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TERRORISTI CHI? di Fronte del Dissenso

Su istigazione e documentazione inviata da organismi militari e di sicurezza israeliani e su pressione degli Stati Uniti, un’mponente operazione di polizia ha portato in prigione nove militanti palestinesi tra cui Mohammad Hannoun; mentre altre 16 persone sono indagate, tra cui la giornalista Angela Lano. Le autorità israeliane esultano, così come i tanti sionisti italiani di destra e di sinistra.

Per l’accusa gli inquisiti sarebbero terroristi operativi e/o fiancheggiatori del terrorismo.  Hannoun ed i suoi compagni hanno forse minacciato il cosiddetto “ordine democratico”? Hanno forse compiuto atti di violenza in Italia o all’estero? Assolutamente no, lo ammettono gli stessi accusatori. Terroristi dunque perché? Perché sarebbero membri o fiancheggiatori del principale movimento politico palestinese, il Movimento di Resistenza Islamico (HAMAS).

E chi dice che HAMAS sia un movimento terrorista? Lo sostiene Israele, quindi i suoi alleati, Stati Uniti e Unione europea. È vero il contrario: Israele è uno stato colonialista e razzista che contro il popolo palestinese usa metodi terroristi a scala industriale ed è accusato di genocidio dalle stesse Nazioni Unite, tant’è che sul capo del suo governo pende un mandato d’arresto internazionale per “crimini di guerra” e “crimini contro l’umanità”. Di conseguenza per la gran parte dell’opinione pubblica mondiale e per la maggioranza dei paesi, la Resistenza armata contro l’occupazione israeliana per la liberazione della Palestina, è una legittima lotta di liberazione nazionale.

Ammesso e non concesso che sostenere HAMAS sia un crimine, la farraginosa ordinanza con cui sono stati arrestati i militanti palestinesi non prova questa appartenenza (che gli inquisiti negano). L’accusa si fonda sul perfido teorema politico che gli aiuti umanitari raccolti e inviati ai palestinesi di Gaza e della Cisgiordania occupata, sono “oggettivamente” sostegno e finanziamento del “terrorismo”. E’ la stessa accusa che Israele rivolge all’agenzia dell’Onu per i rifugiati (di cui 381 operatori sono stati uccisi) e che sta portando al blocco delle attività di 37 Ong, tra le quali la Caritas.

Se è una vergogna nazionale il solo fatto di eseguire gli ordini di uno stato colpevole di genocidio, sono senza dubbio infami gli scopi politici di questo attacco repressivo: spaventare i cittadini che hanno manifestato la loro indignazione per il genocidio in corso, mettere a tacere il movimento di solidarietà con il popolo palestinese, isolare e criminalizzare, col pretesto dell’antisemitismo, le sue componenti antisioniste più combattive.

Sotto attacco non è quindi solo il movimento ProPal, sotto attacco sono la libertà di pensiero e di parola, il diritto costituzionale di appoggiare la lotta dei popoli oppressi, il dovere di contrastare ogni forma di colonialismo, imperialismo e razzismo.

Se ci fosse una Giustizia giusta è il governo italiano che dovrebbe sedere sul banco degli imputati, per il reato di concorso esterno con un governo come quello israeliano colpevole di crimini di guerra contro l’umanità.

Chiunque sia indignato dal raccapricciante servilismo del governo italiano, chiunque consideri deplorevole la viltà di tanti politicanti della sinistra di regime, chiunque abbia a cuore la causa palestinese, la libertà e la democrazia costituzionale, lo stesso onore del popolo italiano, è chiamato a far sentire la sua voce ed a mobilitarsi

Fronte del Dissenso, 01/01/2026

Fonte: frontedeldissenso.it

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