica e non pacifica della lotta».

[L’imperialismo fase suprema del capitalismo (1917), cap. 9].

Le vicende della storia avevano condotto la Cina, fino a 10-15 anni fa a non essere una potenza capitalistica. Idem per l’India. Mentre la Russia, negli anni novanta, ha rischiato addirittura di divenire neocolonia degli Stati Uniti e L’Iran, piccola potenza a carattere imperiale, in confronto agli Stati Uniti, è stato a lungo limitato e accerchiato da questi ultimi. In Europa, escluse l’Inghilterra e la Francia, avevamo (e abbiamo) soltanto ricche neo-colonie, compresa la Germania, che faceva surplus stratosferici e continui, non per reinvestire e sviluppare la propria potenza o almeno armarsi, bensì per far defluire i capitali tedeschi nelle borse statunitensi e che è stata umiliata dagli USA, quando la capacità di fare surplus contrastava nettamente con gli interessi statunitensi. Peraltro, l’Inghilterra si accontentava di fare l’ancella degli USA, con qualche diritto o almeno pretesa di decisione su talune questioni; mentre la Francia si accontentava di sfere di influenza e neocolonie in Africa, non contestate dagli USA, in cambio della partecipazione alla NATO, al regime globalista e del sostegno al Washington consensus.

La pace tra potenze è stata dunque il risultato di una situazione del tutto eccezionale: l’esistenza di un’unica grande potenza imperialista.
Ma oggi la Russia reclama le sue sfere di influenza, attorno a sé e in Africa; e si è armata: ha dunque volontà e mezzi per contestare gli USA. E la Cina a sua volta si è armata, ha una potenza industriale notevole, e reclama sfere di influenze, sfere di interessi, territori e mari. L’Iran, che ha saputo resistere, ha conquistato sfere di influenza in Libano, Iraq, Siria e Yemen si è armato e si è alleato con la Cina e la Russia.

Lo scontro tra Stati Uniti, neo-colonie e pseudo-potenze europee decadenti, da un lato, e Cina Russia e Iran è inevitabile, con l’India che forse resterà a guardare. E la fase degli attriti, dei conflitti e delle lotte militari è già iniziata.
Ma dopo questo scontro, che potrebbe durare uno o due decenni (la “guerra mondiale a pezzi”) ci sarà un secondo scontro che vedrà coinvolte le potenze vincitrici del primo, Russia, Cina e Iran, nonché l’India.

Questa è la fase storica nella quale siamo entrati.
Il multipolarismo di lunga durata è una sciocchezza pazzesca

* Fonte: Appello al Popolo

Un pensiero su “IL MULTIPOLARISMO DI “LUNGA DURATA” di Stefano D’Andrea”

  1. Cardenio dice:

    ” Il multipolarismo di lunga durata è una sciocchezza pazzesca”

    È la solita gnosi di Rousseau: è l’ambiente che causa la cattiveria nel mondo, di maniera che, dopo che sarà stata tolta di mezzo la globalizzazione a guida americana, senz’altro cominceranno a scorrere fiumi di latte e miele tra le Genti, l’agnello giacerà col lupo, mai più sangue scorrerrà, eccetera eccetera.

    Che vogliamo farci…

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